Contrassegni cmyk sui quotidiani

Quando prendo in mano un giornale cartaceo mi diverto a guardare quei piccoli segnetti colorati che servono a mettere a punto le rotative per ottenere una stampa a colori il più possibile perfetta. 

Le macchine da stampa industriale sono in grado di stampare solo un colore alla volta, quindi per ottenere un lavoro completo c'è bisogno di disporre di seguito varie componenti ognuna delle quali stampa il suo colore. 

I colori di base sono quattro, gli stessi delle nostre stampanti: ciano, magenta, giallo e nero. 

Alle prime quattro componenti ne devono seguire altre quattro, per stampare il retro dello stesso foglio. 

Chiaramente c'è bisogno di una precisione massima: basta una sfasatura minima per ottenere delle foto sfocate, con chiazze di colore che escono fuori dai margini. 

Per controllare che tutto vada per il verso giusto, insieme con testo e foto vengono stampati sulla pagina dei piccoli contrassegni nei vari colori puri. 

Un tempo tutte le regolazioni andavano fatte a mano, oggi esistono dei sensori in grado di rilevare le irregolarità ed effettuare le correzioni in automatico. 

Ricordo che su Repubblica c'erano delle lineette a raggera. Ci sono ancora? Non lo so, ma non è detto. 

Mi è capitato tra le mani un supplemento del mese scorso, Motore, stampato nello stesso formato e sulla stessa carta del quotidiano, e qui non ci sono lineette ma cerchietti e quadratini. 

In basso, là dove si piega il foglio, troviamo due file verticali di tre cerchietti ciascuna. A sinistra giallo-ciano-giallo, a destra nero-magenta-nero. Questo sul lato interno del foglio. Sul lato esterno le due file sono invertite. 


In alto invece, sempre in corrispondenza della piegatura, abbiamo dei segni strani in cui i vari colori si sovrappongono. 


Infine sulla destra della facciata interna e sulla sinistra di quella esterna, troviamo cinque coppie di quadratini: due neri, due magenta, due gialli, due ciano e di nuovo due neri. 


A tutto ciò si aggiunge una crocetta nera a centro foglio, sempre in corrispondenza della piegatura. O meglio, la crocetta sembra nera se tutto è a posto, ma è formata da crocette di tutti e quattro i colori primari. Quindi se c'è un minimo di disallineamento si può vedere facilmente da qui. 



Sul Corriere della Sera invece ci sono due crocette del genere, una in alto e una in basso. Poi, lungo tutta la piegatura ci sono cinque grafiche che mi ricordano le compresse medicinali bicolori. Una parte sembra grigia, l'altra dà sul blu, ma vista ingrandita appare realizzata da tanti puntini dei vari colori.



L'ultima di queste grafiche in basso ha anche dei quadretti con i quattro colori puri: ciano, magenta, giallo e nero, nello stesso ordine sia sulla facciata interna che su quella esterna. 


Sul Fatto Quotidiano invece c'è solo uno di questi elementi di controllo colorati, disposto nella parte alta della pagina a sinistra della piegatura, sia sulla facciata interna che su quella esterna. 


Sono solo otto trattini, magenta-ciano-magenta-ciano sopra, e giallo-nero-giallo-nero sotto. 

C'è anche un segnetto a forma di T capovolta in corrispondenza della piegatura, ma soltanto in nero. 



Sul Messaggero ci sono solo due crocette per ogni pagina, nel margine bianco in basso. Quindi, 8 crocette per ogni foglio. 

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