Palmer, Zaner-Bloser, D’Nealanian, Spencer
Il metodo Palmer prende il nome dal suo inventore, Austin Palmer, che se ne occupò alla fine dell’Ottocento.
Si trattava di un metodo per insegnare a scrivere in corsivo ai bambini delle scuole.
Per parecchio tempo fu il più usato in America, prima di essere sostituito da sistemi diversi.
Prendeva il posto del metodo spenceriano, in uso dagli anni Quaranta dell’Ottocento.
Palmer si concentrava sul movimento dei muscoli del braccio anziché su quello delle dita.
Questo permetteva di scrivere molto più velocemente e di tenere il passo delle macchine da scrivere che erano appena state inventate.
L’asse delle lettere è ancora molto inclinato in avanti.
Negli anni Cinquanta questo metodo fu soppiantato dallo Zaner-Bloser. Alla fine degli anni Settanta venne introdotto il metodo D’Nealian.
Il metodo Zaner-Bloser venne sviluppato in Ohio. Prevedeva di insegnare prima le lettere stampatelle, poi le corsive.
Anche in questo caso ci si concentrava sui muscoli e sui movimenti del braccio per cercare di ottimizzare i risultati.
Il metodo D’Nealian venne inventato da un certo Donald Neal Thurber, sempre in America. Il punto di partenza era il metodo Palmer. Qui l’angolo dell’asse delle lettere è di 85 gradi, non troppo inclinato, quasi verticale.
Su Wikipedia in inglese si possono leggere varie informazioni e vedere alcune foto delle lettere che vengono fuori con questi vari sistemi.
L’enciclopedia dedica articoli anche alle calligrafie ottocentesche, come la scrittura spenceriana e quella copperplate, in cui i tratti delle lettere avevano uno spessore variabile dovuto all’uso di particolari pennini o tecniche di incisione.
Un breve articolo è dedicato anche allo stampatello, che è una forma di scrittura molto più chiara che permette di inserire le lettere in caselle separate.
Nessuno di questi articoli è collegato ad una versione italiana.
Su Wikipedia in italiano cercando stampatello si viene reindirizzati all’articolo che parla delle maiuscole, non alla versione a lettere separate della scrittura a mano.
Secondo il vocabolario Treccani, lo stampatello è un “carattere di scrittura a mano, a lettere staccate, che imita il carattere della stampa: si distingue talora tra stampatello minuscolo (che imita il carattere minuscolo tondo della stampa) e stampatello maiuscolo (quello d’uso più comune, detto semplicemente stampatello) a lettere tutte maiuscole staccate. Esempi: scrivere il titolo in stampatello; si prega di scrivere l’indirizzo in modo chiaro, possibilmente in stampatello.”
Nel 2019 qualcuno prese in giro il leader della Lega Salvini, che aveva twittato: “Mattinata di compiti coi bimbi, ripasso sillabe e corsivo”. Accanto c’era una foto di varie parole scritte su un quaderno a quadretti. A lettere staccate, quindi in stampatello. Gli utenti di Twitter ebbero qualcosa da ridire, e alcuni giornali, in mancanza di meglio, dedicarono un trafiletto a questa curiosità.
Nella foto si vedono lettere che ricordano quelle di un normale sans serif, a parte la a che ha l’estremità dell’asta in basso a destra arricciata all’insù. La lettera e non ha un trattino orizzontale, ma è disegnata con un’unica linea curva a spirale. Sulla t vediamo un trattino orizzontale molto corto, nella parte alta, e una curva alla base molto ampia, che termina in obliquo.
Cercando corsivo su Wikipedia si viene indirizzati automaticamente al corsivo italico, che è uno stile particolare di caratteri di stampa.
Sulla prima riga però c’è un link con la dicitura disambiguazione che porta alla pagina dedicata alla scrittura corsiva.
L’articolo non nomina nessun metodo preciso per quanto riguarda l’insegnamento in Italia. Dedica paragrafi all’Inghilterra, alla Germania e agli Stati Uniti.
Si parla molto del fatto che il corsivo sta scomparendo in era digitale, ma ha ancora molti sostenitori.
Non solo la scrittura latina, ma molte
altre scritture hanno la loro forma di corsivo. L’arabo stesso è nato come una versione corsiva di un alfabeto precedente, e non ha una sua versione stampatella a lettere separate.





Commenti
Posta un commento