Shadows Into Light

C'è un politico locali milanese che si chiama Luca Rampazzo. Il suo nome sul suo sito ufficiale è scritto in lettere handwriting stampatelle, bianco su fondo blu. 

Riusciamo a identificare il font con gli strumenti automatici disponibili sul web?

My Fonts inizia con qualcosa di sporco, Eugenia Regular, seguito da Koffiesta Regular che ha una z con tratto discendente e dall'Hyperwave Three che ha solo le lettere maiuscole. 

Più avanti troviamo anche qualcosa di più simile, ma nessuna corrispondenza esatta. 

What Font Is invece indovina al primo colpo: Shadows Into Light Regular, dice, e l'etichetta è quella di Adobe. 

Cercando con Bing il nome, però, il primo riferimento manda a Google Fonts dove il font può essere scaricato gratuitamente.

Solo che qualcosa non mi quadra: il font che si vede sul sito è un italico, ossia l'asse inclinato in avanti, e ha delle controforme striminzite per via dei tratti più spessi. 

Il font è disponibile sulla piattaforma in un solo stile soltanto. Tuttavia un qualsiasi programma di videoscrittura o di grafica ha dei pulsanti standard che permettono di creare in automatico il grassetto e il corsivo a partire da qualunque font: se c'è il Bold installato, attingono le forme da lì, altrimenti procedono in automatico. 

Quello che viene fuori può essere accettabile nell'uso comune, ma non è detto che sia quello che avrebbe fatto un disegnatore in carne ed ossa. Ad esempio vediamo che sulla pagina del politico la R e la a si toccano, cosa che non succede nella versione di base del font, e che normalmente non succede anche nella versione grassetta, anche se trattandosi di un handwriting c'è una certa tolleranza per le irregolarità. 

Dal punto di vista della spaziatura delle lettere, noto che la scritta ha ereditato un problema che esisteva anche nel font originale: le due z sono molto distanti tra di loro. 

Questo dettaglio dipende dalla loro forma: a sinistra della prima z della parola Rampazzo la a è molto vicina, mentre la parte destra della seconda z praticamente tocca la o. Insomma, non si può ridurre il valore della spalla destra o di quella sinistra. Il problema, se non si vuole cambiare la forma della lettera, si può risolvere solo col kerning, ma la coppia zz non è di quelle che vengono tenute d'occhio quando si lavora a questo aspetto del font. 

L'autrice è Kimberly Geswein. "Questo carattere pulito di scrittura a mano ha un tocco femminile", dice la descrizione, "è perfetto per aggiungere un tocco personalizzato al tuo progetto". 

Su Google Fonts ci sono altri 21 tipi di carattere realizzati dalla stessa disegnatrice, tutti handwriting, incluso il Love Ya Like A Sister che è uno slab serif stampatello ma disegnato in maniera sketch, ossia a mano. 

C'è anche qualche calligrafico a lettere unite: Cedarville Cursive, La Belle Aurore e Dawning of a New Day. 

Il nome della Geswein compare anche in uno straniero, il Liu Jian Mao Cao, dove si è occupata di aggiungere le lettere latine in un font che riproduce la scrittura cinese del calligrafo Liu Zhengjiang. 

Comunque What Font Is non aveva mentito: lo Shadows Into Light si trova anche sulla piattaforma di Adobe, sempre in un solo stile.  

Da lì credo che non possa essere scaricato al volo, ma utilizzato dagli iscritti al servizio. Un banner promette oltre 5.000 font gratuiti presenti sul sito, 3 dei quali sono della Geswein: oltre a questo, il Gloria Hallelujah e l'Indie Flower. 

Ah, mi era sfuggito un dettaglio: su Google Fonts c'è anche lo Shadows Into Light Two, che è una versione evoluta di questo carattere. 

Si possono confrontare a vista i due lavori?

Provo a farlo sulla piattaforma Identifont, ma oggi è una giornata no. Il sito "ha rifiutato la connessione", mi dice il browser. E' parecchio ormai che la piattaforma sta riscontrando questi problemi. 

Un vero peccato perché molte delle sue funzionalità sono uniche e non si trovano altrove. 

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