Sequel 100 Wide 95. Oppure chiediamo all'I.A.
Di recente mi è capitato di vedere un lyric video interessante. Non ricordo di chi era, ma c’erano un sacco di font. I versi della canzone comparivano uno dopo l’altro sulle insegne dei negozi, nei poster, sugli scuolabus e così via. Sarebbe interessante se qualcuno al mondo passasse un’intera giornata a identificarli tutti. A me è bastato riconoscere il Broadway... o almeno qualcosa che gli somigliava.
Altri cantanti preferiscono invece sbizzarrirsi sull’animazione e non sui font. Di recente abbiamo visto un video dei Bon Jovi, tutto basato su un unico font, identificato.
Ora ho visto il video di Cassyette, Friends In Low Places.
Video abbastanza fastidioso, perché si ripete spesso un glitch, un disturbo di pochi fotogrammi che magari in qualcuno provocherà una reazione nervosa.
Qui non ci sono negozi, scuolabus, auto, paesaggi... solo le parole, che compaiono in maniera sempre diversa, si dispongono sullo schermo in vari modi, a volte vengono distorte.
Le lettere sono tutte maiuscole, biancastre su fondo scuro. Sono sporche, ma è un effetto strano, nel senso che a volte si allarga tanto da lasciare soltanto il contorno chiaro, a volte si restringe limitandosi a poche macchie.
Possibile che sia l’asse di un font variabile? O è un font normale a cui vengono aggiunti degli effetti con un particolare software?
Chissà.
Comunque, faccio lo screenshot a una parola, la mando a What The Font e osservo i risultati.
Ottengo Paradise Point Intline Extended di Swell Type (inline), Soul Skull Regular di Otto Maurer (stretto e macchiato), Bapalopa di Okaycat (outline con spessore in ombra), Carcel di TeGeType (stretto e con lettere attaccate una all’altra... che ci fa in questa lista?), Automoto di Device (con E curva).
Il primo che corrisponde alle proporzioni che si vedono nel video è il Sequel 100 Wide 95, di OGJ Type Design.
Disponibile in varie versioni, tutte pulite.
Già che ci sto cerco anche nel Matcherator tra i font gratuiti.
Vengono fuori il Coulson Condensed Regular, in cui ogni lettera è attraversata da una sottile linea verticale, e l’Outler 56 Regular, dove le estremità di E e S sono un po’ scomposte.
Entrambi si scaricano da Fontzillion.
Gli altri hanno lettere abbastanza in disordine, e talvolta asse inclinato in avanti, chissà perché.
E spesso caratteristiche originali, mentre quello che vediamo nel video ha le forme di base abbastanza normali per un sans serif. Per dire, la forma delle aste è basata sul rettangolo, senza arrotondamenti e interruzioni impreviste.
Ma non si può arrangiare con un normale Arial Black?
Volendo si può fare tutto. L’Arial Black è più stretto del font che vediamo nel video, dove l’asta orizzontale della L è più lunga di quella verticale.
La G dell’Arial Black non ha lo sperone che punta in basso e ha un aspetto più moderno di quello che si vede nel video. Le estremità di C, G e S sono oblique anziché tagliate in orizzontale.
La E ha la cravatta rialzata e più corta degli altri tratti orizzontali, mentre nel video vediamo una E con tutti e tre le aste della stessa lunghezza.
E su Google Fonts?
Il sito purtroppo ha tolto la funzione che permette di selezionare i caratteri sulla base della larghezza. E non ha mai avuto una funzione che permette di avere in home page la versione Bold o Black dei caratteri elencati. Bisogna giudicare in base alla versione Regular ed eventualmente cliccare su ciascuno.
Certo, anche con un normale Montserrat si può ottenere un effetto simile, in peso Black. Le estremità della S però sono oblique.
E il Poppins? Bene le estremità, ma è troppo stretto.
E se cercassimo solo tra i Display? Sono solo 270...
Magari si può optare per un Archivo Black.
Ma quand’è che il motore di ricerca si doterà di uno strumento per riconoscere i font?
In effetti, visto l’andazzo, immagino che cercheranno di sviluppare in questa direzione l’intelligenza artificiale che già hanno, Gemini.
Non è che l’hanno già fatto?
Faccio log-in e chiedo di identificare il font presente nel video. Mi mostra un video che ha tutt’altro titolo.
Allora provo a dare una descrizione sommaria del font che cerco, e chiedo di consigliarmene uno presente su Google Fonts. Mi risponde con una generica lista dei sans serif presenti sul sito.
Gli do un’ultima possibilità: “Quali sono i senza grazie più larghi presenti su Google Fonts?”.
La risposta non promette bene, all’inizio: “È difficile determinare con assoluta certezza quali siano i font sans-serif più larghi su Google Fonts, in quanto la larghezza percepita può variare a seconda di diversi fattori, come la spaziatura delle lettere, il peso del font e il design generale del carattere”.
“Tuttavia posso suggerirti alcuni font sans-serif su Google Fonts che sono noti per la loro ampiezza e che potrebbero essere adatti alle tue esigenze.
Il primo risultato è Monument Extended.
Che è molto molto simile a quello che si vede nel video.
Solo che... non si trova su Google Fonts. Sta su Behance. Dovrebbe essere gratuito solo per uso personale, e solo per chi fornisce il proprio indirizzo email alla fonderia, Pangram Pangram.
Ma che mi combini, Gemini?
Gli
altri risultati presenti nella lista sono Libre Franklin, Source Sans
Pro, Roboto Slab e Neutraface Slab. Questi ultimi due non sono sans, come si intuisce dal nome!
Segue il link alla pagina di Google Fonts su come scegliere un carattere e qualche generica considerazione ridondante.





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