Atkinson Hyperlegible Mono

Su Google Fonts ci sono 53 famiglie di caratteri monospace. Si possono vedere selezionando l'apposito pulsante nella categoria Appearance. 

Il più "rilevante" risulta essere il Roboto Mono, mentre al secondo posto troviamo l'Atkinson Hyperlegible Mono, che oltre ad avere un nome lungo ha anche una lunga lista di autori: Braille Institute, Applied Design Works, Elliott Scott, Megan Eiswerth e Letters From Sweden. 

Dal nome si capisce che è stato disegnato per persone con problemi alla vista. 

La versione base era un normale sans serif grottesco, mentre qui le lettere sono state adattate per avere tutte la stessa larghezza. 

Google mostra un'animazione per far capire quali sono le caratteristiche di questo carattere, e perché sarebbe adatto a persone con problemi di vista. 

Nell'esempio viene mostrata la scritta "B8" come appare nel font Convention e nell'Hyperlegible, e viene sfocata l'immagine per simulare la visione di una persona con problemi. Col primo font, i due glifi possono essere confusi, mentre in Hyperlegible l'8 ha l'occhiello superiore molto più piccolo di quello inferiore. 

Segue qualche altro specimen, con alcuni dettagli caratteristici evidenziati. 

La l in questo font è disegnata con una grazia in alto a sinistra, mentre l'estremità inferiore fa una curva di novanta gradi verso destra proseguendo in orizzontale. Il numero 1 ha grazie alla base da entrambi i lati, e un tratto orizzontale in alto a sinistra con raccordo curvo nella parte superiore. 

Ovviamente la I maiuscola ha grazie orizzontali sia sopra che sotto da entrambi i lati. 

Insomma, le lettere si distinguono nettamente una dall'altra a differenza di quello che succede in altri font, come il famoso Courier, o, per restare sulla piattaforma Google Fonts, il Cutive Mono dove la l minuscola e il numero 1 si possono confondere con più facilità. 

Oltre al monospace e alla versione originaria del font, sulla piattaforma si può trovare anche l'Atkinson Hyperlegible Next, che è una versione migliorata dal punto di vista del kerning e delle curve, con più pesi, più simboli e supporto per un numero maggiore di lingue. 

Il nome del font deriva da J. Robert Atkinson, un cowboy del Montana che perse la vista nel 1912 e fondò alcuni anni dopo il Braille Institute of America, che è attivo ancora oggi.

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