I post più visualizzati nel 2025

Il post più visualizzato su questo blog nel 2025 è stato quello sul fallimento della Nebiolo Printech. 

La Nebiolo è stata la principale fonderia italiana ai tempi dei caratteri in metallo. I suoi font sono usati in tutto il mondo nelle digitalizzazioni che sono state fatte in seguito, e comunque sono stati di ispirazione per i lavori di altre fonderie. Eppure alcuni aspetti della storia di questa azienda sono caduti nel dimenticatoio. Ad esempio non si racconta di preciso che fine abbia fatto, e su alcuni siti, specie in inglese, viene data per ancora esistente, magari in altri campi. Invece sono vent'anni che l'azienda non c'è più. L'ultimo suo campo di attività era quello delle cartiere, e il fallimento è avvenuto in una maniera veramente vergognosa, per una sciocchezza che poteva essere risolta senza imporre la chiusura dell'azienda. 

Al secondo posto c'è il post sui font usato da Einaudi. Che in effetti è abbastanza deludente, perché non ho trovato materiale preciso sull'argomento. Non penso che la classifica dei font più cliccati dipenda direttamente dall'interesse del pubblico sull'argomento. Spesso mi è capitato di cercare coi motori di ricerca degli argomenti di cui avevo parlato senza trovare i miei post tra i risultati, dove invece c'erano pagine che trattavano tutt'altri argomenti, come se nessuno si fosse mai occupato della faccenda. E invece ho trovato citato questo blog come un'autorità quando invece stavo cercando informazioni che avevo trattato solo di sfuggita. Misteri degli algoritmi. 

Al terzo posto dei post più cliccati del 2025 troviamo le istruzioni per costruire un calendario in OpenOffice Calc. Non si tratta di mettere i numeri nelle colonne giuste, ma di costruire uno schema per cui basta cambiare il numero dell'anno in una cella per trovare tutto il resto delle date aggiornato in automatico, con le domeniche, le festività fisse e anche il Lunedì di Pasqua segnati in rosso. 

I post sull'argomento sono due, per due tipi diversi di calendario: quello in cui i giorni cominciano dall'1, e quello in cui c'è una tabella fissa che parte dal lunedì, e bisogna eventualmente lasciare delle caselle vuote prima di scrivere 1. 

Al posto successivo troviamo l'articolo sui simboli da usarsi per le note a piè pagina. Oggi si preferisce mettere un numero in apice, ma nei secoli passati si è usato anche un sistema diverso, che prevedeva l'uso di asterischi e altri simboli tipografici che richiamavano la nota a piè pagina corrispondente, dove erano ripetuti uguali. 

Molto visitato è stato anche un altro tutorial per OpenOffice, quello su come fare un finto timbro: una scritta circolare tra due cerchi concentrici, con un simbolo al centro. Di recente avevo pensato di fare qualcosa di simile anche con Word, ma in questo software c'è qualche fastidiosa complicazione. 

Un altro tutorial OpenOffice è quello che riguardava le istruzioni per formattare in automatico le righe a colori alternati in Calc (l'equivalente di Excel). 

Rientrano nella top ten anche il post sulle scritte microscopiche che comparivano sulle vecchie carte d'identità, quello sul font usato nei cartelli stradali, quello sul concetto di font istituzionali, e quello scritto a tempo perso sul punto sovrascritto e sottoscritto. 

Il post sul font utilizzato nei cartelli stradali è quello più visualizzato in assoluto, da quando ho aperto il blog. 

Molti degli altri post più visti in assoluto invece non sono entrati nella classifica di quest'anno. C'è quello sulle lettere delle Giovani Marmotte, che non riguarda un font: è un alfabeto inventato per una rivista Disney di parecchi anni fa; io il font me lo sono fatto per me, ci vuole mezz'ora, ma non l'ho mai caricato da nessuna parte. C'è il post che ho scritto quando Repubblica ha annunciato il lancio del carattere Eugenio. C'è il post sul Wood Type Museum e sulla pedalina di Totò. Poi un post in cui cercavo di spiegare, in maniera super confusa, come si misura il corpo del carattere. E infine, segno dei tempi, il post che avevo dedicato al font utilizzato sul Green Pass. Evidentemente in quel periodo c'era gente che provava a stamparsi dei green pass falsi, per le ragioni che ben conosciamo.

Il picco c'è stato nell'ottobre del 2021. A febbraio del 2022 le ricerche erano più che dimezzate. Dal giugno del 2023 la linea procede pressoché rasoterra. L'argomento non interessa più nessuno, e probabilmente cadrà nell'oblio. 

Tanto più che non veniva utilizzato nessun font specifico: il Pdf era visualizzato col sans serif di sistema, che cambiava a seconda del dispositivo. Infatti l'autenticità del documento non dipendeva da caratteristiche tipografiche ma dalla correttezza del QRCode. 

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