Una linotype da guerra
L'autore del documentario Linotype - The Film dieci anni fa aveva notato la notizia della riscoperta di due fotografie che mostravano la linotype del generale Pershing portata in parata a bordo di un camion.
La notizia era stata diffusa dal sito Printing History, che mostrava le due foto in questione.
La macchina usata per la composizione di testi era stata fabbricata nel 1910 ed era in origine di proprietà di uno stampatore parigino. A quanto pare era stata requisita dalla forza di spedizione americana nel 1917, nel corso della prima guerra mondiale.
A requisirla era stato il maggiore W.W.Kirby, che era agli ordini del generale John J. Pershing.
In un primo momento era stata posizionata a Chaumont, sempre in Francia, ma con l'avanzare del fronte era stata spostata più volte, in un convoglio che includeva anche generatori, una pressa, un'altra linotype e apparecchiature da stampa.
Dopo la guerra è stata portata negli Stati Uniti dove è rimasta in uso all'Ufficio Tipografico del Governo (GPO) insieme ad altre 120 linotype.
Le foto in questione risalgono al 1936, quando venne tenuta una parata a Cleveland, in Ohio, a cui assistettero 500mila spettatori.
La linotype venne montata su un camion su cui c'erano anche alcuni veterani che avevano lavorato in quell'ufficio.
Il camion era preceduto da una macchina con il capo del Gpo, lui stesso ex linotipista, che durante la guerra si era occupato di stampare Stars And Stripes.
Un grosso cartello diceva "'Pershing' linotype - Quartier generale Chaumont, Francia", con una scritta sottostante che si legge a fatica.
Il nome dell'ufficio tipografico del governo statunitense era scritto anche sul pianale del camion.
Forse la linotype era arrivata a Cleveland con un treno. Il trasporto era un'operazione molto laboriosa, visto che pesava 2.450 libbre, oltre una tonnellata.
Sulla linotype è stata applicata nel 1926 una targhetta che ricorda il suo ruolo sui campi di battaglia francesi. Nel 2011 è stata esposta insieme ad altri cimeli nel pressi del GPO.
Secondo l'AI Overview di Google The Stars and Stripes venne pubblicato in Francia tra il febbraio del 1918 e il giugno del 1919.
Era destinato ai soldati americani per informarli sull'andamento della guerra ma anche per tenere alto il loro morale fornendo loro notizie dalla madrepatria.
Sul sito della Biblioteca del Congresso è possibile sfogliare le 8 pagine del numero del 31 gennaio 1919.
Il quotidiano era impaginato in otto colonne fitte di testo, molto ravvicinate e separate da sottili linee verticali.
I titoli della prima pagina erano su una colonna, in caratteri senza grazie stretti, tranne uno che era su due colonne in caratteri serif corsivi, in ogni caso tutto maiuscolo.
In taglio alto, al centro, per una larghezza di tre colonne, c'è una grande vignetta malinconica che raffigura le croci allineate di un cimitero e alcuni uccelli che volano in lontananza.
Il nome del giornale è scritto in caratteri molto particolari, sovrapposto a uno stemma con stelle e strisce tra due bandiere.
Più in basso passa quasi inosservata un'altra vignetta, un fumetto senza cornice e senza parole, inserito nel testo di una colonna, che raffigura persone al tavolino che scrivono o battono a macchina.
L'articolo racconta con tono scanzonato l'attività frenetica che c'era a Le Mans in vista dell'imbarco per tornare in patria (la prima guerra mondiale era finita nel 1918). Nell'articolo viene citato anche il generale Pershing.
Nelle pagine interne ci sono parecchie pubblicità di tutti i generi: sigarette, macchine fotografiche, rasoi, dentifrici...
Le notizie parlano di sussidi per gli orfani o di possibilità di lavoro nella marina mercantile.
A pagina 4 troviamo addirittura la rubrica "I poeti dell'esercito", in cui vengono pubblicate lunghe poesie per l'intera estensione della colonna. "E' la vigilia di Natale; sulle colline / una mano di neve dal Cielo immobilizza / gli alberi invernali. Tutti dritti e rigidi / si ergono come nel parco di qualche barone", con tanto di rime baciate hills-stills e stark-park.
Nella pagina successiva c'è la rubrica "La pagina delle nostre donne", con gli aggiornamenti sulla moda della prossima primavera, ii onsigli sulla salute, un articolo firmato dalle "casalinghe dell'esercito", a 50 miglia dal confine italiano e la rubrica di "consigli per la casa" firmato Doroty Dobeys.
"Mai lasciare sapone, sigari, rasoi, soldi e mostrine di troppo sparse sul comò. Daranno sicuramente fastidio a qualche compagno che sarà costretto a disfarsene".
Pagina 6 è dedicata allo sport: la notizia di apertura è un tour in Italia di alcuni pugili americani per incontri previsti a Milano, Firenze e Roma.
Sotto si parla di football, di basket, e anche di una corsa stradale di 60 chilometri per i soldati della prima armata, rappresentati da quattro squadre, tra Semur a Tonnerre.
Pagina 7 si apre con varie vignette leggere, tutte con protagonisti i soldati. In una, un soldato che pensava di chiedere di ballare a una contadina del posto, rimane estremamente perplesso a vedere i grossi zoccoli di legno che questa indossa.
Vignetta anche nell'ultima pagina: due soldati osservano le rovine romane a Trier. La frase del soldato: "Accidenti, davvero abbiamo bombardato per bene il Teatro dell'Opera, eh?"
Si riconosce il monumento, che esiste ancora oggi: è la famosa Porta Nigra, costruita nel secondo secolo dopo Cristo. La città è conosciuta in Italia col nome di Treviri.
Il sito della biblioteca permette di sfogliare 71 edizioni del giornale, 4 o 5 al mese. Apparentemente non si trattava di un quotidiano ma di un settimanale che usciva tutti i venerdì.





Commenti
Posta un commento