La canapa e la Bibbia

Qualche giorno fa è stato pubblicato su Youtube uno short in cui un tale antiproibizionista durante un podcast ricorda che la canapa è stata utilizzata per stampare la Bibbia di Gutenberg e la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti d'America.

Purtroppo il canale pubblica solo short con titoli vaghi e senza didascalia, quindi non possiamo risalire all'intera trasmissione. Né agli spettatori sembra interessare più di tanto visto che non sollevano il problema nei commenti.  

Chiedo a Copilot se è vero: "La maggior parte delle copie [della Bibbia di Gutenberg] (circa 140) fu stampata su carta di canapa, un materiale molto resistente e diffuso nel XV secolo". 

La carta proveniva "dalle cartiere di Caselle Torinese, attive lungo il fiume Stura in Piemonte. Questo dato è sorprendente perché lega la nascita della stampa europea a una produzione italiana". 

Altre 40 copie vennero stampate su pergamena, per un'edizione deluxe molto più costosa. 

La fonte citata è La Voce E Il Tempo

Sulla Bibbia di Gutenberg il nome di Gutenberg non compare, dato che l'abitudine di aggiungere al testo anche il nome dello stampatore, il luogo e l'anno di stampa nacque soltanto qualche anno dopo. Tantomeno c'erano informazioni sul tipo di carta. Tuttavia gli studiosi sono riusciti a ricostruire questo dettaglio guardando le pagine in trasparenza. All'epoca ogni cartiera inseriva un'immagine in filigrana. Sulle pagine della Bibbia si trovano quattro motivi di filigrana diversi: "una testa di toro, un bue a figura intera e un grappolo d'uva in due versioni leggermente differenti". 

Oggi sono sopravvissute 49 copie complete dell'opera, di cui 37 su carta. "Di queste ultime circa il 70% presenta una testa di toro nella filigrana, il 20% il grappolo d'uva nelle due versioni e il 10% la figura intera del bue". 

Non sono sicuro su come interpretare questi numeri: le bibbie non sono state stampate integralmente in un colpo solo, ma pagina per pagina, e ci vollero tre anni per finire il lavoro. E' probabile che le prime pagine vennero stampate con la carta a disposizione all'epoca e le ultime con carta acquistata in seguito. 

Il curatore della Scheide Library dell'Università di Princeton negli Stati Uniti ha provato anche a ricostruire il percorso che il carico di carta ha fatto dal Piemonte alla Germania. 

La carta "scavalcò le Alpi a dorso di mulo per poi essere immessa, probabilmente a Basilea, nel sistema di trasporto fluviale lungo il Reno ed essere trasportata a Magonza a bordo di chiatte", dice l'articolo. 

A quanto pare oggi a Caselle c'è solo qualche cartiera dedicata alla produzione di supporti speciali o per imballaggi. La produzione di carta iniziò a declinare tra Seicento e Settecento, quando alcune cartiere vennero riconvertite a filatoi per la produzione della seta. 

A usare la carta di Caselle fu anche Giovanni Fabre "che fu pioniere in Piemonte della nuova tecnica di stampa inventata da Gutenberg". 

Copilot conferma anche che la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti del 1776 fu redatta su carta di canapa e aggiunge che la copia ufficiale venne trascritta su pergamena. 

L'intelligenza artificiale racconta che anche i cinesi usavano carta di canapa oltre duemila anni fa. 

Carta di canapa venne usata anche da Twain, Hugo e Van Gogh(?), oltre che per le Costituzioni americana e francese. 

"Fino al 1883 praticamente tutta la carta prodotta nel mondo era ottenuta da fibre di canapa. Quella che si usa ora invece è ottenuta dalla cellulosa di legno. 

Oggi la carta di canapa è usata solo per prodotti di lusso ed edizioni artistiche, anche se l'esigenza di ridurre il disboscamento la sta facendo tornare in uso anche per il packaging ecologico e gli articoli di cancelleria. 

Wikipedia non conferma esplicitamente l'uso della canapa in Cina. La prima descrizione risale all'anno 105 dopo Cristo. Cai Lun, un eunuco della corte cinese Han dell'imperatore He produceva carta utilizzando la corteccia dell'albero del gelso da carta. 

Il campione più antico che si conserva risale al 150 e fu fabbricata con stracci. 

Quando la tecnica arrivò in Sicilia, si produceva carta a partire dai cascami del cotone. 

In Giappone si fabbricava carta con fibre di gelso da carta (washi), canapa, dafne e paglia. 

