Rye
Rispetto a poco tempo fa Google Fonts ha elaborato un sistema di catalogazione che comprende più parametri. In origine divideva tutto in cinque categorie (Serif, Sans, Display, Handwriting e Monospace), col risultato che in ogni categoria ci finiva di tutto. Nella categoria Display i medievali andavano cercati in mezzo alla fantascienza, al western, all'art deco eccetera.
Ora che i font sono quasi duemila, il sistema che è stato messo a punto è più elaborato. Ci sono molte più categorie: si possono ancora separare i serif dai sans, ma con la possibilità di cercare tra le sottocategorie: i serif si dividono in Transizionali,Slab, Old Style, Moderni, Umanisti, Scozzesi, Fatface e Didone, mentre i sans in Umanisti, Geometrici, Neo Grotteschi, Arrotondati, Superellipse, Grotteschi e Glyphic.
Si può scegliere solo quelli che fanno uso di una certa tecnologia (Variabile e Colore), quelli collegati con feste specifiche (Anno Lunare, San Valentino, Holi, Halloween, Diwali, Natale, Hanukkah e Kwanzaa) e quelli calligrafici (scritti a mano, formali, informali, upright).
Poi ci sono opzioni che riguardano il numero di stili o i sistemi di scrittura, e infine una serie di categorie raggruppate per Feeling e per Appearance.
In Feeling troviamo Artistico, Vintage, Calmo, Felice, Futuristico... In Appearance ci sono parole come Techno, Art Deco, Art Nouveau, Medieval, Blackletter, Monospaced eccetera.
Si tratta di un sistema più limitato rispetto a quello di molte piattaforme commerciali sulle quali ogni tipo di carattere può essere associato a numerosi tag diversi, senza restrizioni, a seconda delle scelte fatte da ogni fonderia.
Ad esempio, altrove posso cercare i font taggati Western mentre qui no. Questo non significa che non ci siano. E nemmeno che bisogna procedere alla cieca.
Molti dei caratteri associati al Western sono in uno stile che viene definito Tuscan. E l'etichetta Tuscan qui c'è, anche se contiene solo 6 font sui 1908 totali presenti sul sito.
Il primo che viene presentato è Rye, di Nicole Fally, che ha due delle caratteristiche che maggiormente sono associate al genere Tuscan: delle grazie a metà asta che si allungano verso destra e verso sinistra; e estremità che si biforcano, anzi, in questo caso si triforcano.
Il Rye ha anche un riflesso bianco sul lato sinistro delle aste.
Al secondo posto il sito propone il Sancreek di Vernon Adams. Qui le aste sono a tinta unita, le estremità sono biforcute, ci sono grazie a mezza altezza.
Al terzo posto la piattaforma propone l'Ewert di Johan Kallas e Mihkel Virkus. Questo font ha una particolarità: le lettere sono dei Frankenstein ottenuti unendo parti in due stili diversi. Nella parte superiore sono slab, ossia hanno grazie rettangolari, nella parte inferiore sono tuscan, ossia con estremità biforcute. Nel punto in cui queste metà si congiungono le aste inferiori si biforcano protendendosi verso l'esterno, ed ecco quindi delle grazie a mezza altezza.
Le aste non sono piene. C'è un'ombra dietro la lettera, a destra e in basso.
Al quarto posto troviamo uno stile completamente diverso: il Danfo, autori vari. Qui abbiamo un alfabeto abbastanza slab con lettere che sarebbero larghe, se non fosse che il tratto inferiore o le grazie inferiori sono allungate a dismisura in altezza. In conclusione le lettere risultano strette, ma con tutto il peso concentrato in uno o più rettangoli inferiori che occupano più di metà dell'altezza.
Gli ultimi due posti sono occupati dall'Arbutus di Karolina Lach, con lettere inserite in una pianta esagonale dai lati concavi, e dallo Smokum, che si basa sullo stesso principio del Playbill, tratti orizzontali spessi in alto e in basso, ma ha un contrasto maggiore ed è più largo.
Torniamo al Rye: la descrizione è soltanto di quattro righe. "E' un disegno ispirato dai poster realizzati con caratteri in legno. Ricorda la sensazione del West americano".
Della stessa disegnatrice ci sono altri 7 font caricati sulla piattaforma.
Il primo che viene proposto è l'Hammersmith One, un senza grazie che a prima vista mi ricorda il Kabel, seguito dal Pinyon Script, la corsiva inglese più fedele all'originale presente sul sito, e dal serif Ovo.
Poi troviamo Limelight, stile broadway, il Vast Shadow, slab geometrico ombreggiato, lo Stoke, serif con la e alla veneziana, e l'Oldenburg, un serif disegnato liberamente.





Commenti
Posta un commento