24 regole

Il sito Typography For Lawyers ha stilato un elenco di 24 regole che riguardano l'impaginazione di documenti legali. 

"Le quattro più importanti considerazioni tipografiche per il testo sono la dimensione, la spaziatura tra le righe, la lunghezza della riga e il carattere tipografico", dice la regola numero 2. 

La dimensione deve essere tra 10 e 12 punti, meno dei 14 decisi di recente dal Dipartimento di Stato americano, che è stato comunque criticato per avere scelto il Times New Roman come sostituto del Calibri, preferendo l'autorevolezza alla leggibilità. 

La spaziatura tra le righe deve essere tra 120% e 145% della dimensione del testo. 

La lunghezza media della riga deve essere tra i 45 e i 90 caratteri. 

I margini della pagina devono essere più di un pollice, su carta 8.5"x11" (Un pollice sono circa due centimetri e mezzo, le dimensioni date sono circa 21,5x27,9 centimetri, un foglio A4 è 21x29,7 cm). 

Evitare caratteri monospace e "goofy" (sciocchi, stravaganti). Evitare font di sistema.

Usare le virgolette differenziate; usare con moderazione grassetto e corsivo, e non insieme; mai sottolineare; mai scrivere tutto in maiuscolo per più di una riga; evitare di allineare il testo al centro; mettere un solo spazio dopo il punto (non due come si insegnava ai tempi delle macchine da scrivere); aumentare del 5-10% lo spazio tra le lettere in caso di scritte tutte in maiuscolo o maiuscoletto; non disattivare il kerning; indentare la prima riga di quattro volte la dimensione del testo; attivare la sillabazione col testo giustificato; fare la linea per la firma usando una sequenza di trattini bassi; assicurarsi che gli apostrofi abbiano la punta verso il basso. 

Clicco sul link "Goofy fonts" per ottenere qualche informazione in più sull'argomento.

"Una volta ho incontrato un avvocato che impaginato il suo nome sulla carta intestata usando un carattere chiamato Stencil. Chi erano i suoi clienti? I negozi articoli militari? Spiegò che voleva qualcosa che fosse distintivo. Distintivo va bene, stravagante no".

Seguono altri esempi con alcuni caratteri fantasia che vengono dati in dotazione coi software da ufficio. Scritture informali, font pensati per la pubblicità, per le insegne di Las Vegas, per le felpe universitarie, per i carrozzoni del circo. 

"Da sopra: no, no, no, no e cacchio no!", prosegue il sito. "Caratteri innovativi, da scrittura a mano, da circo... Questi non hanno posto in nessun documento creato da un avvocato. Teneteli da parte per la vostra prossima carriera come disegnatore di pacchi di cereali per la colazione". 

Il motivo per cui a qualcuno può venire in mente di usarli è che sono installati col sistema operativo o col software in uso. Qui il sito rimanda alla pagina dedicata. 

Nella quale ci sono alcune tabelle.

Nella prima c'è un elenco dei font di sistema che è consigliato utilizzare, con una stellina accanto ai nomi di quelli adatti per il corpo del testo (tutti). 

Ci troviamo Bell MT, Book Antiqua, Californian FB, Calisto MT, Century Schoolbook, Franklin Gothic, Gill Sans, Goudy Old Stile, Helvetica, Optima, Palatino, Sitka. 

Nella lista B ci sono quelli che vanno bene in dosi limitate. La stellina la troviamo solo accanto a Calibri, Futura, Segoe e Tw Cen Mt, ma la lista comprende anche Bodoni, Cantara, Constantia, Corbel, Gloucester, Modern  No.20, Rockwell e altri. 

La lista C è quella dei font discutibili. 

Notiamo che c'è il Baskerville, il Times New Roman e il Cambria, tutti con stella, e poi Georgia, Eras Itc, Berlin Sans, Century Gothic, Cooper Black, Felix Titling, Onyx, Plantagenet Cherokee, Skia, Maiandra e altri. 

Del Georgia il sito dice che è ottimizzato per gli schermi, non per i documenti stampati. 

La quarta lista non si chiama D ma F: "Fatale per la vostra credibilità". 

Ci troviamo Gigi, Harlow Solid Italic, Poor Richard, Bauhaus 93, Ravie, Jokerman, Magneto, Curlz, Old English, Zapfino, Showcard Gothic ovviamente Comic Sans, Papyrus... Insomma tutti i font fantasia che troviamo sui nostri computer e a cui siamo affezionati. Ma anche Bookman Old Style, Tahoma, Trebuchet che non sono propriamente fantasiosi. 

L'Arial è stato inserito nella lista F, e l'autore spiega il motivo del suo disprezzo, mettendolo a confronto con l'Helvetica, che invece è stato messo nella lista A insieme con l'Helvetica Neue. 

"L'Arial mi fa più schifo del Comic Sans. Anche se quest'ultimo è il re dei font stravaganti, almeno è onesto su cosa è. Ma l'Arial è soltanto un sostituto insipido e a zero calorie dell'Helvetica". 

Ognuno ha i suoi tic.

E si che l'autore ammette che "per molti, i due sono indistinguibili". Ma a suo dire, "l'Arial è permanentemente associato al lavoro di persone a cui non interesserà mai niente della tipografia", come il Times New Roman, del resto. "Usate Avenir, Franklin Gothic, Gill Sans, ma non usate l'Arial. E' l'ultimo dei senza grazie a cui dovete ricorrere".

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