Il Corriere nel 1939
Continuano a uscire col Corriere della Sera tutti i giovedì le ristampe integrali di alcuni numeri storici. Ce n'è ancora per le prossime tre settimane.
Il numero di ieri era quello del 1 settembre 1939, e la notizia di apertura era dedicata all'inizio della seconda guerra mondiale, con "Le proposte di Hitler per Danzica e il corridoio leali ragionevoli ed eseguibilissime lasciate stoltamente cadere da Varsavia e da Londra".
Questo è il sommario sotto il titolo di apertura, ma l'attenzione mi rimane fissa su questo dettaglio: io quella g la conosco, è quella tipica del Cheltenham, qui in versione grassetta corsiva.
Non dovrebbe stupirmi più di tanto, perché avevo visto in uso questo font su un libro di quel periodo, ma ancora meno avrebbe dovuto stupirmi tenuto conto della data in cui questo carattere è stato realizzato: il 1902.
Racconta Fonts In Use che il progetto era iniziato nel 1899, e che comunque fino al 1904 non era stato brevettato.
Insomma, alla fine degli anni Trenta non era certo una novità. Il fatto è che questo carattere oggi è particolarmente associato al New York Times, che lo usa tuttora per i suoi titoli inconfondibili, e che è di orientamento un tantino diverso rispetto al Corriere di epoca fascista.
Comunque, diamo un'occhiata all'impaginazione del quotidiano d'epoca. La differenza con quelli precedenti che abbiamo già esaminato è che qui ci sono le foto. Non certo esuberanti e flessibili come si vedono al giorno d'oggi. Tutte rigorosamente in bianco e nero, tutte rettangolari, di larghezza fissa a 1, 2 o 3 colonne. In prima pagina ci sono i ritratti dei due comandanti dei gruppi d'armata che erano stati costituiti per l'occasione.
Il titolo di apertura, "Scocca l'ora decisiva", era scritto in serif grassetto con un certo contrasto ma robusto, e sottolineato. La sottolineatura non mi sembra vada più di moda oggi sui quotidiani.
Sotto le due righe in Cheltenham corsivo un altro titolo più grande in caratteri sans serif pesanti e stretti. La controforma nella O era una semplice fessura verticale. La differenza principale con l'Impact è che le estremità di e, c, a erano tagliate in obliquo.
Gli altri serif sono molto rétro rispetto ai criteri moderni. "Il testo del documento" ha una o perfettamente circolare, una t cruciforme e una e con estremità inferiore tagliata in verticale e un po' arretrata.
La pagina è suddivisa in 8 colonne di testo. Lo spazio bianco è ridotto al minimo.
I font dei titoli sono molto variati, e c'è anche qualche titolino piccolo tra una sezione e l'altra degli articoli, su una colonna, in dimensione almeno doppia rispetto al testo.
Il giornale intero era di sole sei pagine. Le ultime due pagine della ristampa sono riempite con un fotomontaggio di Gorbaciov che legge il Corriere e l'elenco delle prossime uscite.
Pagina 2 era quella delle Recentissime. Ancora notizie sul proclama di Hitler ai soldati del Reich: particolarità: "Ai soldati del Reich" è scritto in grigio con contorno nero.
Nella pagina c'è una foto, uscita quasi completamente nera, e una cartina della Polonia. In assenza di colori, gli stati vicini sono contraddistinti da pattern di puntini o lineette orizzontali o oblique, o linee verticali o quadrettate, mentre il mar Baltico è riempito da linee orizzontali.
Nella cartina ci sono solo i nomi delle città scritti in stili diversi e le strade di collegamento.
L'ultima colonna è quella dei necrologi.
