Natale con Topolino. Ruddy

A Natale si torna bambini, e una copia di Topolino dallo scaffale del supermercato è una tentazione, anche per il tocco particolare che viene dato alla copertina in queste settimane. Ai vecchi tempi ricordo l'intero fondale dorato, quest'anno è la scritta Topolino ad essere in lamina d'oro, con contorno bianco. 

In copertina, Paperino vestito da Babbo Natale su un tetto innevato, viene spaventato da Stitch del cartone animato Lilo e Stitch, che sbuca dal comigniolo, circondato da stelline luminose. Stitch non compare nelle storie, ma serve per introdurre un concorso Disney. 

Mi sembra sommariamente che i font non siano cambiati rispetto all'anno scorso. Nell'editoriale mi pare di riconoscere il font pensato per i dislessici, leggibilissimo anche si in dimensione minuscola con molto spazio bianco tra una riga e l'altra. La parola "cinematografica" è lunga 2 centimetri. Per ottenere la stessa dimensione in Arial bisogna scendere a corpo 8. 

Le battute dei personaggi nei fumetti e le didascalie sono tutte scritte a computer, col font fumettoso con i trattini orizzontali della E che vanno un po' in salita. L'unica eccezione è la solita vignetta a tutta pagina di Silvia Ziche, a pagina tre, dove il lettering è fatto a mano come ai vecchi tempi, e le lettere sono tutte diverse e spesso si toccano con quelle adiacenti. 

Nelle interviste le domande sono scritte col font del fumetto e le risposte con quello del l'editoriale. 

Riconosco anche il font del sommario degli articoli, con delle p particolari dove l'asta verticale si estende anche un po' più su dell'occhiello. Nella b la stessa cosa succede in basso, e altre lettere sono un po' sbilenche. 

Forse avevo individuato il nome l'anno scorso, dovrei andare a ricercarlo. 

Invece mi colpisce il font usato per i titoli degli articoli, un sans serif black con lettere di altezze diverse e con linee di base a livelli diversi. 

Provo a cercarlo con What Font Is, ma vengono fuori risultati in cui le lettere hanno tutte la stessa altezza. Quello che somiglia di più a quello usato da Topolino è il Muller Narrow Black, che però è regolare.

Ripeto la ricerca con MyFonts, e qui il primo risultato è quello giusto: Ruddy Black.

Nella parola "fortuna", scritta tutta in maiuscolo, le lettere U e N sono più piccole e più rialzate. 

Nell'anteprima che mi dà My Fonts si vedono anche le minuscole, e sono proprio quelle del sommario, quindi mi risparmio la fatica di ricercare nei post dell'anno scorso. 


Due piccioni con una fava: si il titolo che il sommario sono in Ruddy Black

Leggendo le storie noto che i rumori, "clap clap", "ueeee", "skreee" sono sempre scritti a mano. Ricordo che in passato in alcune storie qualche disegnatore li aveva inseriti usando un font, e il risultato era freddo e rigido, mentre le scritte di questo genere devono adattarsi al disegno. 


Le frenate, le sirene, le esplosioni devono espandersi a piacimento, adattarsi agli elementi circostanti, girare intorno agli oggetti. Quando tempo fa qualcuno ha provato a usare i font a questo scopo, il risultato era molto deludente. Qui vediamo che si è tornati al vecchio sistema.

Quando bisogna movimentare un po' la scritta, il font di default non va bene. Ecco che per il sigh e il bah viene inserita una scritta più movimentata, con le H diverse una dall'altra.


Fantastici come al solito i titoli delle storie, dove ogni parola viene scritta in uno stile diverso. 


