Isaac Pitman
Isaac Pitman è stato l'inventore del sistema stenografico più utilizzato nel mondo anglosassone, nel 1837.
All'epoca aveva 24 anni. Su Wikipedia c'è una sua foto in tarda età.
L'enciclopedia racconta parecchi aneddoti biografici e fornisce informazioni dettagliate sul sistema che ha inventato. Era un sistema fonetico, che trascriveva i suoni anziché le lettere, e suoni simili venivano resi con lo stesso segno, ma di spessore diverso. Un tempo si usavano pennini flessibili, che si aprivano di più aumentando la pressione, ma lo stesso effetto si può ottenere anche con le matite.
La stenografia è una tecnica di scrittura veloce, che serve per trascrivere per intero i discorsi mentre vengono pronunciati.
Una tecnica molto utile in alcune occasioni, ad esempio per verbalizzare le testimonianze in tribunale o le sedute del parlamento, un tempo era eseguita a mano, usando dei segni semplici e collegati tra loro che permettevano di comporre parole in un attimo. Oggi si usano strumenti meccanici dotati di una piccola tastiera come quella di un pianoforte. La tecnica si chiama stenotipia. La possibilità di registrare audio e di trascriverlo automaticamente con tecniche di intelligenza artificiale rischia di mandare in pensione questa tecnica.
Non possono esistere font in grado di trascrivere un testo come se fosse stato stenografato: l'esigenza di unire tutti i segni fa sì che ognuno di loro va attaccato là dove l'altro finisce, più in alto o più in basso di dove è cominciato. Mentre i caratteri tipografici si basano sull'idea che devono essere posti tutti sulla stessa linea, la scrittura stenografica si sviluppa di volta in volta in salita, in discesa, in obliquo, in avanti o anche un po' all'indietro.
Esistono due adattamenti del sistema di Pitman dedicati alla lingua italiana, uno messo a punto a Malta da Peter Paul De Cesare, e uno da parte di Giuseppe Francini. Nessuno dei due ha preso piede nell'uso comune.
A quanto pare di capire dalla pagina in italiano di Wikipedia dedicata alla stenografia, non c'è mai stato in Italia un sistema unico che abbia prevalso su tutti gli altri, ma erano ammesse delle scuole diverse.
Accanto all'articolo il sito permette di vedere immagini in cui si possono confrontare i vari sistemi stenografici esistenti. A prima vista sembrano tutti uguali: basati su linee, semicerchi, al massimo qualche cerchietto alle estremità. Tuttavia le regole variano molto da un sistema all'altro.
Nella pagina di Wikipedia si può vedere anche la tomba di Heinrich Roller, che aveva inventato un sistema stenografico in uso in Germania.
Dopo le consuete iscrizioni in lettere latine, compare una riga di testo scritta in maniera stenografica.
La dedica in tedesco dice: "Al loro maestro, i suoi giovani in segno di gratitudine e venerazione".
Un'altra scritta stenografica è in alto, al disopra del nome.
Una curiosità: marzo in tedesco si dice marz, ma con il segno di dieresi, o umlaut, al disopra della a.
Su questa lapide però i due punti non sono messi al disopra della A maiuscola, ma a sinistra e destra della vetta, in maniera da non occupare spazio sopra.
Una soluzione che non credo si trovi nei font moderni, visto che non sarebbe coerente con gli altri accenti che comunque non trovano spazio ai lati.
In questo caso credo sia stata una scelta stilistica, ma anticamente in tipografia gli accenti sulle maiuscole potevano creare problemi, tant'è vero che si era costretti ad abbassare alcune lettere per farci entrare l'accento senza occupare spazio. Coi font digitali non ci sono limitazioni di sorta sull'ingombro degli accenti, che al limite possono anche estendersi in parte al disopra della linea immaginaria che delimita la parte superiore del carattere.
Questo potrebbe creare sovrapposizioni con le lettere soprastanti, ma i programmi di videoscrittura prevedono anche automatismi che regolano l'interlinea in maniera diversa a seconda del font, senza bisogno di fare mente locale a questo problema.
Su Wikipedia in italiano non c'è un articolo dedicato a Roller, che invece è presente in inglese e in poche altre lingue





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