Il Garamond dei Baskerville?
Il Baskerville è uno dei caratteri tipografici più famosi al mondo, usato per impaginare testi di letteratura e edizioni di pregio.
Il nome deriva da John Baskerville, che creò questo tipo di carattere nella seconda metà del Settecento.
Oggi ne esistono numerose versioni digitali, sia a pagamento che gratuite.
Su Wikipedia in italiano c'è un articolo che ne presenta le caratteristiche e la storia in maniera chiara e sintetica.
Tuttavia il nome Baskerville è conosciuto al di fuori del mondo tipografico per tutt'altro motivo. Esiste un romanzo di Arthur Conan Doyle che ha per protagonista l'investigatore privato Sherlock Holmes e che si intitola Il Mastino Dei Baskerville, in lingua originale The Hound Of The Baskervilles.
Nulla a che vedere con la tipografia, in questo caso: Baskerville Hall è il nome del maniero nella brughiera in cui si svolgono le indagini. Il vecchio proprietario è morto, circola la voce che ci sia una maledizione che viene messa in atto da un cane demoniaco, c'è pericolo anche per l'erede.
Il romanzo ha avuto un certo impatto nell'immaginario collettivo. Doyle è uno degli inventori del genere del racconto giallo. Quando Umberto Eco ha creato il protagonista del Nome Della Rosa, lo ha chiamato Guglielmo da Baskerville, visto che il suo metodo di indagine ispirato a quello di Sherlock Holmes.
Tuttavia la tipografia ha un ruolo nella trama del romanzo, seppure ultra-secondario. A un certo punto l'erede riceve una lettera anonima composta di parole ritagliate dagli articoli di giornale, ad eccezione dell'ultima, "brughiera", che è scritta a mano in stampatello.
Holmes prende un articolo del Times di Londra del giorno prima e individua i punti esatti da cui sono state ritagliate le parole. "Brughiera" è stata scritta a mano perché non è comune trovarla scritta su un giornale, neanche in Inghilterra.
Tutti si stupiscono: come ha fatto Holmes a sapere di quale giornale si trattava?
L'investigatore lo spiega. Chiede al dottore che lo ha ingaggiato se, data la sua professione, è in grado di riconoscere il cranio di un eschimese da quello di un africano. Lui risponde di sì. E Holmes: "Ai miei occhi tra un articolo di fondo del Times, con il suo carattere garamond interlineato e la stampa trascurata di un giornale della notte, c'è la stessa differenza che lei nota tra il negro e l'eschimese. Per un esperto in criminologia la conoscenza dei caratteri tipografici è assolutamente necessaria, anche se devo confessare che quand'ero molto giovane ho confuso il Leeds Mercury con il Western Morning News. Ma un articolo di fondo del Times è assolutamente inconfondibile e queste parole non potevano venire che da lì".
L'identificazione del quotidiano utilizzato fornisce qualche dettaglio sulla personalità dell'autore del messaggio anonimo, che deve essere una persona dalla mente raffinata se compra il Times anziché i trascurati giornali della notte.
Il romanzo è stato scritto nel 1901, ma è ambientato nel 1889.
Il Times di Londra è famoso per il Times New Roman, un font che per parecchio tempo è stato di default nel software Microsoft e che continua ad essere installato e utilizzato ancora oggi. L'ultima polemica che c'è stata il mese scorso ha riguardato il fatto che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti (in pratica il loro Ministero degli Esteri) ha accantonato il Calibri per utilizzare di nuovo il Times New Roman nelle sue comunicazioni ufficiali, nonostante il parere di una commissione in base al quale il Calibri è più leggibile da persone con problemi alla vista.
Comunque il Times New Roman è stato introdotto solo nel 1931, quindi ancora non esisteva al tempo in cui è stato scritto il romanzo, e tantomeno nell'anno in cui si svolgono i fatti narrati.
Il Times New Roman venne disegnato da Stanley Morison che aveva notato pubblicamente che il carattere in uso sul quotidiano londinese non era più al passo coi tempi.
Morison scelse delle lettere che fossero più leggibili e anche più strette, sia al fine di massimizzare il numero di parole che potevano entrare a parità di spazio, sia per fare in modo che il testo fosse più compatto, senza i canaletti bianchi che si formavano tra le parole.
Sul sito della New York Public Library è possibile vedere una foto di un testo che annunciava il Times New Roman e lo metteva a confronto col font usato in precedenza.
Chiunque può notare che il testo risalta meglio sulla pagina, a confronto l'altro sembra un po' scolorito.
