Alhambra
C'è in giro un organizzatore di eventi che non ha un logo vero e proprio: continua a cambiare font sui manifesti per scrivere il suo nome.
Nelle ultime settimane sta usando un carattere in cui le lettere latine sono disegnate in uno stile ispirato alla scrittura araba.
La S si assottiglia verso l'alto terminando con un tratto obliquo in salita, la o sembra la cupola di una moschea, la e ha un tratto centrale molto spesso, sulla linea di base, e un tratto discendente. Sotto la m ci sono due puntini.
Mi basta passare un paio di lettere a What Font Is e arrivo in un attimo al risultato: il font è l'Alhambra Deep, di Harold's Font, scaricabile da Dafont con licenza 100% gratis, online del 2006.
La famiglia comprende due stili, dove il Deep ha i tratti più spessi rispetto alla versione di base, e in ogni file sono presenti due varianti per ogni lettera.
L'Alhambra è un palazzo fortificato che si trova nella città di Granada, in Spagna, costruito nel Duecento durante la dominazione araba.
Nella versione minuscola del font il tratto orizzontale sulla linea di base si estende sia a sinistra che a destra di ogni lettera. Al posto delle maiuscole ci sono di nuovo le minuscole, ma stavolta col tratto orizzontale che spunta solo a sinistra.
E questa è la versione usata nei manifesti degli eventi che ho visto io su Instagram.
Il font è catalogato ovviamente tra Stranieri/Arabo. Nelle ultime ore ha totalizzato 210 download, classificandosi al terzo posto dietro Awaly di Afkari Studio e Hidayatullah di ARToni.
Dei tre è quello che più somiglia alla scrittura araba. Il primo è a lettere separate, e ogni tanto c'è qualche coppia di puntini o qualche svolazzo orizzontale, il secondo è un corsivo calligrafico con tagli a 45 gradi e qualche svolazzo.
I font di questa categoria non sono pensati per scrivere in arabo, ma contengono le lettere latine ridisegnate in stile arabeggiante.
L'ultimo della lista è il povero Aisyahu di Dhabee Studio, con lettere tracciate a pennarello, svolazzi sconclusionati e coppie di puntini disposti in verticale in posti un po' improbabili.
Per quanto riguarda Harold's Fonts, l'Alhambra è il più scaricato dei 49 lavori che ha caricato sul sito.
Al secondo posto troviamo l'Aardvark Cafe (Fantasia/Varie), senza grazie grassetto italico con qualche originalità nelle maiuscole, e al terzo il Will & Grace (Basico/Varie), che mischia tondo, corsivo e maiuscoletto.
Al quarto posto c'è l'Heartland (Vacanze/San Valentino), lettere disegnate a mano con cuoricini bianchi sovrapposti.
Nella lista noto anche lo strano Candide, un dingbat realizzato con una manciata di disegni di un corpo umano stilizzato in posizioni un po' strane.
Il meno scaricato di questo autore è il Mean 26 Sans, che sembra un normale senza grazie con la differenza che vengono pasticciate insieme le maiuscole e le minuscole.
Tendenzialmente è un maiuscoletto, dato che non vediamo tratti ascendenti o discendenti, ma alcune lettere hanno la forma maiuscola altre la forma minuscola.
Poco più su troviamo anche la versione serif.
Scorrendo la lista troviamo tante soluzioni bizzarre che attirano l'attenzione.
Nel Vedette per esempio le lettere sono ruotate di 90 gradi in senso antiorario, in bianco sul fondo nero di una pellicola cinematografica.
Nel Subtext si intravedono in bianco alcune lettere serif, al disopra di maiuscole sans.
Nell'Essene Dingbat invece vediamo alcuni simboli astronomici evidentemente ripresi da un vecchio calendario o almanacco, con tutte le imperfezioni della stampa d'epoca.
In realtà non si tratta di un progetto portato a termine, ma solo abbozzato. Vediamo solo alcuni dei segni zodiacali, il sole, la luna, il mare e altri simboli strani, ma alla P maiuscola il set è già finito, tutto il resto del font è riempito di rettangoli vuoti.
Non c'è neanche una descrizione che dica da dove arriva l'ispirazione.





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