Biancoenero

Cercavo qualcosa su Google a proposito dei font scelti per il Salone del Libro di Torino, ma non ho trovato niente di pertinente. L'IA Overview però, sentendo parlare di editoria, accennava al font messo a punto dalla casa editrice Biancoenero per garantire l'Alta Leggibilità. Non è la prima volta che ci imbattiamo in questo tipo di carattere: l'abbiamo visto in uso sul supplemento per ragazzi del quotidiano Avvenire. 

Il font è stato realizzato sforzandosi il più possibile di rendere le lettere facilmente riconoscibili al primo sguardo, tenendo conto anche del fatto che esistono persone con problemi di lettura che fanno fatica a distinguere lettere troppo simili fra di loro. Così ogni lettera qui è dotata di caratteristiche distintive che servono ad evitare confusione. 

A prima vista qualcuno potrebbe essere disorientato dalle incoerenze stilistiche: la b ad esempio non ha grazie, mentre la n ha grazie robuste alla base di ciascuna asta, e ad entrambi i lati. E' un serif o un sans? Né l'uno né l'altro, è una via di mezzo, ma appunto c'è un motivo se si è deciso di fare queste scelte. 

Ho preso la parola "biancoenero" e l'ho mandata a What Font Is per vedere se conosce qualcosa di simile. Il font esatto non è uscito tra i risultati perché non può essere acquistato sulle normali piattaforme ma solo sul sito ufficiale. E nemmeno bisogna per forza pagare: per usi non commerciali viene fornito anche gratuitamente, basta chiedere. 

Il risultato più simile, secondo la piattaforma, è il Brix Slab Cond Regular, disponibile su Adobe. 

Mi pare un pochino più pesante e compatto, e già questo influisce sulla leggibilità perché se le lettere sono ravvicinate tendono a confondersi fra di loro. Ed è un carattere coerente dal punto di vista stilistico: troviamo grazie slab sulla n, sulla b, perfino sulla c

Al secondo posto il sito suggerisce PT Sans Caption Regular, che invece è un senza grazie. 

Al terzo posto c'è un altro sans, il Foro Sans Regular. 

Tra i risultati rilevanti troviamo anche l'Haboro Soft Norm Regular da Creative Market. E sulla stessa piattaforma si trova il Corporative Alt Otf, dove però abbiamo una e senza angoli e una a a un solo piano, facilmente confondibile con la o

Poi viene l'Henderson Slab Basic Regu, da My Fonts, che ha le lettere molto più spaziate, ed è uno slab in cui la a ha grazie sia sopra che sotto, sull'asta di destra, una soluzione molto insolita nei font moderni. 

Tra i font gratis per uso personale al primo posto il sito propone lo Zilla Slab, seguito da un sans, Avancement 2020.

Poi troviamo un altro slab, Amazing Slab Trial Regu, con una n disegnata come in un upright italic. 

Ancora uno slab, Cherry Swash, poi un mono, Sometype Mono Regular. 

Twentytwelve Slab Regular e Arvo sono altri due slab simili.

Al decimo posto ci mette il Josefin Slab Regular, che non considererei proprio un'alternativa, per via dei tratti ascendenti molto alti. Anche qui la a è disegnata sulla base di un cerchio come la o

Ricordavo che a chi non era iscritto What Font Is non forniva i risultati attinti da Google, ma chissà da quanto questa funzione è stata sbloccata senza che nessuno mi abbia avvisato. 

Tra i caratteri di Google Fonts più più simili al Biancoenero, il sito consiglia PT Sans regular, Zilla Slab Regular, Sarala Regular, Sometype Mono, Kay Pho Du, Bitter, Hepta Slab, Arvo Regular e Maven Pro Regular. 

Chiaramente i risultati dell'intelligenza artificiale vanno presi per quello che sono: il Bitter 500 ad esempio è un serif con un po' di contrasto. Le lettere sono più scure e più ravvicinate. Guardare un testo composto con questo font non dà affatto una sensazione simile rispetto a guardare un testo composto in Biancoenero. 

Chiaramente per rendere leggibile un testo non basta scegliere il font giusto, ma bisogna agire anche su altri parametri, la dimensione prima di tutto, poi l'interlinea, senza tralasciare i margini e i colori. 

Il supplemento per ragazzi di Avvenire impaginava il testo in dimensione abbastanza grande. 

Di recente si è parlato di quest'argomento anche sui media mainstream, quando il Dipartimento Di Stato americano ha sostituito il Calibri col Times New Roman, considerando quest'ultimo più autorevole. 