Con un po' di attenzione si possono notare anche i dettagli: la R e la a con le estremità in basso a destra curvate all'insù, o i numeri 932 con estremità a bottone.
E poi le diverse proporzioni della e, una delle lettere più caratteristiche di questo carattere.
Più in alto si può vedere un confronto della parola Roman, ingrandita, scritta in Times New Roman e nei due font che l'hanno preceduto.
L'impostazione delle lettere e le proporzioni sono pressoché le stesse, ma i dettagli e la qualità sono diversi.
Nella prima riga vediamo le lettere che sono macchie d'inchiostro dai contorni vaghi. Certo, è una stampa di qualità: la a pur avendo l'occhiello molto piccolo non si riempie d'inchiostro, ma la forma esatta è indefinita. Basta confrontare la forma delle grazie nella parte inferiore delle lettere m e n per rendersi conto che è sempre diversa, a seconda di quanto inchiostro ci finisce.
Il secondo font è molto simile al Times New Rroman, ma certi dettagli, come la grazia in alto a sinistra su m e n, o l'estremità in basso a destra nella lettera a, sono diversi dalla versione a cui siamo abituati.
Notiamo anche che l'asse della lettera o è meno obliqua, nel Times New Roman rispetto al suo predecessore.
Da parecchio tempo il Times ha abbandonato il suo font storico. Quello che è in uso oggi è ottimizzato anche per essere visualizzato al meglio sui supporti digitali.
Comunque, Holmes apparentemente parla di "garamond interlineato", con la lettera minuscola, nella mia edizione. Il nome è quello di un tipografo di un tipografo francese, Claude Garamond, attivo nel Cinquecento e che ha lasciato il segno nel mondo della tipografia. Ancora oggi in Europa i caratteri disegnati da lui esistono in varie versioni digitali e vengono utilizzati per libri di letteratura e edizioni di pregio.
Sarebbe interessante saperne di più sui caratteri in uso sul Times nell'Ottocento, tre secoli dopo la morte di Garamond, ma purtroppo le informazioni che riguardano le scelte tipografiche precedenti al Times New Roman sono scarsissime. Non si sa chi ha disegnato i caratteri e come. Informazioni del genere non hanno lasciato tracce scritte, almeno non tra i materiali che sono di dominio pubblico.
Trovo su un blog su Wordpress quella che sembra essere una prima pagina del Times del 1889. Le caratteristiche sono quelle giuste: anziché esserci notizie ci sono annunci di tutti i tipi: nascite, decessi, matrimoni, eventi mondani, navi in partenza... I giornali inglesi, unici al mondo credo, continuarono a impostare così le loro prime pagine fino agli anni Sessanta del Novecento, prima di decidersi a mettere le notizie in prima pagina come è sempre stato normale altrove. Leggere questi annunci è comunque interessante perché mostra uno spaccato della società dell'epoca, dà informazioni molto interessanti sulla vita della città in cui era diffuso il quotidiano, e spesso gli annunci hanno un ruolo fondamentale nelle storie di Holmes. Bastava scrivere che era stato ritrovato un cappello e che il proprietario poteva presentarsi a ritirarlo nel tale posto, e subito la faccenda era stata risolta. Evidentemente la gente del posto passava del tempo a leggere questi annunci. Un ruolo che ora è passato a Facebook, no?
Mi diverto un po' a leggere il testo della pagina, senonché ho la sensazione che qualcosa non quadra. I caratteri mi sembrano troppo moderni, troppo simili a quelli che conosco. E' un giornale autentico questo? Accanto alle foto non c'è scritto niente, ma poi leggo nel titolo le parole "gioco" e "Holmes". Evidentemente si tratta di un falso, di qualcosa che è stato messo a punto forse per un gioco in tema Sherlock Holmes. Ma il lavoro è fatto da qualcuno che sapeva come era impostata una vera prima pagina sul Times di quel periodo.
Cerco qualche vera prima pagina d'epoca sul web ma non trovo niente di gratuito.
C'è invece una copia del 1898 in vendita (a 1600 euro), nove anni dopo i fatti narrati nel romanzo. Si tratta di un documento storico perché si parla del caso Dreyfus, che ebbe un notevole risalto all'epoca e se ne parla anche sui libri di storia scolastici, oggi.
E qui l'aspetto delle lettere è molto meno familiare, ci sono le grazie a bottone sui numeri. Vediamo la t con l'estremità inferiore curvata di molto all'insù, o una T maiuscola con grazie molto ingombranti.
Il titolo dell'articolo su Dreyfus è tutto in maiuscolo, col punto finale, e non è in neretto. Le dimensioni saranno una volta e mezzo quelle del testo.
