Orologi coi numeri Maya

I Maya avevano un particolare sistemadi numerazione basato su due simboli: il punto e la linea.

Un punto era un’unità, due punti due unità e così via fino a quattro. Cinque era una linea, sei un punto al disopra di una linea, sette due punti al disopra di una linea e così via.

Si continuava a sommare i due simboli fino a 20, dove scattava la base come nel nostro sistema scattano le decine. Visto che loro contavano in base 20, consideravano questo numero come composto da una ventina e zero unità. Quindi utilizzavano di nuovo il punto per indicare la ventina, mentre per le unità in questo caso disegnavano una conchiglia chiusa per indicare che non ce n’erano.

21 era ottenuto con un puntino in alto e uno in basso, 22 con un punto in alto e due in basso e così via.

In teoria a venti ventine, ossia 400, sarebbe dovuto scattare il terzo livello, ma c’era un’irregolarità nel sistema dovuta alla misura dell’anno, per cui il terzo livello scattava prima, a 360, scombinandoci tutti i calcoli: per ogni unità di terzo livello mancano due ventine al totale.

Cercavo sul web il primo oggetto che mi viene in mente pensando a sistemi di numerazione diversi rispetto a quello che usiamo noi: un orologio. E in effetti è semplicissimo trovarne in vendita. Alcuni sono molto semplici, coi glifi disegnati in maniera geometrica, altri sono calligrafici o decorati con illustrazioni ispirate ai glifi maya.

Quasi sempre mostrano tutti i numeri in orizzontale, ma c’è anche chi li ha disposti a raggiera, curvando le linee lungo la circonferenze e orientando la parte alta del numero verso l’esterno.

Unicode ha assegnato ai 20 numeri Maya il blocco che parte da U+1D2E0, lasciando le ultime 12 posizioni non assegnate.

Per poter scrivere coi numeri Maya bisogna semplicemente trovare un font che li supporta (pochi).

Una cosa che non sapevo è che il Guatemala ha messo sulle sue banconote i numeri Maya. Un turista distratto non se ne rende conto, ma è un dato di fatto: all’angolo delle banconote da 5 c’è un trattino, su quelle da 10 ce ne sono due, su quelle da 20 c’è un punto al disopra di una conchiglia e su quelle da 50 ci sono due punti al di sopra di due trattini (20+20+5+5).

Le banconote si possono vedere negli ultimi tre minuti di un un filmato caricato su Youtube da un appassionato di numismatica (la prima parte è dedicata a una spiegazione di come funzionava il sistema di numerazione).

Oggi in tutta l’America centrale si usano normalmente lettere latine e numeri arabi, ossia lo stesso sistema di scrittura che usiamo noi.

In realtà tra gli antichi Maya esisteva anche un secondo sistema di numerazione, utilizzato solo dai sacerdoti, che partiva dal presupposto che ogni giorno era dedicato ad un diverso dio. Quindi il viso del dio poteva andare a sostituire il numero del giorno, o un numero in generale. Esistono iscrizioni in cui le date sono segnate in questo modo, e in alcuni casi gli dei erano stati addirittura ritratti a figura intera.

Su Mayan Peninsula si può vedere la tabella completa con tutte le facce degli dei associati ai numeri nella notazione Maya, da 0 a 19 (paragrafo Other Numbering Systems).

Il sito Mexicolore ha dedicato una pagina a quel poco che si sa a proposito dei personaggi associati ai numeri da 0 a 9. In effetti si sa ben poco, perché i conquistadores hanno fatto sparire tutte le testimonianze della cultura Maya su cui sono riusciti a mettere le mani, ma comunque gli studiosi hanno catalogati i dettagli presenti nei vari disegni.

Le macchie che si vedono sulla faccia del numero 9 sono quelle del giaguaro, quindi il riferimento dovrebbe essere a quello di un mito basato sulla storia di due Eroi Gemelli, di cui uno si chiamava Primo Giaguaro. Forse la scelta derivava dal fatto che il numero 9 si diceva b’alun mentre giaguaro si diceva b’ahlam. (come dire 8-passerotto, 9-bove...)

Il personaggio corrispondente al numero 5 ha le rughe, come le divinità che sorreggevano i cieli, e ha sulla sua testa un glifo che indica l’anno.

Indovinate un po’? Qualcuno ha già avuto l’idea di realizzare un orologio con questi glifi.

Su Redbubble è in vendita a più di 40 euro. Le facce sono state riempite di colori gioiosi, e sotto ognuna di loro c’è la notazione in punti e linee, nello stesso colore usato per il disegno corrispondente.

Tra gli articoli simili il sito consiglia solo un paio di altri orologi con generiche decorazioni Maya. 

Ci sono poi orologi con numeri di qualche sistema di notazione asiatico, o coi numeri che usiamo noi, o senza numeri.

Il più strano indica le ore con le dita di una mano. Tutto normale fino a cinque. Dal 6 al 9 il pollice tocca la punta di una delle altre quattro dita. Il 10 è indicato dal pollice all’insù, mentre 11 e 12 sono ottenuti col pugno chiuso e un dito o due leggermente sollevati.

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