Ne è nato un putiferio, dovuto al fatto che il Calibri era stato consigliato da una commissione per l'inclusività in quanto era considerato più leggibile da persone con problemi visivi. Dato che c'è la politica di mezzo è sembrato quasi che l'amministrazione volesse rendere illeggibili i suoi documenti senza motivo: in realtà il Times New Roman era stato il font ufficiale della stessa amministrazione fino a un paio di anni prima, e per giunta la dimensione del testo sui documenti ufficiali è stata fissata in corpo 14, ben più del corpo 12 impostato come default dai principali programmi di videoscrittura. 

Chiaramente i giornalisti non sono andati a intervistare gli esperti e tantomeno le persone affette da disturbi collegati con la lettura, per chiedere loro se è davvero così impossibile leggere il Times New Roman corpo 14 su un foglio stampato. 

Era uno spasso leggere articoli sui siti web in cui venivano elogiati i caratteri senza grazie perché più leggibili di quelli con grazie, e poi vedere come sui social gli utenti prendevano in giro i giornalisti per il fatto che quegli stessi articoli erano scritti in caratteri con grazie. Se i senza grazie sono più inclusivi, perché scrivete usando caratteri con grazie?

Il Times New Roman risale agli anni Trenta del Novecento, ed è stato pensato per rendere più leggibili gli articoli del quotidiano londinese Times, stampati con inchiostro su carta, ottimizzando lo spazio. La forma delle lettere e le proporzioni sono molto tradizionali. 

Col passare del tempo cambia la sensibilità delle persone, si dà importanza a fattori diversi, e i caratteri tipografici si sono evoluti. Fino a pochi anni fa si sconsigliava di usare i serif sul web, perché erano meno leggibili rispetto ai sans. Ma ci si riferiva a quei serif ottimizzati per la stampa su carta, su quei monitor a tubo catodico che si usavano all'epoca. Oggi la definizione dei monitor è migliorata, e sono stati realizzati nuovi caratteri serif ottimizzati per il digitale, quindi quello che si diceva alcuni anni fa non va più interpretato nello stesso modo. Infatti molti siti web anche disegnati bene sono impaginati in caratteri serif, scegliendo fra quelli più adatti rispetto al Times New Roman. 

Il sito ufficiale della casa editrice Biancoenero elenca molte delle istituzioni che hanno scelto di usare questo tipo di carattere. 

L'impostazione attenta al design si nota anche nella scelta del genere: il sito non parla del font ma della font, al femminile. Di solito in ambito informatico se ne parla al maschile, in quanto sinonimo di tipo di carattere, mentre chi ha studiato design ne parla al femminile, perché l'originale francese era femminile: la radice della parola font è la stessa del verbo fondere, e la font era il risultato della fusione, al femminile, all'epoca in cui i caratteri si ottenevano versando metallo fuso in uno stampo. 

Su DsyWay ci sono alcuni suggerimenti riguardanti font ideati specificamente per persone affette da dislessia. 

Il Biancoenero non è neanche preso in considerazione, così come non si parla dell'EasyReading in uso su Topolino, ma vengono citati Dyslexie Font, Lexend e Sylexiad. 

Tuttavia quantificare i benefici in generale è abbastanza difficile. Lo stesso sito ammette: "La ricerca scientifica presenta risultati complessi e talvolta contraddittori. Uno studio su Applied Ergonomics ha testato Open Dyslexic contro Arial e Times New Roman, mostrando che non ci sono state differenze significative nella velocità di lettura o errori. Alcuni partecipanti hanno addirittura mostrato prestazioni peggiori". 

Cercando su My Fonts "dyslexia" il primo risultato che viene proposto è il Cambridge Round di Nicholas Garner, Avp, 2010. 

La descrizione non dice nulla di specifico. La a è quella a un solo piano. Il dettaglio che si nota di più nell'anteprima automatica del sito è la q, che ha una grazia all'estremità del tratto discendente che si allunga verso destra che normalmente i disegnatori non mettono in questa lettera, e che in questo caso potrebbe servire ad aumentare la sua riconoscibilità. 

Il Cambridge Rounded è una versione arrotondata del Cambridge. La descrizione di questo font accenna al fatto che sono state "rimosse ambiguità tra lettere dalla forma simile". Da cui i tag "dyslexia" e "legible", che si aggiungono a "clear", "easy" e "schoolbook". 

La famiglia comprende vari pesi e varie larghezze, che possono influire sul livello di leggibilità finale del testo: un conto è usare il Cambridge Light, un conto è utilizzare il Cambridge Light Cond Italic. 

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