Nel mondo arabo, si produceva carta a Samarcanda nell'ottavo secolo con canapa e lino. Si chiamava kaghad. In seguito si iniziò a usare il cotone, dato che nella regione questa coltivazione attecchiva bene. 

Mentre la stampa è un'invenzione quattrocentesca, la carta era in Europa già da vari secoli. 

Il più antico libro cristiano scritto su carta è il Messale di Silos, precedente al 1080. 

La prima carta prodotta in Italia sarebbe quella di Amalfi, prima del 1231. 

Nel 1264 era già attiva una cartiera a Fabriano. Nel 1282 viene realizzata la prima filigrana. 

Sempre a Fabriano venne messa a punto la pila idraulica a magli multipli azionati da un albero a camme collegato con una ruota idraulica, che sfibrava canapa e lino più velocemente e meglio rispetto al mortaio in uso presso i cinesi e alla mola che usavano gli arabi. 

Alla carta di canapa è dedicato un intero paragrafo della voce "Canapa" di Wikipedia, con tanto di elenco di documenti notevoli realizzati con questo materiale. 

"Fino al 1883 il 75-90% della carta di tutto il mondo era prodotta dalla fibra della pianta di cannabis", dice l'articolo. 

"In Italia la sua produzione terminò intorno agli anni cinquanta, progressivamente sostituita dalla carta prodotta dalle fibre del legname", dice ancora Wiki, riferendosi alla "carta di stracci, che contiene fibre di canapa". 

Una curiosità: chi dice che Van Gogh usò carta di canapa?

L'informazione è accennata di sfuggita sul sito Lucca Biennale Cartasia

Chiedo di nuovo conferma a Copilot, che mi svela l'inghippo: "Sì, Van Gogh utilizzò la canapa, ma non per la carta: i suoi dipinti furono realizzati su tele di canapa". 

Non è quello che aveva detto prima: "...opere di Van Gogh furono realizzate su carta di canapa", e non è quello che diceva il sito linkato: "molti testi e opere di rinomata trascendenza che hanno cambiato il corso della storia sono stati scritti o realizzati su canapa dalla Bibbia Mazarina di Gutenberg agli scritti di di Mark Twain e Victor Hugo fino alle opere di Van Gogh". 

Cos'è la Bibbia Mazarina?

Uno dei nomi con cui ci si riferisce alla Bibbia di Gutenberg è Bibbia Mazarina, perché una delle copie venne posseduta dal cardinale e primo ministro francese Jules Mazarin ed è oggi conservata nella Biblioteca Mazarina di Parigi. 

Giulio Orazio Bravi ha scritto sul suo sito che i numeri che vengono fatti circolare sulla tiratura di questo libro sono indicativi: studiosi diversi hanno fatto stime diverse. 

"La B42 si compone di circa tre milioni di caratteri", scrive Bravi. B42 è l'abbreviazione di Bibbia a 42 righe, perché il testo di ogni pagina è diviso in due colonne da 42 righe ciascuna. In realtà ci sono alcune pagine da 40 o 41 righe, e sono le prime ad essere stampate. L'aumento venne deciso per ottenere un risparmio del 6% sulla carta necessaria. 

"G. Zedler calcolò 299 tipi" di carattere realizzati da Gutenberg per stampare quest'opera: "53 capitali, 158 minuscole, 79 legature, 4 abbreviature e 5 segni di interpunzione; valutando che nel XV secolo un fonditore produceva mediamente un tipo al minuto, Kapr ha stimato in sei mesi il tempo necessario per fonderli". 

Ovviamente in questo ragionamento mancano alcuni dati. Per impaginare un libro di tre milioni di battute non servono tre milioni di caratteri, visto che le lettere usate per una pagina possono essere riutilizzate per comporre una pagina successiva, dopo avere stampato la prima. Ciascuno dei 299 "tipi" doveva essere prodotto in vari esemplari, ma quanti? E quanti operai c'erano a svolgere il lavoro?

In sei mesi da 26 giorni lavorativi da 8 ore ci sarebbero circa 74 mila minuti. 

Secondo Bravi le linee di composizione avviate dall'inizio non furono due ma quattro: si partì contemporaneamente dalla Genesi, dal I libro dei Re, dai Proverbi e dal I libro dei Maccabei. 

Compositori diversi avevano a disposizione diverse edizioni della Bibbia di cui dovevano copiare il testo. Ecco perché il testo della B42 non corrisponde a quello di nessuna delle Bibbie in circolazione fino a quel momento, ma divenne modello per varie Bibbie stampate in seguito.  

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