La stampa dei giornali News Corp in Australia
Su Youtube 9 anni fa è stato caricato un documentario di 19 minuti su come venivano stampati i quotidiani della News Corp in Australia. Nel 2016? La didascalia non dice niente, ma a giudicare dal montaggio potrebbe anche essere qualcosa risalente a vent'anni prima.
Prime inquadrature: squillano le trombe, si vede la rotativa con la scritta Newsman 40.
Il narratore annuncia "Le più veloci macchine da stampa del mondo", e dice con tono entusiastico che Rupert Murdoch ha fatto l'ordine più consistente in tutto il mondo, così consistente che il nome della macchina è stato scelto in suo onore. 18 presse a colori da 80mila copie all'ora. 5 a Sydney, 4 a Brisbane, 3 ad Adelaide e 6 a Melbourne.
Nel video si vedono anche le vecchie Goss che si usavano in precedenza. Le nuove presse non sarebbero potute entrare nei vecchi stabilimenti, per cui vennero costruiti appositamente nuovi edifici, che furono pronti a partire dal 1992.
Anticamente le tipografie si trovavano nello stesso edificio della redazione del giornale, perché non c'era modo di trasportare istantaneamente a distanza le pagine composte dai giornalisti. I nuovi stabilimenti vennero costruiti fuori città, dove c'era spazio a volontà, e le pagine composte a computer nella lontana redazione venivano trasmesse in formato digitale.
Alcune macchine stampavano il negativo che poi sarebbe stato utilizzato per produrre le lastre da inserire nella rotativa per la stampa offset.
Nelle immagini si possono vedere tutti sistemi robotizzati che già erano in funzione per immagazzinare e trasportare gli enormi rotoli di carta su cui stampare i giornali.
La voce fuori campo snocciola alcuni dati, altri compaiono nelle grafiche sullo schermo.
Le presse sarebbero prodotte dalla Man Roland.
Le scritte sui monitor sono in caratteri pixmap, e ci sono stampanti ad aghi per le informazioni che riguardano la produzione.
Sugli schermi di servizio non compaiono solo scritte, ma anche grafiche, ad esempio gli schemi con i vari componenti delle macchine in funzione.
La fascicolazione, l'impacchettamento e lo smistamento era tutto automatico. Lo stesso impianto poteva gestire varie configurazioni diverse, per inserire i supplementi all'interno del giornale, dato che serviva a produrre giornali diversi tra loro: Herald Sun, The Australian, Globe (sportivo), Weekly Times e Sunday Herald Sun.
Nello stabilimento c'era un magazzino con parti di ricambio del valore di qualche milione di dollari, un impianto per il trattamento dell'acqua, aria condizionata per mantenere la giusta umidità dell'aria necessaria alle fasi di stampa, un impianto di depurazione dell'acqua. Gli inchiostri non erano inquinanti. Intorno c'era parecchio verde. Ampio parcheggio, campi da tennis, da golf, palestra, ristorante. C'era un centro per l'addestramento degli operai. Ed era in programma il trasferimento della redazione in un edificio da costruire nelle vicinanze.
Sembra il Paese Delle Meraviglie.
Però a destra, nella colonna dei video consigliati da Youtube, vedo un'anteprima con il titolo: "News Corp Kills Print". Un video caricato 5 anni fa, intitolato: "Regional News Destroyed As News Corp Stop The Presses".
C'era la pandemia, l'azienda aveva deciso di passare solo all'online per molte delle sue pubblicazioni, molti giornalisti erano in esubero, e immagino anche il personale tipografico.
Che nel filmato non si vede: il servizio giornalistico si concentra sulle copie stampate, magari sulle redazioni vuote, sulle dichiarazioni e al massimo su qualche vecchia immagine di repertorio delle rotative.
E su quelle del giornale The News, che era stato appena aperto dalle parti di Adelaide approfittando della chiusura del giornale stampato fino a quel momento.
Solo la prima parte della trasmissione riguarda la stampa, mentre nel resto si parla di altre emergenze come il costo delle case o il clima.





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