LoveFrom Serif, il video della conferenza
Avevo già annunciato che ci sarebbe stato un evento di presentazione del LoveFrom Serif, un carattere tipografico ispirato al lavoro di Baskerville, a cui ha partecipato anche il type designer italiano Antonio Cavedoni.
Noto ora che tre settimane fa la San Francisco Public Library ha caricato su Youtube l’intero video dell’evento, che dura poco più di un’ora.
Introduce la presentazione Jony Ive, fondatore dello studio LoveFrom: “Penso che il lavoro che i meravigliosi Antonio e Chris stanno per mostrarvi è un magnifico esempio della nostra motivazione e del perché noi facciamo quello che facciamo. Steve (Jobs, ndr) diceva che quando noi disegnamo qualcosa con cura è un modo per noi di esprimere il nostro amore e la nostra gratidudine per la specie, e io penso che il lavoro che questi ragazzi stanno per mostrarvi non ha assolutamente nessun senso dal punto di vista finanziario e commerciale”.
Il pubblico rumoreggia. In California questa suona come una specie di bestemmia.
Questo è un lavoro di amore, continua Ive, che porti avanti perché ami fare qualcosa, perché ti interessa ma soprattutto perché ti importa delle persone che alla fine beneficeranno dal tuo lavoro.
Antonio e Chris sono Antonio Cavedoni e Chris Wilson, che hanno realizzato questo carattere e che anche loro provengono dalla Apple dove hanno lavorato al font San Francisco e all’Apple Watch.
La presentazione di Caverdoni ripercorre la biografia di Baskerville e mostra varie foto in altissima definizione che sono state fatte alle pagine dei suoi lavori e che sono state alla base dello studio che ha portato alla realizzazione del nuovo font.
I disegnatori hanno esaminato non soltanto le stampe d’epoca, ma gli stessi punzoni, che sono sopravvissuti fino ad oggi. Nel caso dei corpi più piccoli, è complicatissimo riuscire a fotografarli senza le attrezzature adeguate.
Nonostante questo, è stato possibile ottenere macro foto in altissima definizione in cui si distinguono tutti i segni che l’incisore ha lasciato sul metallo per ottenere quella che a tutti gli effetti è una scultura.
Il lavoro dei designer non è stato semplicemente quello di ricalcare le forme, che avrebbe portato ad un risultato insoddisfacente che non avrebbe tenuto conto dello spargersi dell’inchiostro sul foglio e dell’effetto complessivo delle lettere. Si sono fatte modifiche anche molto consistenti per mantenere lo stesso spirito degli originali.
Nel corso della presentazione vengono elencate alcune delle considerazioni che è stato necessario fare nel mettere a punto il font. Cose che i comuni mortali neanche immaginano. Il video ha ottenuto in queste tre settimane 6.209 visualizzazioni.
Anche sui pesi è stato necessario prendere delle decisioni. All’epoca di Baskerville non veniva realizzata la versione grassetta di ogni font, né quella più leggera. Ma l’intento dei disegnatori non era quello di ricalcare il materiale storico, bensì quello di realizzare un font utilizzabile, cioè portare lo spirito di Baskerville in un contesto moderno in cui l’approccio ai caratteri tipografici è un tantino diverso.
Anche sui numeri è stato necessario intervenire pesantemente, perché i principi su cui ci si basava all’epoca non sono più attuali. Inoltre Baskerville non realizzò mai dei numeri in corsivo.
Molte lettere vengono fornite in una o più versioni varianti, per evitare collisioni e problemi in diversi contesti, per esempio a diverse dimensioni. Alcune vengono fornite in una versione con svolazzi aggiuntivi, come la “F coi capelli alla Elvis” che si vede nelle stampe originali, altre vengono fornite in versioni più semplici ed utilizzabili, come il punto interrogativo semplice che non si avvolge a spirale.
Dopo la presentazione del font da parte di Cavedoni, Wilson prosegue illustrando in lungo e in largo i vari esempi di come è stato usato questo font, tra l’altro per un regalo a suo figlio di tre mesi, una maglietta con scritto “love” sul cuore e “fury” sul sederino.
Inoltre
il font è stato utilizzato per il logo dell’incoronazione di Re
Carlo in Inghilterra, che è apparso dappertutto nei giorni dell’evento, su bandiere, stendardi, manifesti, adesivi e prodotti di merchandising.
Gli ultimi minuti sono dedicati alle domande del pubblico.
“Antonio,
ma tu sogni in caratteri tipografici?” “No, ma ho incubi in
caratteri tipografici!” Risate del pubblico.





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