Gutenberg senza un centesimo

L'altro giorno Youtube mi ha fatto vedere un documentario originariamente in lingua inglese mettendoci di default, anche se non l'avevo chiesto, il doppiaggio automatico in italiano. Veniva fuori l'assurdità che Gutenberg aveva stampato la Bibbia nelle minere. Per fortuna erano accesi anche i sottotitoli in inglese, così ho capito al volo dov'era l'inghippo: l'audio originale diceva "Mainz", ossia la città tedesca di Magonza, mentre l'IA a orecchio lo ha interpretato come "mines" ossia miniere, in inglese! Gutenberg era nella città di Magonza, non nelle miniere!

Ho fatto una ricerca su Google per vedere se questo malinteso ha già creato danni da qualche parte. Sembra di no. La cosa più vicina che ho trovato è un'immagine di Gutenberg in una stanza buia con le pareti e il soffitto di legno, che fa luce con una candela a forma di lettera A, in stile sans serif (che venne inventato quattro secoli dopo). 

E' la scena iniziale di un breve video caricato da Webrainiacs su Instagram, messo insieme con un testo palesemente prodotto dall'intelligenza artificiale e con immagini pure generate artificialmente, in stile fumetto a colori. 

Vediamo il giovane Gutenberg alle prese con degli ingranaggi di legno che sta provando a fissare in un telaio appoggiato su un banco da lavoro: una cosa totalmente diversa dalla pressa da stampa, che non aveva ingranaggi a parte la vite centrale, ed era alta due metri, non si appoggiava certo su un tavolo. 

Il narratore racconta come poco prima dell'inizio della vendita della Bibbia, tutti i libri stampati e le attrezzature finirono nelle mani del suo finanziatore Fust, che gli aveva prestato i soldi per iniziare l'attività. "Gutenberg, il padre della comunicazione di massa, morì quasi senza un centesimo, mentre il suo ex socio diventava ricco vendendo i libri stampati da lui". 

La sua invenzione si diffuse come un incendio, dice il narratore, e qui si vede una cartina dell'Europa che va a fuoco, su un tavolo, mentre Gutenberg la esamina. 

Seguono altre immagini della pressa da stampa, di cui si riconosce il letto orizzontale e tutta l'impalcatura soprastante, ma al posto della vite c'è un tubo metallico e soprattutto manca la platina, ossia il piano superiore che dovrebbe premere sul foglio.

La voce fuori campo vomita pillole di saggezza: "Gutenberg capì qualcosa di profondo: quando rilasci un'idea nel mondo, non appartiene più a te, appartiene a tutti. I più grandi creatori sanno questa verità: il più grande contributo ti costerà tutto di persona, ma arricchirà il mondo immensamente. A volte perdere tutto equivale a dare tutto".

Che ragionamento vogliamo fare davanti alle immagini? L'abbiamo visto, il povero Gutenberg, sdraiato in terra, depresso, mentre Fust si arricchisce a dismisura. 

"Died nearly penniless". Morì quasi senza un soldo. Poverino. 

Peccato che circola anche qualche versione discordante. 

Ad esempio, Wikipedia in inglese dice che nel gennaio del 1465 l'arcivescovo Adolfo di Nassau, che tre anni prima si era impossessato della città, riconobbe i suoi meriti e gli diede il titolo di Hofmann, ossia Gentiluomo Di Corte, che prevedeva uno stipendio annuale e un abito da cerimonia. 

Lo stipendio era di 2.180 litri di grano e 2.000 litri di vino all'anno, esentasse. 

Secondo l'IA di Google ci sarebbe anche l'esenzione delle tasse sulla proprietà, ma Wikipedia non ne parla. 

Gutenberg morì tre anni dopo. Oltre duemila litri di grano l'anno, non è proprio penniless...

Comunque, quando il filmato dice che il suo nome non compariva sulla Bibbia stampata da lui, è vero. Nessun complotto: ancora non era nata l'usanza di stampare sul libro il nome dell'editore, che venne introdotta solo alcuni anni dopo. Così come mancavano altre cose che noi consideriamo scontate, come per esempio il frontespizio col titolo, e i numeri delle pagine. 

La Bibbia di Gutenberg venne stampata usando un solo "font" per usare una terminologia moderna, ossia usando i caratteri in un solo stile e in una singola dimensione. Non soltanto mancavano i titoli scritti in grande sopra i paragrafi o le note in piccolo, ma mancavano anche le parole evidenziate in grassetto o messe in corsivo, come avviene in un qualsiasi libro moderno. Anche la punteggiatura era molto più limitata di quella che abbiamo noi: ad esempio non c'erano le virgolette a delimitare il discorso diretto. 

Dice Wikipedia in inglese che la prima menzione di Gutenberg come inventore della tipografia venne fatta solo nel 1504, più di trent'anni dopo la sua morte. Tutte le notizie riguardanti la sua vita vennero ricostruite a ritroso, anche grazie al fatto che più volte l'inventore finì davanti al tribunale per questioni economiche relative alla sua attività, per cui esistono gli atti processuali che testimoniano che il personaggio è realmente esistito e fissano alcune date come riferimento (sui libri all'epoca non c'era neanche la dicitura "finito di stampare il..."). 

Il ritratto invece, sempre secondo Wikipedia in inglese, risale al 1467, quando venne inserito in un libro di Heinrich Pantaleon che raccontava la biografia di alcuni famosi tedeschi. Si tratta quasi certamente di una ricostruzione immaginaria. 

In effetti questo ci può sembrare assurdo: se pensiamo a coloro che hanno introdotto tecnologie innovative di recente, ci vengono in mente personaggi pubblici su cui sono stati "versati fiumi di inchiostro": Bill Gates, Zuckenberg, Musk... Oppure andando indietro nel tempo, Marconi, Ford... 

Ma il fatto è questo: quando Gutenberg ha messo a punto la tecnica tipografica, non c'era ancora la "stampa", intesa come giornalismo, ossia l'attività di coloro che cercano di raccontare il presente. 

Il capolavoro di Gutenberg è la Bibbia, ossia un libro che era stato finito di scrivere nel primo secolo dopo Cristo, quattordici secoli prima di quando venne stampato. 

Mettendo a punto il torchio tipografico, Gutenberg stampò anche un libro scolastico di grammatica latina scritto da Elio Donato, vissuto nel quarto secolo, mille anni prima. 

La mentalità era completamente diversa rispetto a quella attuale, si guardava più al passato che al presente. E anche dopo l'invenzione della tipografia, molti dei successi editoriali furono stampe di libri classici, risalenti al prima del medioevo e riscoperti dagli umanisti. 

Quando finalmente si provò a ricostruire la storia della nascita della nuova tecnologia, i protagonisti erano morti e si erano diffuse varie dicerie, per cui l'invenzione veniva attribuita a personaggi diversi in città diverse.

Anche l'Italia ha un suo "inventore della stampa": Panfilo Castaldi, a cui è dedicata una statua nella città di Feltre.

Sul basamento del monumento si legge: "A Panfilo Castaldi, scopritore generoso dei caratteri mobili per la stampa, tributo di onore tardissimo, Italia porge". 

Non c'è data, ma la statua venne inaugurata nel 1868, ed è opera dello scultore Costantino Corti. 

Ricollegandoci invece alla parola "penniless", viene fuori che esiste un font con questo nome: si trova su Creative Fabrica, caricato da Shattered Notion, apparentemente gratis ma solo per chi è iscritto alla piattaforma. E' un serif display all-caps, con lettere equilibrate ma dai contorni incerti. 

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