Pagina 3, come di consueto, è quella della cultura, anche se non c'è scritto. Ma si capisce: a sinistra c'è l'elzeviro intitolato in maniera vaghissima, "Tra due Altari", col titolo su una colonna con doppia sottolineatura in caratteri semislab. A destra c'è un articolo intitolato "La cura del reumatismo", su due righe, la prima in caratteri stretti e pesanti la seconda in caratteri larghi e leggeri. In terzultima colonna "I fenomeni celesti del mese di settembre". Una foto al centro in alto, con dei mitraglieri di Danzica, la scena di un film in basso, buona qualità, ma non riesco a staccarmi dal titolo "Il futuro nei numeri" a centro pagina. E' in corsvo pesante. Proprio così, una scelta strana per un quotidiano, mi pare. Con le tecnologia dell'epoca era difficile unire le lettere, e infatti c'è una piccola fessura bianca dove le lettere dovrebbero congiungersi.
A memoria direi che sono caratteri Veltro, ma bisognerebbe controllare meglio. Lo stile comunque è quello.
A pagina 4 ci sono varie rubriche: Corriere Teatrale, sulle prime due colonne, Corriere Sportivo, Sulle altre due, Piccola Pubblicità, ossia gli annunci testuali, sulle restanti 4.
Nel Corriere teatrale rientrano gli Spettacolo D'Oggi in teatri e cinematografi, di Milano, sottinteso e, novità, nell'ultima trentina di righe, le "Radio-trasmissioni di oggi".
Sui numeri ristampati nelle settimane scorse non c'era niente del genere, dato che la radio non era stata ancora inventata, o comunque non erano iniziate le trasmissioni broadcast.
Non so se nell'immaginario collettivo circoli l'idea che prima esistesse un solo canale nazionale e poi siano stati aperti gli altri, come avvenne con la tv. Questo piccolo riquadro basta a sfatare il mito: il programma nazionale è suddiviso per città. In alcune città c'era una sola emittente, in altre ce n'erano due, in altre tre, numerate a numeri romani.
Quindi il palinsesto era impaginato così: prima i nomi delle stazioni sincronizzate tra di loro che trasmettevano la stessa trasmissione, in sans grassetto ("Roma I, Napoli I, Bari I, Bologna, Bolzano, Milano I, Torino I, Genova I, Trieste..."), poi il tipo di trasmissione che andava in onda in contemporanea da questi ripetitori, scritto in serif regular ("12.25: Radio sociale; 13.15 Musica varia..."), non in tabella ma tutto di seguito.
A prima vista c'è un po' di confusione, perché i ripetitori formavano gruppi diversi nel corso della giornata: se la mattina Roma I, Napoli I e Milano I trasmettevano lo stesso programma, nel pomeriggio-sera Napoli I trasmetteva lo stesso programma di Roma III, Napoli II lo stesso di Roma I mentre Milano I si sincronizzava con Roma II (tranne una trasmissione), per una sequenza di programmi che non trovavano posto sui ripetitori napoletani.
Dal punto di vista dell'ascoltatore, lo scenario era questo: la mattina si poteva scegliere tra due "canali" apparentemente anonimi, mentre il pomeriggio i "canali" diventavano tre, chiamati primo programma, secondo programma e terzo programma.
In gran parte si tratta di trasmissioni musicali, non c'è nessuna indicazione sugli orari dei giornali radio.
Non sono segnate le frequenze ma non ce n'era bisogno: se vi capita di vedere un apparecchio radio di quel periodo, i nomi delle località erano stampati direttamente sul quadrante in corrispondenza della frequenza. Trattandosi di onde medie, era possibile captare le trasmissioni dalle regioni vicine, e dopo il tramonto anche da quelle lontane.
Pagina 5 era quella del Corriere Milanese, con le notizie locali, tranne l'ultima colonna di Corriere Commerciale, stipata di quotazioni di titoli di stato, azioni, obbligazioni, materie prime.
Le notizie di cronaca locale sono scritte in una maniera che ci lascia parecchi allibiti. Titolo "Quei due uomini curvi / sotto un grosso peso", su una colonna, seconda riga più piccola della prima. E' il resoconto di due uomini fermati nella notte da un vigile notturno, con nomi e cognomi, mentre stavano portando via la biancheria stesa ad asciugare da due donne, con nome e cognome.
La colonna centrale si apre con un piccolo riquadro con nati, morti e matrimoni. Il bilancio era positivo: 44 nascite e 28 decessi, la popolazione milanese era cresciuta di 16 unità.
