Fabbrica di libri coreana
Tre anni fa è stato caricato su Youtube un filmato di un quarto d'ora che mostra come vengono stampati i libri in una fabbrica in Corea.
Il montaggio è ben fatto e ordinato, ci sono solo i suoni d'ambiente, attivando i sottotitoli è possibile leggere in italiano la descrizione di quello che sta succedendo.
Si parte da un file presente sul computer, col testo e le immagini del libro. A partire da questo bisogna realizzare le lastre da inserire nelle macchine di stampa. Le lastre sono molto ingombranti, tutti gli spostamenti avvengono tramite macchinari particolari.
Una macchina sviluppatrice trasferisce il testo sulle lastre.
La stampa avviene col metodo offset, un metodo planografico: non ci sono parti in rilievo sulla lastra. Grazie ad alcuni principi chimici particolari, l'inchiostro aderisce solo sulle parti della superficie trattate in un certo modo.
La pressa è un macchinario che si estende parecchi metri in lunghezza, dato che ogni componente può montare una sola lastra e stampare in un solo colore. Per una stampa full color servono quattro componenti per i quattro colori fondamentali (ciano, magenta, giallo, nero) ed eventualmente altri quattro se si vuole stampare nello stesso passaggio anche l'altra facciata del foglio.
Le lastre vengono montate e smontate a mano nella pressa dagli operai.
Un operatore controlla il risultato e aggiusta i settaggi su un monitor: le stampe successive dei diversi colori sullo stesso foglio devono sovrapporsi alla perfezione.
La didascalia dice che la stampa è molto veloce, ma non specifica quanto. Possibile una decina di copie al secondo?
Sulla pressa si legge il nome Speedmaster. Il sito StampaMedia dice che le ultime Speedmaster, nel 2022, sono in grado di stampare 21mila fogli l'ora. Quelle precedenti erano sui 16-18mila fogli l'ora.
A quanto pare ho esagerato nella mia stima: 21mila l'ora significa quasi sei al secondo.
Le risme coi fogli stampati vengono poi prese a mano dagli operai che le posizionano nella taglierina, eliminando striscioline di carta in eccesso dai bordi. Il foglio resta comunque intero: su di esso sono stampate otto pagine, a quanto vedo.
A questo punto i fogli vengono caricati a mano su una macchina che li preleva uno alla volta, a una velocità spaventosa, e crea i vari fascicoli che poi dovranno essere rilegati.
C'è una lunga fila di macchine, ognuna delle quali aggiunge un fascicolo al libro che sul nastro trasportatore si va gradualmente formando. A caricare i fascicoli sulle macchine c'è comunque personale umano.
Il libri passano poi nella macchina cucitrice, che con una serie di aghi lega rapidamente le pagine del fascicolo.
Poi sul dorso viene applicata della colla, in automatico, e i libri passano su ventole e fonti di calore che la fanno seccare in fretta.
L'operazione della rifinitura dei bordi delle pagine stavolta viene fatta in automatico da una taglierina che con una lama taglia le pagine dal lato lungo e con altre due le taglia dai lati corti. Basta poco più di un secondo per compiere entrambe le operazioni.
Ad ogni volume viene poi applicata la copertina rigida.
Alla fine vengono formate delle colonne in cui il dorso si trova una volta da una parte e una volta dall'altra, grazie a un piatto che ruota i volumi in arrivo alternativamente di 90 gradi in senso orario o antiorario.
Il video si conclude così.
Tra i video consigliati Youtube suggerisce altri filmati riguardanti la produzione industriale, ma nessuno riguardante la tipografia.
Gutenberg farebbe fatica a riconoscere l'attività che ha inventato lui, che nel Quattrocento era completamente diversa. Ai suoi tempi i fogli dovevano essere messi e tolti a mano dalla pressa, uno alla volta così come la forma coi caratteri in rilievo doveva essere inchiostrata a mano tra un foglio e l'altro. La velocità di stampa non poteva superare le due o tre pagine al minuto.
Il suo laboratorio lavorava con due o quattro torchi contemporaneamente. La composizione del volume coi vari fascicoli stampati in giorni diversi doveva essere fatta a mano. Così come il processo di rilegatura dei libri: anziché vari aghi che agiscono in contemporanea, c'era un solo ago nella mano del rilegatore. E per rifinire le pagine bisognava fissare il libro in una morsa, uno alla volta. E non c'erano copertine in cartone da incollare in un colpo solo.
Per portare a termina la produzione di 180 copie della sua Bibbia, Gutenberg impiegò tre anni, terminati il 23 febbraio 1455.





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