Cronache di Norimberga, Koberger, Rotunda Veneta
Sul sito della Biblioteca dell'Università dell'Arizona c'è un articolo che parla del ruolo della stampa nella diffusione delle idee della riforma protestante. Accanto all'articolo ci sono alcune pagine di libri quattro-cinquecenteschi. Ma mentre la seconda ha qualcosa a che vedere con l'argomento, la prima è la pagina del Liber Chronicarum di Hartmann Schedel che parla di Perugia.
L'indicazione dice "Nuremberg 1493".
Il testo è in latino, suddiviso su due colonne molto spaziate tra di loro ma senza linea di separazione. Capolettera da tre lettere, testo giustificato senza mai andare a capo prima della fine della riga. Le maiuscole sono rubricate, ossia contrassegnate da un segnetto rosso. La parte superiore della pagina contiene un'illustrazione a colori della città murata. Si nota il verde dei prati e l'arancione dei tetti e di alcuni mattoni.
Il carattere utilizzato è gotico.
Cliccandoci sopra è possibile vedere la pagina in alta definizione e dettagli di altre pagine dello stesso libro.
Schadel è presentato come "creatore", mentre alla voce "editore" c'è il nome di Anton Koberger di Norimberga.
Le Cronache di Norimberga sono uno degli incunaboli più importanti, dice l'articolo di Wikipedia in italiano dedicato a questo stampatore.
Nella sua bottega erano operativi "ventiquattro torni a stampa" (torchi, immagino), e alle sue dipendenze c'erano 100 operai, tra stampatori, compositori, fonditori di caratteri e miniatori.
Riuscì a lasciare in eredità la sua attività ai figli, che però tra incapacità e disaccordi la chiusero nel 1526, comunque una ventina d'anni dopo la morte del fondatore.
Tra le opere venute fuori da questa stamperia c'è anche un'edizione illustrata della Bibbia in alto tedesco, nel 1483, con testo tratto dalla Bibbia tedesca stampata da Zainer nel 1470.
Molti pensano che quella di Lutero fosse la prima Bibbia in tedesco ad essere stampata, ma in realtà seguì di 50 anni quella di Zainer, e comunque era in basso tedesco.
Le Cronache di Norimberga ebbero una tiratura molto alta, tra le più alte dell'epoca, anche se l'enciclopedia non fa nessuna stima. Erano disponibili in tedesco e in latino. In breve ne uscirono anche copie pirata.
Comunque, prendo una parola a caso, "acheis" dalla pagina e la passo a What Font Is.
Che restituisce come primo risultato un font molto somigliante, Rotunda Veneta Regular, dalla piattaforma Adobe.
Le proporzioni sono esattamente le stesse. Cambia qualche dettaglio, ad esempio nella a c'è la codina all'insù, in basso a destra, mentre nell'originale la lettera finisce con l'asta allargata e un taglio obliquo.
Il sistema di riconoscimento automatico delle lettere scambia la e con una c e la h con una b, dato che la gamba piega verso l'interno, ma questi errori possono essere corretti a mano. Non mi fa correggere invece la i che me la rifiuta in blocco. La lettera ha un accenno di puntino spostato a destra rispetto all'asta verticale, e leggermente più basso di dove ce lo aspetteremmo.
Al secondo posto la piattaforma propone Amerbach 883, da Creative Fabrica, che crea una parola meno compatta, la spaziatura tra le lettere lascia un po' a desiderare.
Al terzo posto c'è il MOANQ da Creative Fabrica, adatto ad usi display a giudicare da come sono disegnati i tratti sottili.
Sempre da Creative Fabrica arrivano il Rising Sun, il Nicolaus Kesler, che ha una c un po' goffa e l'Ammerbach 883 Bold.
Il successivo Murisa Malcom Regular ha i contorni morbidi ma una a a un solo piano. Per usi display è anche il Cresci Rotunda da My Fonts.
Nella sezione Gratis Per Uso Personale il primo della lista è il Goticsche Missalschrift, con la h molto chiusa, segiuto dal Quaerite Regnum Dei, che già abbiamo visto, e che però mi ricorda più il testo dei grandi messali che quello delle cronache, e ha una a il cui tratto superiore non si chiude completamente su sé stesso.
Più giù troviamo il Typographer Rotunda, spigoloso ma un'ottima alternativa. Poi ci si allontana un po' dal modello e si scende anche in termini di qualità.
Fonts In Use conosce il Rotunda Veneta e scrive che si tratta del revival di un carattere realizzato a partire dal 1474 da Nicolas Jenson.
Jenson, francese, lavorò a Venezia, da cui il nome del font. Olocco è italiano, di Bolzano, e la fonderia è CAST, Cooperativa Anonima Servizi Tipografici.
Il Rotunda Veneta è sul mercato dal 2020, ma al sito non ne è stato segnalato nessun uso.





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