Riflessioni sulla dimensione dei testi

Il sito Practical Typography, in lingua inglese, contiene molte riflessioni sugli argomenti più disparati in ambito tipografico, tra cui quelle la dimensione del testo.

Le cifre che vengono fornite sono in linea con ciò che abbiamo trovato anche altrove: tra i 10 e i 12 punti per i testi stampati, tra i 15 e i 25 pixel per quelli che devono essere visualizzati su uno schermo.

Il sito però sconsiglia di usare la grandezza di 12 punti a meno che non sia stata richiesta esplicitamente, anche se è quella di default.

Questa dimensione è in linea con quella usata ai tempi delle macchine da scrivere, ma visivamente il testo può sembrare troppo grande.

Anche scendere di mezzo punto può fare la differenza. 11.5, 11, o 10.5 possono essere valori accettabili, con un’avvertenza importante: bisogna tenere conto delle caratteristiche del font utilizzato.

A differenza di quello che potrebbe sembrare intuitivo infatti la dimensione delle lettere non è collegata direttamente col corpo selezionato. Due font diversi, impostati entrambi in corpo 12, produrranno scritte che occupano spazi diversi, non soltanto in larghezza, ma anche in altezza.

La dimensione del corpo infatti misura l’altezza del rettangolo in cui deve essere disegnata la lettera. Ma il disegnatore può scegliere se le sue lettere debbano occupare tutto lo spazio a disposizione, oppure solo una piccola parte (dimensione dell’occhio).

Il sito consiglia di copiare e incollare lo stesso testo due volte, per visualizzarlo sia in un font di riferimento che nel font che si intende usare.

L’Arno occupa molto meno spazio rispetto al Times New Roman. Quindi si prende una frase in Times New Roman che occupa, poniamo, due righe e mezza, la si converte in Arno, dove occupa poco più di due righe, e si aumenta la dimensione fino a quando lo spazio occupato non sia lo stesso. 

Ne viene fuori che l’Arno in corpo 13 equivale al Times New Roman corpo 12 o al Sabon corpo 11.  

Nei programmi di videoscrittura potrebbe essere necessario sistemare anche l’interlinea, visto che quella cosiddetta singola in realtà viene calcolata diversamente per ciascun font già a parità di dimensione, e viene quindi aumentata o dimnuita al variare del corpo.

L’articolo dice qualcosa anche a proposito dei titoli. Non c’è bisogno di impostarli per forza in <h1>, ossia al doppio della dimensione del testo. Un link rimanda ad un articolo molto dettagliato, in cui si critica la cattiva abitudine di creare troppi livelli all’interno di un documento (sezioni, capitoli, paragrafi, sottoparagrafi...) e ci si sofferma sugli aspetti tipografici: non bisogna scrivere tutto in maiuscolo, non bisogna sottolineare, in molti casi non bisogna mettere il titolo al centro, non si deve metterlo in corsivo, non va sillabato, eccetera.

Spesso ciascuno di questi consigli è linkato alla sezione specifica (corsivo, sottolineatura, allineamento...)

Commenti

Post più popolari