No!

Le notizie importanti meritano un titolo grande, e oggi Repubblica voleva dare uno schiaffo (metaforicamente) alla maggioranza che ha puntato tutto sul sì al referendum. 

Dato che gli italiani hanno bocciato la riforma, la scelta è stata quella di puntare su un effetto tipografico. Il titolo di apertura è "No", con la N maiuscola e la o minuscola, nella dimensione massima che fosse consentita dal riquadro, lasciando a sinistra la colonna dell'editoriale e a destra una colonna coi titoli degli articoli presenti all'interno e coi nomi degli autori. 

A questo si aggiunge un altro elemento grafico: un rudimentale istogramma con le percentuali del no e del , scritte in bianco su fondo rispettivamente rosso e verde. 

Tutti gli altri materiali sono finiti all'interno: il grafico a torta, l'istogramma coi risultati suddivisi per regione, le facce dei vari politici coinvolti, le foto delle piazze piene di gente. 

Ma torniamo alla prima pagina: la parola No rientra in uno spazio di 165 millimetri di larghezza. 

La N è alta ben 116 millimetri, mentre la o è alta quasi 79. 

Quando i caratteri tipografici erano oggetti concreti, l'altezza della maiuscola era pressoché uguale al corpo del carattere: il titolo sottostante, "Referendum, in 14 milioni bocciano Meloni e Nordio", si trova subito sotto la base delle lettere del titolo di apertura, non ci sarebbe spazio per tratti discendenti. Quindi per sapere quale era la dimensione bastava semplicemente convertire i millimetri in punti tipografici. 

116 millimetri sono circa 330 punti. 

Nei font digitali invece viene lasciato spazio per i tratti discendenti al disotto della base, e per gli accenti al disopra delle maiuscole. La cosa non crea nessun problema: testi ed elementi grafici possono essere avvicinati e anche sovrapposti ai tratti del titolo. In questo caso ci sono solo 6 millimetri tra la base della N di No e la parte superiore della R di Referendum, mentre l'estremità superiore della N è distante meno di 2 millimetri dalla linea arancione che separa i titoletti di cultura e sport che si trovano sotto il nome del giornale dal resto della pagina. 

Il rapporto tra altezza della maiuscola e dimensione del carattere varia da un font all'altro. Nei font classici come il Times New Roman il rapporto è di circa due terzi, questo significa che bisogna impostare un corpo di oltre 500 punti per avere un testo della stessa dimensione del titolo di Repubblica di oggi. 

Per avere il valore preciso della dimensione impostata dai grafici di Repubblica bisogna procurarsi una copia del font originale (che non è in commercio) oppure conoscerne in qualche modo i parametri precisi, che possono essere diversi da quelli simili. 

Il Corriere Della Sera ha fatto delle scelte molto più moderate: le maiuscole sono alte solo 17 millimetri (corpo 70 circa), la larghezza della riga è a tutta pagina, quindi c'entra l'intera frase: "Referendum, l'onda del No". 

A centro pagina la mappa dell'Italia con le varie regioni colorate in rosso o verde, le etichette con le percentuali scritte in bianco su fondo rosso o verde, un grafico ad anello e una vignetta a colori che raffigura la Meloni legata a una poltrona. 

Scorro rapidamente le altre prime pagine su Giornalone.it. Quella che mi colpisce di più è quella di Metro Today, free press. A centro pagina c'è un fotomontaggio di Renzi e Meloni con la maglia della nazionale che si abbracciano guardando qualcosa fuori dall'inquadratura, verso sinistra. Sulla foto, in bianco, caratteri senza grazie tutti in maiuscolo, "L'Italia ha detto", in piccolo, e "No" più in grande. Comunque la larghezza del "No" sarà circa un quarto della pagina, e il formato del giornale è pure più piccolo degli altri, quindi tipograficamente non è una scelta troppo estrema. 

Tra i giornali locali, quello che mi colpisce di più è il Giornale Di Brescia, per via dei grafici originali che mostrano le percentuali a livello nazionale, regionale, provinciale e cittadino. Sono grafici ad arco, solo che la percentuale non influisce solo sull'angolo del semicerchio colorato in un certo modo, ma anche sul suo spessore. Inoltre sotto l'arco ci viene messa la mappa del territorio o il simbolo della città, in grigio, dietro il nome in nero ma davanti ai tratti curvi colorati. 

I quattro grafici sono affiancati nella fascia superiore, mentre a centro pagina troviamo la foto di un'urna che viene rovesciata per far uscire le schede, e il titolo in bianco, serif pesante, su due righe. "Referendum, ha vinto il No / Brescia e il Nord per il Sì". 

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