Le righe sottostanti sono sempre in maiuscolo, in dimensioni decrescenti.
Anche se a prima vista tutta la pagina può sembrare scritta nello stesso "font" notiamo che la prima colonna è "interlineata", come dice Holmes, ossia contiene spazio bianco aggiuntivo tra una riga e l'altra.
Inoltre in seconda colonna notiamo alcuni paragrafi scritti in dimensioni minori. E' bene ricordare che all'epoca non c'erano i font variabili. Le lettere piccole non necessariamente hanno la stessa forma e le stesse proporzioni di quelle più grandi. Provo a fare confronti diretti, ma è abbastanza difficile visto che la stessa lettera sembra sempre diversa ogni volta che compare.
In basso dopo i paragrafi in piccolo compare un nome tutto in maiuscolo che potrebbe essere la firma: "Piquart".
La Q ha la coda che comincia all'interno e finisce all'esterno, a sinusoide.
E' questo il "garamond" parlava Holmes? Perché nessun Garamond digitale oggi ha una Q fatta in questo modo. Questa è una caratteristica del Century, ed è una caratteristica che compare anche nel font che è stato usato per la mia edizione del Mastino Dei Baskerville.
Una soluzione che non è molto di moda, nei font moderni, anzi.
O nel romanzo ci si riferiva a un font usato in precedenza, oppure, ipotizzo, il nome garamond, in minuscolo, non veniva utilizzato per un disegno specifico ma per un'insieme di caratteri tipografici con certe caratteristiche, un po' come in Italia si definivano elzeviri i caratteri usati per la pagina culturale, anche se non erano necessariamente la riproduzione esatta dei caratteri prodotti per gli Elzevier nel Seicento.
La parola elzeviro è rimasta nel linguaggio giornalistico italiano, a indicare l'articolo principale della sezione cultura dei quotidiani, anche se oggi è impaginato nello stesso font di tutti gli altri.
Lo stile di Garamond venne abbandonato per secoli, sostituito dai caratteri transizionali e poi da quelli moderni di Bodoni e Didot, per essere riscoperto alla fine dell'Ottocento e diventare un classico nel Novecento.
Ma fino a che punto può ricordare i caratteri di Garamond quello che si vede sul Times dell'epoca di Holmes?
Poi mi si accende una lampadina: e se Doyle avesse scritto tutt'altro?
Il testo originale del romanzo è su tutto su Wikisource. Ecco la frase incriminata:
"There is as much difference to my eyes between the leaded bourgeois type of Times article and the slovenly print of an evening halfpenny paper as there could be between your negro and your Esquimaux".
Insomma, l'originale non nomina affatto il Garamond, ma parla genericamente di un carattere borghese e leaded contrapposto alla stampa sciatta dei giornali della sera da mezzo penny!
Leaded è una parola che si riferisce al lead, ossia al piombo. Questo perché all'epoca dei caratteri in metallo per aumentare l'interlinea bisognava aggiungere delle piastrine di piombo tra una riga di testo e l'altra. Wikipedia in inglese ha una pagina dedicata al Leading, collegata con quella italiana che si intitola Interlinea. Quindi la traduzione interlineato può andare bene.
Tornando al Times ottocentesco, altri dettagli che noto sono gli spazi eccessivi dopo punti e virgole, e le virgolette alte che prendono parecchio spazio in orizzontale.
Oltre alla pagina con l'articolo su Dreyfus, il sito mostra un dettaglio della prima pagina dello stesso giornale.
Si vedono le prime quattro colonne di testo, ma si intuisce che ce n'è una quinta.
Il giornale è impaginato come quello finto che ho visto: annunci di poche righe con capolettera grassetto da due righe. Sezioni con un'intestazione in maiuscolo, stessa dimensione del testo: Annunci Personali eccetera, Mostre d'Arte eccetera, Intrattenimento eccetera, Scuole Pubbliche eccetera... (dove "eccetera" è scritto &c.)
La testata del giornale era in caratteri gotici con riflesso di luce nelle aste, a sinistra e in basso. Tra l'articolo e la parola Times c'era un complesso logo con unicorno, leone, varie piante, stemma nobiliare coronato e motto in francese "Dieu et mon droit". Nella foto non si vede se c'è il punto dopo la parola Times, come si usava nei secoli passati.
Rispetto alla versione falsa c'è molto più spazio bianco tra le varie parti del nome e lo stemma.
Il quotidiano Times esiste ancora oggi, ma lo stemma occupa meno spazio e il nome del giornale è scritto in caratteri romani anziché gotici.







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