News No.14

Ho trovato su internet il Pdf di un vecchio corso per tecnici radio. 

Nell'introduzione ci si vantava del fatto che a differenza di altri corsi che circolavano all'epoca, che erano battuti a macchina e ciclostilati, questo era impaginato in tipografia, quindi in qualità migliore. In ogni pagina ci entrava l'equivalente di tre pagine di testo battuto a macchina. 

Il titolo dei capitoli è in un serif con contrasto ed estremità scampanate, il titolo dei paragrafi è in un bel sans serif dall'aspetto un po' rétro, col punto sulla i tondo, il testo è in un bel serif chiaro e rilassato, con parecchia interlinea. 

L'introduzione è in dimensione più piccola e in caratteri slab con la tipica a a un solo piano ma con doppia grazia, una sopra e una sotto sulla destra, una soluzione che nei font moderni non si usa praticamente più. 

Ma torniamo al testo: prendo una parola, "Quando", e la mando a What Font Is per identificare il carattere usato.

La Q ha la coda che inizia sul lato interno e finisce su quello esterno, come nel Century, roba che andava di moda all'inizio del secolo scorso. 

Il fascicolo comunque era stato stampato nel 1961. Una Q strutturata in questa maniera oggi compare nella testata del Fatto Quotidiano. 

Ma si riesce a risalire a un font specifico?

Il primo risultato fornito dal sito è Sandoll Achim Medium. Un font che nessuno ha mai sentito nominare perché è pensato per la lingua coreana. Chissà da dove hanno attinto le lettere latine, i disegnatori della fonderia Sandoll. 

Al secondo posto c'è il Domaine Text, dai tratti più delicati, disegnato dal Kris Sowersby per Klim nel 2013. 

Troviamo poi Morison Light, di Emil Bertell e Teo Tuominen, 2019, Fenotype, anche questo con estremità troppo delicate. 

Segue il Victorian Orchid Light, di Ryoici Tsunekawa, 2018, Dharma Type, con una g dall'aspetto molto singolare. 

Scorro la lista fino al ventesimo posto, dove trovo il News No. 14 Regular, che ha un nome che mi ispira. 

Mentre oggi i caratteri tipografici vengono associati a un nome caratteristico, oltre che al nome del disegnatore, un tempo venivano trattati da prodotti industriali come tanti altri. Conoscete il nome del disegnatore che ha realizzato il disegno sul pacco dei biscotti che avete comprato al supermercato? Sapete il nome di chi ha disegnato i fari della vostra macchina? Ne esiste una classificazione univoca? Idem con i caratteri tipografici. 

Il News No. 14 evidentemente era pensato per ottimizzare lo spazio sui giornali. E in cosa si distingueva dal 13 o dal 15, che non hanno lasciato nessun ricordo? Non si sa. 

Il sito di Identifont dice solo che è stato pubblicato da Monotype Imaging, ma non fornisce né il nome del disegnatore e neanche l'anno. 

Tra i caratteri simili ci mette, tra gli altri, Miller Text, Egizio, News 702, Century 731, Excelsior. 

Con l'apposito strumento messo a disposizione dal sito si possono confrontare a vista i vari font. 

Ad esempio viene fuori che il Miller ha la t con la cima piatta, la a con codina all'insù e la R con gamba che ha un piede che punta a destra, laddove il News No.14 ha l'estremità di destra della R che si arriccia all'insù. 

Messo a confronto col News 702, il News No.14 risulta pressoché uguale. L'unica differenza rilevata dal sito è che il simbolo della sterlina qui forma un occhiello in basso a sinistra mentre nel 702 no. A guardare bene si nota che anche se la concezione delle lettere è la stessa, quelle del News sono più larghe. 

Il Century 731 sembrerebbe un'altra versione del News 702, né più né meno. 

Tra l'Excelsior e il News No. 14 il sito non rileva nessuna differenza, anche se visivamente si nota che il primo è leggermente meno ingombrante, in orizzontale. 

Una caratteristica che noto è il modo in cui è disegnata la f. Con le tecnologie che c'erano all'epoca per la composizione a caldo, dove i caratteri venivano realizzati in automatico sul momento usando piombo fuso, era complicato fare in modo che i tratti di uno invadessero lo spazio di quello adiacente. Così, l'estremità superiore della f che oggi nei serif viene spesso disegnata allungata in avanti, qui era ripiegata su sé stessa in una maniera che a noi sembra insolita, ma che all'epoca era comune anche nei Garamond e Baskerville. 

All'epoca? Quale epoca?

L'Excelsior è datato 1931, firma Chauncey H Griffith. 

Il Miller invece è del 1961. Le versioni digitali riportano varie firme, tra cui quella di Morris Fuller Benton. 

Il News No. 14 si trova in vendita solo su My Fonts, ma è inutile visitare la piattaforma alla ricerca di informazioni: non c'è scritto nulla nella descrizione, se non la data di debutto sul sito, 12 dicembre 2001. 

Invece di impegnarsi a scrivere una descrizione, ci si è impegnati ad accatastare una caterva di tag, che riempiono ben quattro righe. Ne riporto alcuni: english slab, heading, legible, elegant, scotch roman, 1900s, 20th century, ads, advertisement, american. E poi architect, building, business cards, catalogs, central european, dictionary, encyclopaedia, invitation, lexica, magazine, manuals, newsletters, newspapers, professional e... sans serif

Perché taggare sans serif un font serif? Boh. 

Il solito problema dei tag: non esiste un modo di classificazione centralizzato, alcuni font hanno solo i tag essenziali, altri ce ne hanno tutti quelli che sono venuti in mente. Il risultato è che quando un grafico cerca qualcosa di adatto alle sue esigenze esce una valanga di roba che non c'entra niente e magari quello che andrebbe bene per lo scopo non c'è. 

L'intelligenza artificiale non sa nulla di più. Quella di Google mi restituisce oltre alle informazioni di base il paragrafo "Possibili confusioni correlate", in cui mi dice "a seconda del contesto potresti riferirti a: News Gothic, Dimensione del carattere o Base 14 fonts". 

Il News Gothic è un senza grazie firmato da Fuller Benton, non c'entra niente col Century. 

La dimensione del carattere "news" in 14 punti non ho idea di dove l'abbia attinta. 

E i 14 font di base sono quattordici tipi di carattere standard preinstallati su quasi tutti i sistemi. 

Secondo chi? Boh!

Faccio un'altra ricerca sul motore, e viene fuori una scarna pagina di Enfocus che elenca gli "standard 14 fonts" che sono... 13! Ma come?!?

In pratica ai 13 dello standard Postscript, Times, Helvetica, Courier e Symbol, ci aggiunge lo Zapf Dingbats.

Non vi tornano i conti? Ciascuno dei primi tre vale quattro, perché disponibile in quattro stili: Regular, Italic, Bold e Bold Italic. 

La pagina riporta l'indicazione "Copyright 2017", ma ho come l'impressione che descriva uno scenario di almeno un paio di decenni precedente. 

Un'alternativa gratuita al Century Schoolbook potrebbe essere il Tex Gyre Schola, che fa parte di un pacchetto di font pensati per sostituire quelli più popolari. 

Lo Shoolbook originale è datato 1901-1934 su Identifont, ma altrove ho trovato altre date. 

Il sito lo classifica come simile al Miller Text e all'Excelsior, ma la codina della Q è molto più rigida e rattrappita. 

Commenti

Post più popolari