Hello Kitty

Il font Hello Kitty di Woodcutter è il più scaricato ieri nella categoria Simboli di Dafont, che raccoglie ben 139 pagine di dingbat di tutti i tipi. 

Ovviamente il font è una raccolta di disegni della popolare gattina. 

Ce ne sono abbastanza da occupare maiuscole, minuscole e numeri. 

Il più inquietante è quello che si trova al posto della a minuscola: la protagonista regge un fucile d'assalto. Anche al posto della i minuscola non c'è da stare allegri: indossa una maschera antigas, col simbolo del nucleare sul fiocchetto. Al poso della j ha un teschio con le tibie incrociate sul fiocchetto. 

Gli altri disegni mi sembrano adatti ai bambini in età prescolare o giù di lì. 

Il personaggio è stato inventato dall'azienda giapponese Sanrio nel 1974, ed è arrivato in Occidente pressoché subito. 

Non si contano i prodotti di consumo legati a questo marchio: quaderni, matite, orologi, bracciali, capi d'abbigliamento, perfino una chitarra. 

Ci sono poi cartoni animati e videogiochi. 

I download del font sono stati 554 ieri, sebbene sia online dal 2020. 

Woodcutter è un autore molto prolifico: ci sono 2.000 font esatti caricati sulla piattaforma. 

I più scaricati di ieri sono stati il Doctor Glitch (maiuscole sans serif disturbate), l'Hello Kitty appunto, il Gothic War (gotico moderno) e il Punk Militia Spain (composto di lettere in stili diversi, inserite su un fondo bianco o nero come lettere ritagliate per un collage).

L'ultimo font della lista, per Woodcutter, è il Fraude Procesal, caricato nella categoria Fantasia/Varie e in effetti indefinibile. 

Lettere maiuscole composte solo di tratti rettilinei e disegnate senza nessun criterio particolare. 

L'ultimo dei suoi dingbat invece è il Kim Jong Un, una raccolta di ritratti del dittatore della Corea del Nord. 

Che risulta al penultimo posto della classifica globale di tutti i dingbat di Dafont. All'ultimo posto invece c'è il Blockheads United, di BlackFridayFont FMF, che invece è composto da simpatici ritratti fumettosi di vari personaggi originali generici. 

L'autore chiede soltanto due euro e poi permette di usare il suo font su qualsiasi prodotto. 

Ci sono abbastanza facce da riempire maiuscole, minuscole, numeri e qualche segno di interpunzione. 

I personaggi di base sono di meno: in alcuni casi vengono semplicemente aggiunti occhiali, barba o viene cambiata la pettinatura o ritoccata l'espressione per ottenerne versioni diverse.

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