Fatface
Ho visto sul web qualche pagina di un calendario giapponese a strappo, di quelli che dedicano una pagina al giorno, che va strappata all'inizio della giornata successiva.
Dato che ogni pagina contiene un numero in grandi dimensioni, oltre a tante scritte piccole ai lati, la scelta del carattere tipografico è importante, perché lo sguardo dell'osservatore si ferma necessariamente sulla forma delle cifre e può notarne tutti i dettagli.
Anche se le scritte sono in giapponese e non le capisco, il numero del giorno è scritto esattamente come lo scriviamo noi.
Per il numero 1 è usato un carattere dai tratti estremamente larghi. Penso che il glifo sia stato allargato per fargli occupare tutta la pagina.
Cerco con What Font Is e viene fuori che i font più simili, secondo me, sono Counte Black e Antique Wells Expanded, al trentunesimo e cinquantesimo posto della lista.
L'1 infatti ha un'estremità superiore piatta, da cui si allunga il tratto orizzontale un po' più basso a cui si arriva tramite un raccordo curvo.
Nessuno di questi due font è una corrispondenza esatta: sul calendario ci sono raccordi curvi anche per arrivare alle grazie slab in basso, e le proporzioni non sono proprio le stesse.
La prima corrispondenza, secondo il sito, era il Tasman Black, preso dal sito della Adobe, ma qui il tratto obliquo superiore non ha né il raccordo curvo né la parte superiore orizzontale.
Trovo un'altra pagina dello stesso calendario col numero 19. Qui il tratto verticale del numero 1 è molto meno largo, dato che nella stessa pagina devono entrare due cifre, e il 9, che ha segmenti rettilinei verticali nel contorno, ha un'estremità inferiore che si allarga in maniera curiosa. Mi fa venire in mente la c del Belwe.
What Font Is suggerisce al primo posto Hounter Regular, preso da Creative Fabrica, ma si tratta di qualcosa di molto più rigido, l'estremità inferiore del 9 finisce con un taglio orizzontale anziché obliquo.
Al secondo posto ci mette il Colbad, al terzo il Dalgona, che è troppo leggero.
Il sito non cerca tra i font di Google nella sua versione gratuita.
Comunque è facile trovare qualcosa del genere andando direttamente su Google Fonts: tra i filtri della piattaforma, nella sezione Serif, si può cliccare su Fatface.
I font che corrispondono a questo criterio sono solo 15.
Al primo posto il sito suggerisce l'Ultra di Astigmatic, che ha un 1 proprio come quello che vedo sul calendario, ma ha un 9 senza tratti rettilinei verticali: solo linee curve ed estremità a bottone.
Al secondo posto c'è il Gravitas One. Qui il contrasto tra tratti spessi e sottili è maggiore. Di nuovo il 9 ha solo linee curve ed estremità a bottone, l'1 ha la parte superiore obliqua.
Al terzo posto c'è l'Asset, larghissimo. Per l'uso che ho in mente non va bene. Più i glifi sono larghi, più deve essere piccolo il corpo, ossia la dimensione. Se le pagine hanno un orientamento verticale, c'è bisogno di glifi stretti, da cui l'esigenza di usare linee rette verticali.
Troviamo poi Abril Fatface (con contrasto), Alfa Slab One (poco contrasto), Diplomata (riflessi bianchi nelle aste), Bevan e Goblin One.
Il primo ad avere linee verticali è il Kumar One, ma si tratta di un font particolare: mancano i tratti curvi, le linee seguono le direzioni dell'ottagono.
In effetti un 9 che si avvicini a quello del calendario non si trova, in questa lista.
C'è da ricordare che siamo nella sezione sans serif. Se vogliamo qualcosa di diverso possiamo andare a sbirciare nelle altre sezioni, anche se non c'è ancora un filtro che ci permette di isolare i pesi maggiori. Se si vuole usare qualcosa di tradizionale, si può cliccare su ciascun font e vedere se c'è una versione Black e che sensazione dà sul foglio. Ma i risultati non sono granché sorprendenti. Si può allora cercare qualche altra categoria promettente. Nella sezione Feeling c'è il filtro Loud che porta a risultati interessanti.
Questa lista è molto più lunga, 208 famiglie, e include alcuni risultati che abbiamo già visto.
Al primo posto il sito propone il Badeen Display, che è improponibile, dato che il 9 è quasi uguale allo 0.
La leggibilità è un criterio importante da prendere in considerazione nella scelta di un font da calendario, dato che i numeri devono essere facilmente distinguibili anche a distanza. La praticità è essenziale.
Un'altra cosa di cui bisogna tenere conto è la sensazione che viene data dal font. Ad esempio nella lista troviamo anche il Climate Crisis, che, al di là del nome, non mi dà buone sensazioni: le proporzioni sono maltrattate al massimo, con tratti pesantissimi che a volte finiscono in estremità sottilissime. Le persone si troveranno davanti le date del calendario giorno dopo giorno, a tutte le ore e per tutto l'anno. Metterci delle lettere che suscitano malessere non è una bella idea.
Della lista fa parte anche l'Antonio di Vernon Adams, che nell'anteprima sembra troppo leggero ma si spinge fino al peso Bold. Può essere una scelta tradizionale, niente affatto suggestiva, adatta a persone razionali che non cercano emozioni dal calendario ma vogliono solo pianificare freddamente le cose.
E' possibile combinare i filtri della categoria Feeling con quelli di altre categorie. Ad esempio, attivando Calligraphy insieme a Loud, otteniamo una lista di 49 calligrafici d'impatto.
Molti non sono adatti (e non sono neanche loud), ma alcuni possono dare sensazioni curiose, tipo Carter One.
In effetti manca ancora un bel po' di tempo alla fine dell'anno, ma sarà che i prodotti natalizi stanno già nei supermercati, si comincia a sentirne l'atmosfera.
E poi quelli che impaginano i calendari non lo fanno mica la sera del 31 dicembre: il Barbanera è già in vendita nelle edicole, ho notato.
Nei calendari la scelta del font da usarsi per i numeri è fondamentale. Come pure negli orologi, dove non ci sono scritte di altro tipo. E, parlando della fine dell'anno, mi vengono in mente anche le tessere della tombola, che possono essere molto suggestive, se impaginate a dovere.





Commenti
Posta un commento