Giornali manoscritti
Visto che l’altro giorno Il Tempo ha fatto il titolo della prima pagina usando un font che imita la scrittura a mano, il Segoe Script, ho provato a cercare sul web in lingua inglese se c’era qualche caso simile.
Non è venuto fuori niente di pertinente, ma è uscito qualcosa che non mi aspettavo: giornali scritti a mano. Non impaginati con un font handwriting, ma proprio con tutte le lettere tracciate a mano.
I giornali vengono collettivamente chiamati “la stampa”, quindi il fatto che ne possano esistere alcuni non realizzati con la tecnica della stampa mi pare una cosa strana.
In realtà la storia del giornalismo viene fatta risalire agli acta diurna, documenti che venivano realizzati nell’antica Roma, a partire dal primo secolo avanti Cristo, per rendere pubbliche le sentenze e più tardi avvisi pubblici di vario genere.
Secondo Wikipedia in italiano le notizie erano ufficiali (decreti dell’imperatore, del senato, dei magistrati) o private (nascite, matrimonio, decessi).
Non si trattava di prodotti da mettere in vendita, ma da esporre in un luogo pubblico, presumibilmente nel Foro, per essere letti dai passanti.
Mentre Wikipedia parla di scritte su tavole imbiancate, parecchi siti in lingua inglese parlano di incisioni su pietra o metallo, un metodo abbastanza costoso e insensato. La pietra resiste ai secoli, mentre le notizie avevano valore solo per pochi giorni.
Ai tempi dell’impero, lo stesso annuncio veniva copiato a mano e affisso anche nelle altre città.
Pochi giorni fa è andata in onda una trasmissione di Alberto Angela da Pompei, nella quale sono stati inquadrati i messaggi di propaganda elettorale che venivano disegnati con la vernice sui muri. È chiaro che imbiancare una tavola e tracciare sopra le scritte sarebbe stato un sistema molto più pratico e meno costoso che non incidere una pietra.
Su vari siti web parlando di acta diurna viene pubblicata la foto di qualche lapide di pietra con una iscrizione in latino. Non capendo la lingua latina, è difficile dire che cosa c’è scritto. Anche perché mancano spazi tra una parola e l’altra, quindi anche trascrivendo il tutto al volo per un traduttore automatico si caverebbe ben poco.
Comunque, esiste un sito in inglese chiamato The Handwritten NewspapersProject, che raccoglie molti nomi di giornali scritti a mano.
Il più vecchio esempio è quello degli acta diurna, 59 avanti Cristo, ma poi c’è un grosso buco fino al 1700.
A quanto ne sappiamo per tutto il medioevo le comunicazioni scritte erano tutte private. Per gli annunci ufficiali andava in giro un banditore che declamava a voce il messaggio.
Solo alla fine del medioevo iniziarono a circolare dei fogli con le notizie, visto che erano ripresi i traffici, e poi ci furono le esplorazioni, le scoperte e le invenzioni scientifiche quindi c’era una domanda da parte del pubblico, soprattutto la borghesia.
Chi redigeva il notiziario doveva assumere dei menanti, ossia degli impiegati che trascrivevano il testo in varie copie da diffondere poi nel quartiere commerciale della città.
Ma il giornalismo vero e proprio nasce soltanto con la nascita della tipografia, quando bastavano due persone al lavoro ad una pressa per ottenere centinaia di copie in poche ore.
Eppure, a quanto pare, il giornalismo manoscritto è continuato in qualche modo anche in seguito, per un motivo o per l’altro.
L’ultimo esempio risale al 2011, e me lo ricordo perché ne parlarono i telegiornali anche da noi.
C’era stato il terremoto in Giappone, erano saltate le linee elettriche, e senza elettricità non funzionavano computer e rotative. E neanche i ripetitori dei cellulari o delle radio. E neanche i ricevitori delle radio stesse. Quindi gli sfollati erano rimasti completamente senza notizie. I giornalisti dell’Ishinomaki Hibi Shimbun ebbero l’idea di raccogliere le informazioni più utili per la popolazione, trascriverle a mano su grossi fogli di carta, da affiggere nei centri in cui i soccorritori avevano radunato la popolazione.
L’esperimento durò soltanto sei giorni, fino a quando non fu ripristinato il normale sistema di produzione basato su computer e rotative.
Ma stampa e scrittura a mano non sono due tecniche incompatibili. Il sito The Hindu racconta la storia del solo giornale al mondo scritto a mano e stampato: il Musalman di Chennai, fondato nel 1927.
La lingua usata è quella urdu, che fa uso di una scrittura derivata da quella persiana, che a sua volta deriva da quella araba. Si scrive da destra a sinistra.
Tutti gli articoli vengono trascritti a mano da tre calligrafi.
L’articolo non spiega i motivi di questa scelta. Forse all’inizio del secolo scorso nella zona non c’erano caratteri tipografici adatti a scrivere in urdu. Oggi sicuramente ci sono. E in effetti questi saranno gli ultimi anni di sopravvivenza di un progetto del genere, sempre che non sia già stato chiuso (l’articolo è di sei anni fa).
I calligrafi in servizio non incoraggiano certo i giovani a credere di poter intraprendere la stessa professione.
L’unica segnalazione relativa all’Italia su Handwritten News riguarda gli acta diurna.
Sui giornali manoscritti in lingua inglese, talvolta il testo degli articoli è tutto in corsivo calligrafico, anziché in stampatello.





Commenti
Posta un commento