Dal Fatto e da altri quotidiani
Fatto Quotidiano di ieri, pagina 10, articolo sul flop del Pnrr.
C'è una tabella azzurra con tutti i dati, suddivisi per periodo e per tipo.
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| I numeri non sono monospace. Quindi non sono propriamente messi in colonna. Poco male, visto che la somma sull'ultima riga in basso viene calcolata in automatico. |
Caratteri sans serif stretti, l'intestazione di ogni riga è in grassetto, ma l'effetto non è ottimale, la leggibilità non è un granché.
Si potrebbe fare di meglio. Vero che i giornalisti non hanno tempo di pensare a questi dettagli di giorno in giorno, ma qualche grafico avrà fatto una scelta all'inizio, una volta per tutte.
Le maiuscole sono alte un paio di millimetri. Può essere un corpo 8,5? Beh non è mica così piccolo!
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| Che pasticcio di aste appiccicate tra le due m e la o! |
Altri dettagli curiosi: l'andamento del testo nelle colonne. Dato che si usa ritagliare i soggetti delle foto e far sì che interagiscano col testo degli articoli, ogni riga può diventare cortissima. A differenza di molti software da ufficio, il software del fatto interviene sul tracking di ogni singola riga in questi casi, ossia aumenta lo spazio tra una lettera e l'altra di ogni singola parola.
Molti giornali ne approfittano, diciamo che va bene così.
Nulla da dire sul font usato per l'etichetta della rubrica "L'intervista capovolta", è il normale sans serif stretto che il giornale usa in molte pagine. La particolarità è che la parola "capovolta" è scritta da destra a sinistra, con lettere ribaltate come sul cofano delle ambulanze, e in bianco (senza inchiostro) su fondo azzurro. Un effetto che non è previsto di default nei normali software da ufficio, almeno per i testi lunghi. In alcuni software è possibile ottenere qualcosa del genere tra gli effetti Wordart, ma non tutti hanno idea di come si fa, non è un effetto che si usa spesso.
In teoria capovolto farebbe pensare a una scritta a testa in giù, ma qui la parte alta delle lettere è in alto e quella bassa è in basso.
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| Dice capovolta, ma secondo me è ribaltata. |
Ultima osservazione: i trattini che servono per controllare la qualità di stampa, dato che i colori vengono stampati separatamente e devono sovrapporsi con una certa precisione.
In questo giornale si tratta di coppie di trattini disposti a raggiera, due per ogni colore. Ne è stampato uno su ogni facciata del foglio, in un margine in cui si nota poco. Dato che il giornale è composto di 16 pagine, ce ne sono 8: quattro su una facciata di ogni foglio e 4 sull'altra.
Ma mentre sulle facciate esterne i trattini neri e gialli sono in alto e quelli ciano e magenta in basso, sulle altre facciate avviene l'opposto.
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| Guardando come sono disposte le lineette colorate si può capire se il dettaglio è stato fotografato sulla facciata interna o su quella esterna. |
Volendo dare un'occhiata alle prime pagine degli altri quotidiani, capiamo che i giornalisti non hanno voluto drammatizzare più di tanto la giornata. I titoli principali sono tutti in minuscole, tranne ovviamente la prima lettera e i nomi propri.
La Stampa e Repubblica aprono con le elezioni in Ungheria, ma con titoli a tre colonne in serif con minuscole. In entrambi i giornali la foto più appariscente raffigura Sinner che bacia una coppa.
Il titolo d'apertura sul Corriere è sulle due colonne di destra, in tre righe, e riguarda Hormuz. Nelle due colonne centrali ci sono le foto dello sconfitto e del vincitore in Ungheria. Colonna di sinistra per l'editoriale.
Il Messaggero ha il titolo grassetto sull'Ungheria, a centro pagina, con foto di Sinner, ma in taglio alto c'è un riquadro azzurro con il titolo tutto in maiuscolo, ma piccolo e Regular, non si nota neanche.
Tra le prime pagine che si vedono su Giornalone, il primo a usare un sans, grassetto, è Il Resto del Carlino, sempre con le minuscole.
Il primo giornale a fare una vera apertura tutta in maiuscolo grassetto è la Verità, ma non si parla né di Hormuz né di Ungheria ma del rilascio di un immigrato che ha ferito alcuni agenti.
Il Giornale e Libero usano testi all-caps al di sopra dei titoli principali, nel primo caso in grassetto sopra dei serif regular, nel secondo caso in rosso e più in piccolo sopra un sans bold.
Tra gli altri, noto Il Tempo, sans all-caps in bianco su una foto di sfondo, e l'Unità, col suo consueto serif stretto maiuscolo per parlare dell'ostilità di Trump verso il Papa.
Sinner è in prima pagina sui tre giornali sportivi, ovviamente.
Tuttosport titola Sinnerone, tutto maiuscolo, dove "one" è scritto in arancione e "Sinner" in bianco, tutto sopra una foto di Sinner tra tanti ragazzi esultanti col cappellino verde.
Il Corriere ha titolato "Il nostro Mondiale" in rosso sopra una foto di Sinner che bacia la coppa".
La Gazzetta usa solo maiuscole, font e grandezze diverse per le quattro righe del titolo: "Sinner" in serif bold azzurro, "Re di Montecarlo", in serif leggero, "Numero", in una sorta di Impact verde e "1" in dimensioni esagerate rosso con ombra.
Sul New York Times il titolo quasi non si nota, a tutta larghezza ma piccolo, nel consueto serif corsivo grassetto.
Scorro rapidamente i giornali stranieri alla ricerca di qualche titolo tabloid.
Il New York Post ovviamente è insuperabile, con la scritta "Hormuz Strait Jacket", una parola per riga, tutta in maiuscolo d'impatto, bianco con contorno scuro e ombreggiato sulla foto di un militare americano con la sua mitragliatrice, a fianco alla scritta nello stesso stile, ma in dimensione un quinto: "Il blocco di Trump all'Iran comincia oggi".
Ad attirare l'attenzione è anche il Morning Star britannico: senza grazie, tutto maiuscolo, su tre righe al di fuori delle foto: "Trump dice che bloccherà lo stretto dopo il fallimento dei colloqui". Più in basso c'è la foto del vicepresidente americano Vance che saluta, forse dalla scaletta dell'aereo, col cielo sullo sfondo. Dettaglio grafico: la mano di Vance esce dal rettangolo della foto e va a coprire la parte bassa di una delle lettere del titolo.











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