Subito sotto, "Un fachiro fuori servizio", titolo in serif corsivo e sottolineato. A quanto pare è un breve racconto che comincia con le parole in prima persona di un tale che dice di essere stato fachiro. Non l'ho ancora letto, ma mi sembra assurdo che sia tutto così compresso, mischiato e senza indicazioni.
Tra l'altro tutti gli articoli, inclusi quelli della prima pagina, sono anonimi, è impossibile risalire a chi li ha scritti.
L'ultima pagina si intitola "Recentissime" come la seconda, su sette colonne perché l'ottava è dedicata ai necrologi, in gran parte.
Il titolo di apertura è "L'ora decisiva", che ricalca quello della prima, così come "I polacchi rispondono alla proposta tedesca con la più aspra intransigenza", che ricalca una notizia già trattata in prima pagina in basso a destra. "Con la più aspra intransigenza" è scritto in caratteri grigi ombreggiati a destra e in basso. Ovviamente il grigio è ottenuto coi mezzitoni.
Il titolo potrebbe essere in qualche versione del Bloc.
Sotto c'è qualcosa della stessa consistenza del Cooper Black ma più goffo. La r ha una grazia inferiore protesa in avanti, la g ha un solo occhiello, la i ha una grazia inferiore accennata solo sulla destra, la a è a un solo piano. La t è parecchio spiovente in alto, la z è ondulata. La c ha una grazia superiore non a goccia.
Non ci dovrebbero essere le condizioni del tempo da qualche parte? Pare di no. Comunque questa è l'"Edizione del pomeriggio". I quotidiani all'epoca uscivano in varie edizioni giornaliere, in mancanza di tv all-news.
Il prezzo per "Italia Impero Colonie" era di 30 centesimi (di lira).
I prezzi di abbonamenti, supplementi e inserzioni erano stipati in prima pagina tra il nome del giornale e il titolo di apertura.
Oggi in quella fascia ci sono solo poche informazioni su due righe allineate ai lati, e scritte in caratteri leggeri. A sinistra nomi e numeri di telefono delle redazioni di Milano e Roma, a destra numero e mail del servizio clienti.
I prezzi dei supplementi e quelli di vendità all'estero oggi sono stampati nell'apposito riquadro a pagina 29, insieme ai nomi di direttore e vicedirettori, consiglio di amministrazione, elenco delle edizioni teletrasmesse, recapiti vari (tipografia, distribuzione, pubblicità...). E tiratura: mercoledì 159.136 copie.
Dopo avere visto la ristampa, sfogliare l'edizione moderna è uno shock. Sono 48 pagine, più 12 di cronaca locale. Gli spazi sono immensi: una pagina intera dedicata alle previsioni del tempo, con cinque cartine dell'Italia, per oggi, grande, e i prossimi quattro giorni, piccole, più quattro cartine per Asia e Australia, Nord America, Sud America e Africa, più una cartina con le isobare in Europa, più le tabelle per le temperature in Italia e all'Estero.
Una pagina solo per i programmi tv, organizzati in tabella: 7 canali nazionali in versione estesa, 14 in versione ridotta, con logo, più altri 14 riquadri con quelli della piattaforma Sky.
Alla piccola pubblicità è dedicata mezza pagina, con scritte ed etichette colorate ed evidenziate, anche se gli annunci sono pochissimi.
Alle quotazioni di borsa sono dedicati due terzi di pagina, con nomi e cifre scritti in maniera leggibile e spaziosa. Solo prodotti finanziari, però: le materie prime sono scomparse.
Nell'inserto locale c'è una pagina intera dedicata agli spettacoli dei cinema, con le scritte belle grosse, a cui si aggiunge un'altra tabella con i teatri e una con le mostre che riempiono metà della pagina a fianco.
Ah, una delle notizie di ieri era il restyling del sito del giornale, con qualche informazione a proposito dei caratteri usati. All'argomento è dedicata una pagina intera, con richiamo in prima, in alto a sinistra. Bisognerà andare a dare un'occhiata.






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