Unna

I titoli sul sito del Dubbio sono impaginati con un serif particolare. Nel sommario, ossia quelle due righe che stanno sotto il titolo in dimensione più piccola, mi dà un'impressione strana. L'estremità superiore della f mi pare ripiegata su sé stessa in maniera un po' goffa, la g ha un orecchio che si allunga un po' troppo verso l'alto. Dipende dalla dimensione, ovviamente. Quando un font display viene visualizzato in una dimensione troppo piccola, certi dettagli che visti in grande sono armoniosi possono sembrare un po' sgraziati, tenuto conto che i pixel a disposizione per visualizzare il glifo sono limitati. Il corpo è 17.7 pixel, a quanto dice il codice, con un letter spacing di -0.177 pixel.

Nel titolo dell'articolo l'effetto è migliore. Tuttavia mi colpisce il fatto che le maiuscole sono molto più basse dei tratti ascendenti delle minuscole. Nella parola "Il" che compare all'inizio, la maiuscola è alta forse i quattro quinti della minuscola. Il corpo è 29.5px, con una spaziatura di -0.295px. Chissà perché ci hanno messo pure i millesimi. 

Il font utilizzato è Unna, di Omnibus Type, che si può trovare su Google Fonts. 

La descrizione sulla piattaforma è di sole tre righe, e si limita a dire che che il carattere ha un aspetto morbido che è espresso tramite grazie delicate e aste robuste, accentuando la tipica texture verticale neoclassica. 

Il nome è ispirato al cognome della madre del disegnatore, Jorge de Buen. 

Fonts In Use ha raccolto una sola segnalazione di questo carattere, per il biglietto del concerto della band punk politica tedesca Feine Sahne Fischfilet. 

Si tratta di un biglietto elegante, con fondo blu e scritte in giallo chiaro. Tutte le scritte sono in Open Sans, disposte in maniera ordinata, separate e incorniciate da linee sottili, mentre l'Unna è stato usato per il titolo dell'album, Sturm & Dreck. 

In effetti non c'è nulla nel biglietto che mi faccia pensare al concetto di punk.

Nella grafica scelta per l'album invece è stato usato un sans serif stretto un po' sporco, che simula una stampa con tecniche tradizionali (letterpress). 

Il servizio What The Font di Myfonts segnala come font simili a questo il l'Explorer Condensed Regular e il Coastal Hand, che però hanno le aste abbastanza pulite, o in alternativa Shaimus Printed ed Explorer Print Condensed Regular che invece ce le hanno più sporche. 

Invece per annunciare la data è stato usato un serif classico coi numeri minuscoli. 

Il primo risultato di What The Font è FF Hertz Extra Bold Italic, dove però la J ha l'estremità inferiore a bottone. La corrispondenza esatta credo che sia Questa Bold Italic, di The Questa Project. 

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