I diari di Hitler e il font dell’indipendenza americana
I diari di Hitler sono famosi per essere un falso storico e una cantonata enorme nel mondo del giornalismo.
Su questo blog ne ho parlato per via del font usato per il monogramma con le iniziali in copertina: letterine in plastica in caratteri gotici inglesi, anziché tedeschi, dove invece della A compare una F.
Errore che è finito sotto gli occhi di tutti, visto che venne messo in copertina sulla rivista tedesca Stern che aveva pagato profumatamente per ottenere l’esclusiva e solo in seguito si accorse che i documenti non erano autentici.
Su alcune pagine Wikipedia dedicate a questo argomento, ad esempio quelle in spagnolo, in ebraico e in russo, è stata inserita la foto che mostra un libro con la copertina chiara sul quale compare un logo con l’aquila e la svastica e la scritta in spagnolo “El diario de Adolf Hitler”, in caratteri corsivi calligrafici che imitano una scrittura a mano.
Non è l’originale e non è neanche un libro pubblicato. Apparentemente si tratta solo di una messinscena per creare l’immagine di stock. Il font è riconoscibile: è lo Us Declaration, che ricalca le lettere che compaiono nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America e che si può scaricare gratuitamente su Dafont.
Il disegnatore è Tomasz Skowronski. Quasi 300 mila download dal sito.
Ovviamente l’uso di un font simbolo di libertà per un personaggio simbolo di dittatura crea una certa dissonanza, in chi guarda. Ma in pochi riconoscono il carattere tipografico, quindi magari non ci trovano nulla di strano. La Dichiarazione d’indipendenza americana venne fatta trascrivere in bella calligrafia, e le sue riproduzioni vengono vendute ancora oggi agli appassionati. La calligrafia è corsiva inglese. La forma delle lettere è in linea di massima quella che viene insegnata anche nelle scuole italiane, ma inclinata verso destra e con svolazzi appariscenti nelle maiuscole.
Effettivamente le pagine dei falsi diari sono riempite da una calligrafia a lettere unite e con asse inclinato in avanti, ma non si trattava di una corsiva inglese. Foto in alta definizione delle pagine sono rare, sul web, ma da quel poco che si vede sul web è molto difficile decifrare le parole che ci sono scritte sopra.
Il fatto è che in Germania era stata sviluppata una calligrafia gotica molto diversa rispetto a quella che conosciamo noi, praticamente illeggibile.
Per farsi un’idea, si può dare un’occhiata al Blackletter Hand di Nick Matavka, sempre scaricabile gratuitamente da Dafont.
Molte lettere sono facilmente riconoscibili, simili a quelle che usiamo noi; altre sono comprensibili, come la d con il tratto discendente che si arriccia; Altre sono incomprensibili, come la p che in questa versione è uguale alla g, nella minuscola, mentre nella minuscola sembra quasi una F.
Si può provare a scaricarlo, impaginarci un testo e provare a leggerlo per rendersi conto dello sforzo che ci vuole per decifrarlo. In particolare la e è una specie di n stretta, o una a stretta. La u è uguale alla n con un diacritico aggiunto. Assurdo.
L’autore ci tiene a specificare che questo font non riproduce lo stile suetterlin di epoca nazista, e ne elenca le differenze. Questo stile è precedente, si riferisce all’epoca imperiale.
Le lettere del suetterlin sono simili a quelle blackletter, e altrettanto incomprensibili: la c è come una i senza puntino, ad esempio.
Però l’asse è verticale. Almeno così dice l’autore e così si vede in un’immagine caricata su Wikimedia.
Su Font Space troviamo il Gl Sutterlin, di Gutenberg Labo, che però ha le forme uguali a quelli del Blackletter di Matavka e asse inclinato in avanti.
Il suetterlin ad asse verticale venne ideato intorno al 1911, ben prima dell'arrivo dei nazisti al potere. Però divenne corsivo ufficiale solo a partire dal 1930.
Comunque, Hitler è nato nel 1889, quindi ha imparato a scrivere ben prima che venisse elaborato il nuovo stile.





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