Numerazione abjad e ebraica. Gematria online
I primi alfabeti vengono chiamati abjad e si distinguono da quelli successivi perché i segni rappresentavano soltanto le consonanti mentre mancavano le vocali.
Il primo abjad ben documentato è quello usato dai fenici, da cui derivarono alfabeti in uso in Medio Oriente (copto, aramaico, arabo, ebraico) e in Europa (Greco, Cirillico).
Ma in greco sono state aggiunte le vocali, come pure nell'alfabeto latino che usiamo noi e deriva dal greco, e anche nel cirillico. Arabo ed ebraico invece restano abjad ancora oggi.
Originariamente le persone che usavano queste forme di scrittura non avevano dei numeri propriamente detti, quindi al loro posto usavano le lettere, dando loro dei valori numerici a seconda della loro posizione nell'alfabeto.
Wikipedia dedica un articolo alla "numerazione abjad", spiegandola con l'uso delle lettere arabe.
L'alfabeto arabo ha 28 lettere. Alle prime nove vengono dati tutti i valori da 1 a 9. Per le nove successive, si va di dieci in dieci da 10 a 90. Le altre nove sono per le centinaia da 100 a 900. L'ultima infine vale 1000.
L'ordine alfabetico delle lettere è cambiato nel corso del tempo e da un luogo all'altro, e quindi anche il valore da associare a ciascuna lettera dipende dal contesto.
Dice Wikipedia che ancora oggi questo sistema si usa per numerare piccole quantità, come una lista di voci.
In passato veniva usato dai matematici. Inoltre poteva essere usato per comunicare significati misteriosi attribuendo valori numerici ad alcune parole, nell'ambito di una disciplina che si chiama numerologia.
Ad esempio il nome di Allah corrisponde al numero 66.
Il sito mostra due tabelle, con le corrispondenze lettere-numeri sia nella versione orientale che in quella occidentale.
Se non sbaglio, le due versioni coincidono fino al numero 80, e poi differiscono notevolmente. Ad esempio la lettera gayn nella prima versione vale 1000 e nella seconda 900. La lettera sin nella prima vale 300 e nella seconda 1000.
Una nota ricorda che anche i greci usavano lo stesso metodo, "affermatosi definitivamente in epoca alessandrina".
Forse la tradizione più famosa è quella ebraica, dato che sono stati cercati significati occulti in molti passaggi della Bibbia, dando valori numerici ad alcuni nomi o cercando di dare una spiegazione alla durata della vita di alcuni personaggi, del valore di centinaia di anni, che potrebbe corrispondere a qualche parola che non si poteva dire.
Gli antichi romani non usavano questo sistema. Sì, avevano bisogno delle lettere dell'alfabeto per trascrivere i numeri, ma gliene bastavano soltanto alcune: I-V-X-L-C-D-M.
Tuttavia anche in Occidente qualcuno nei secoli successivi si dilettò in numerologia. Il famoso numero dell'anticristo, 666, più volte è stato ricondotto a qualche nome specifico, sommando i valori delle sue lettere (aggiungendo o togliendo lettere per far tornare i conti).
A quanto ne so io, in ebraico questo metodo è usato ancora per un unico scopo: indicare l'anno, secondo una numerazione che parte dalla creazione del mondo sulla base di ciò che è raccontato nella Bibbia.
In OpenOffice Calc è possibile convertire automaticamente una data nel sistema ebraico, tramite le impostazioni della lingua nella formattazione di ogni cella.
Dato che le migliaia sono difficilmente gestibili, vengono omesse.
Al sistema di numerazione ebraico viene dedicato un altro articolo da parte di Wikipedia in italiano.
Si parla della numerazione dell'anno nel paragrafo sui Casi Particolari.
Per far capire che i caratteri vanno interpretati come numeri anziché come lettere, viene aggiunto un "doppio apostrofo" prima dell'ultima lettera (a partire da destra).
Nella versione inglese di Wikipedia invece viene mostrata anche una soluzione che si può usare se non si vogliono omettere le migliaia: basta riprendere lo stesso simbolo che si usa per le unità, facendolo seguire da un apostrofo.
L'anno attuale sarebbe il 5786 del calendario ebraico, quindi si scrive: cinque-apostrofo-quattrocento-trecento-ottanta-apostrofo-sei.
Questo perché con le normali lettere dell'alfabeto ebraico si riesce ad arrivare fino a un massimo di 400, quindi le centinaia più alte si ottengono sommando due caratteri diversi.
Per chi vuole giocare un po' con le parole italiane moderne, il sito Gematro converte automaticamente qualunque parola nel numero corrispondente.
La regola di base prevede di utilizzare l'ordine alfabetico latino internazionale, dove la A vale 1 e la Z vale 26, includendo tutte le lettere inglesi.
Maiuscole e minuscole hanno lo stesso valore, le lettere accentate hanno lo stesso valore di quelle non accentate. Spazi e apostrofi non contano.
Il sito permette anche di usare l'ordine inverso, dove la A vale 26 e la Z vale 1.
In alternativa, è prevista anche una versione "ridotta", dove vengono assegnati solo i valori da 1 a 9. La A vale 1, come la J e la S, mentre la Z vale 8, come la H e la Q.
Anche questa è disponibile in versione inversa, con la A che vale 8 e la Z che vale 1.
Se scrivo "L'Occhio Tipografico", ottengo come risultato il numero 184. Nella versione inversa è 302. Nella versione ridotta è 103, nella ridotta inversa è 95.
Per ciascuno di questi numeri, il sito effettua dei calcoli matematici. Ad esempio lo scompone in fattori (184 è 2x2x2x23), ne calcola i divisori (2,4,8,23,46,92), mi dice quale è il 184mo numero primo, o il 184mo numero nella sequenza di Fibonacci, e in quelle dei numeri cosiddetti triangolari, quadrati e stellati.
C'è pure un valore chiamato Numerology.
Purtroppo mancano didascalie con le spiegazioni.
Potere della suggestione, chi usa questo sistema non farà fatica a trovare trovare dei riferimenti a numeri che sono significativi nella propria vita, e cercare le corrispondenze in altre parole.
Tipico gioco che farei se fossi adolescente: studiare il valore numerico del mio nome e quello della persona amata, sperando di trovare qualche divisore comune. :)
Esistono altri siti web dedicati alla gematria, con tanto di convertitore automatico.





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