I titoli delle storie ricordano un po' i poster dell'Ottocento, quando venivano alternati font diversi per ottenere il massimo della varietà. Qui vediamo caratteri con grazie e senza grazie, ma anche il corsivo calligrafico per la parola in; abbiamo scritte in maiuscolo e scritte in minuscolo (e, in); abbiamo lettere colorate con cornicetta nera e lettere a tinta unita; parole che procedono in linea retta e parole curvate. Tutto disegnato a mano. Guardate la lettera iniziale e finale della parola Gambadilegno: dovendo disegnare un font apposito, ogni lettera dovrebbe essere disponibile in tre varianti: iniziale, centrale e finale. Ma trattandosi di una scritta estemporanea, aggiungere qualche decorazione qua e là non crea nessuna complicazione particolare. 


Disegnare un intero font è molto faticoso, perché bisogna fare in modo che ogni lettera non interferisca con nessuna delle altre, non sia né troppo vicina né troppo lontana. Ma dovendo disegnare soltanto una parola, si può procedere molto più spediti perché ogni lettera deve adattarsi soltanto a quelle adiacenti. 

Inoltre il disegnatore sa di cosa parla la storia, e può inserire riferimenti nelle lettere. In questo caso vediamo la L nelle parole Natale e Paperopoli sostituita da un lecca lecca, o la o della parola fortuna che contiene un trifoglio.



Le lettere possono tranquillamente appoggiarsi una all'altra oppure fondersi tra di loro, tanto non si tratta di un font. Per entrare in sintonia con la storia, si è usata un po' di fantasia per disegnare le L.

La prima parola è in lettere serif, la congiunzione e l'articolo in corsivo calligrafico, l'ultima parola in sans serif geometrico, e ovviamente la parola fortuna doveva avere le forme più ricercate. Notare che non solo cambiano i font, ma anche i colori: essendo incentrata sul quadrifoglio, la parola fortuna è verde; visto che il furto è una cosa grave, la parola rubata è rossa; le parole neutre sono in un colore meno appariscente di quello usato per il nome del protagonista. 


In un altro post su questo blog avevo parlato di lettere fatte di lingotti d'oro o di bassorilievi maya. 

L'unica eccezione di questo numero è la storia di pagina 117. E' firmata da un certo Arild Midthun, fumettista norvegese che evidentemente non ha potuto disegnare le parole del titolo in lingua italiana. 

Quindi il titolo è stato scritto usando dei font, che cambiano da una scritta all'altra, anche in colore e stile. La storia si chiama "Archimede, Nonna Papera e l'aiutante robot". Inutile dire che la parola robot è scritta usando un font futuristico. 


L'unica storia in cui il titolo è scritto usando caratteri tipografici, dato che l'autore è straniero. Scritte in linea, su fondo bianco non integrato nella prima vignetta, senza oggetti inclusi. Si è cercato di rimediare alla monotonia dell'effetto variando i caratteri delle varie parole, scegliendo quelli con lettere un po' irregolari, cambiando i colori. Le prime due parole sono in caratteri con grazie, congiunzione e articolo in senza grazie obliquo, poi un senza grazie geometrico e infine la parola robot scritta usando un font a tema, evocativo per questa storia specifica.

Questo numero di Topolino è datato 17 dicembre. Il prossimo esce la vigilia di Natale, possibile che anche lì aggiungeranno un po' di magia alla copertina. 

Per quanto riguarda le storie, le ho trovate abbastanza simpatiche, a differenza dell'anno scorso quando evocavano un futuro abbastanza distopico, in cui non si capiva cosa era reale e cosa no. 

Certo la prima storia mi ha dato qualche perplessità, essendo piena di riferimenti al mondo del cinema che sicuramente un bambino non capisce. Vagli a spiegare cosa significa: "Il nostro testo omaggia anche 'Quarto Tepore', il capolavoro di Orso Cane". E' un riferimento a Quarto Potere di Orson Welles. Ma quante probabilità ci sono che un bambino lo sappia?

Più avanti: "Vuoi sempre adattare al grande schermo il poema epico 'La Sfacchinata'?". "Sì, scritta dal prode aedo Femòre". Che sarebbe un riferimento all'Odissea di Omero. 

Comunque, lo spirito natalizio c'è in tutte le storie. E' bello vedere che i tempi cambiano ma qualcosa resta. 

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