Manca l’emoji del traffico
Spesso le emoji si usano per comunicare un intero messaggio usando un solo carattere. Basta un pollice in su, un cuoricino o una faccina arrabbiata per mettere in chiaro qual’è la nostra reazione a quanto ci hanno appena detto. E alla domanda “dove sei?” si può rispondere tranquillamente con una delle tante che riguardano edifici, mezzi di trasporto, attività, località.
Ma se uno è bloccato nel traffico o in coda sull’autostrada può comunicare il concetto usando un solo carattere? A quanto pare no. Anche se non sarebbe difficile immaginare come dovrebbe essere l’emoji corrispondente: basta prendere come ispirazione il segnale stradale che indica gli eventi di questo tipo. Quello che si usa in Italia raffigura due file di sette macchine viste da dietro che formano un serpentone. All’estero si usa una versione più semplice, con tre macchine una dietro l’altra viste frontalmente.
Dovendo realizzarlo in dimensioni più piccole lo si potrebbe semplificare ulteriormente. Ma questo problema è già stato risolto, perché sono molti i servizi online che offrono informazioni sul traffico e integrano i testi col simbolo dell’evento a cui si riferiscono.
Google Maps ad esempio mostra sulla cartina solo due simboli, quello per l’incidente (un auto di profilo con delle linee a indicare l’impatto) e quello generico (un cerchio rosso con barra bianca). Ma cliccando su quest’ultimo, se l’evento descritto è “traffico intenso”, la scritta viene accompagnata dal simbolo associato: una macchina vista da davanti, dietro cui fa capolino una macchina più piccola.
Più o meno lo stesso avviene sul sito di Autostrade Per L’Italia, con la differenza che le due macchine hanno la stessa dimensione.
In entrambi i casi non si tratta di un’immagine, ma di una grafica vettoriale Svg. Questo significa che nel codice vengono fornite le coordinate relative dei vari punti, e che sarà il software a disegnare di volta in volta il disegno che deve apparire, colorandolo in un colore ben preciso di fronte allo sfondo di un altro colore. In pratica è lo stesso meccanismo che si usa per le lettere contenute in un font scalabile. Solo che questi simboli non sono inseriti in un font.
Nei file che contengono i caratteri tipografici non ci sono soltanto lettere dell’alfabeto, ma simboli di tutti i generi, ognuno dei quali ha un codice Unicode ben preciso. Ci sono quelli delle fasi lunari, dei pezzi degli scacchi, dei segni dello zodiaco, delle condizioni meteo. E delle normali emoji. Però per le code stradali ancora non c’è niente.
Evidentemente non serve. I siti specializzati preferiscono usare separatamente i file Svg. Qualcuno ancora fa ricorso all’uso di piccole immagini Png, come fa IlMeteo.it nella pagina dedicata alla viabilità (tre macchine una dietro l’altra, non allineate, di cui due nere e una rossa).
E sui social ci si può esprimere con qualche carattere in più (anche mettendo una dopo l’altra tante macchinine seguite da una faccia spazientita).
Comunque non è escluso che qualcuno ci possa pensare, prima o poi. Il consorzio Unicode fornisce tutte le istruzioni per presentare una nuova proposta. Tra le cose che vengono prese in considerazione ci sono anche le ricerche su Google. Ed effettivamente le ricerche di “traffic jam” sono sempre almeno il triplo rispetto a quelle di “mirror ball”.
Ogni anno continuano ad essere aggiunte nuove emoji. Nel 2021 le nuove sono state 112, tra cui appunto la mirror ball da discoteca che veniva richiesta da tempo, o il troll. O i fagioli, o lo scivolo per bambini.
L’ultima aggiunta, quella del 2022, vede 31 nuove emoji: l’oca, il ventaglio, il flauto. E il simbolo del sikhismo.
Alcune emoji ispirate ai cartelli già esistono, tra la 1396 e la 1408. C’è il pericolo generico, l’attraversamento bambini, il divieto di accesso e varie proibizioni: vietato andare in bici, non fumare, non gettare i rifiuti in strada, acqua non potabile, vietato l’accesso ai pedoni, vietato usare i cellulari, vietato ai minori, più il simbolo della radioattività e del rischio chimico o biologico.
La gran parte di queste sono state aggiunte nel 2015, l’anno a cui risalgono molte faccine, animali, edifici religiosi, mezzi di trasporto, fasi lunari, simboli sportivi e tutte le bandiere.
Quell’anno vennero aggiunti 776 simboli, tra cui 247 bandiere. E anche la mano con dito medio alzato.
Comunque il Consorzio non accetta nuove proposte fino ad aprile dell’anno prossimo. Sul blog ufficiale forniscono consigli su come combinare tra di loro le emoji esistenti. È vero che ne sono state create varie per le famiglie eterosessuali, omosessuali, con uno o due figli, ma non si deve continuare a chiederne di nuove con tutte le combinazioni possibili. Famiglie interrazziali, o con quattro figli o con vari animali da compagnia possono benissimo costruirsi una combinazione di emoji che raffigurano i singoli componenti del nucleo familiare.
Una delle cose che il Consorzio ha messo in chiaro è che l’esistenza dell’emoji raffigurante la Tokyo Tower non significa che si possono proporre edifici ben precisi, e fa l’esempio della Torre Eiffel. Una brutta notizia per chi vorrebbe anche le emoji del Colosseo, del Duomo di Milano o del ponte di Rialto.





Commenti
Posta un commento