Handmade?

In un'intervista alla tv un esperto del settore aveva preannunciato pochi mesi fa che nei prossimi dieci anni il mercato verrà invaso da una valanga di nuovi font, grazie alle possibilità offerte dall'intelligenza artificiale. 

Ma cosa può aggiungere l'IA a quello che già abbiamo? Se qualcuno ha pensato semplicemente a forme nere su fondo bianco probabilmente ha sbagliato in pieno. 

Sul sito Handmade.com è possibile avere un assaggio delle infinite possibilità, prima impensabili. 

Qui gli alfabeti sono ottenuti utilizzando oggetti concreti, da cui il nome abbastanza fuorviante: handmade significa fatto a mano, mentre qui abbiamo semplicemente l'esito del delirio IA, anche se non c'è nessun riferimento all'intelligenza artificiale né in homepage né nella presentazione del sito. 

In pratica abbiamo toast a forma di lettere dell'alfabeto, spaghetti disposti a forma di lettere dell'alfabeto (il font si chiama Al Dente), abbigliamento militare cucito a forma di lettere (la M è un pantalone con tre gambe). E poi patatine, wafer, bicchieri di aranciata, biscotti al cioccolato, cactus, altoparlanti e chi più ne ha più ne metta.

Tutto qui? No, ci sono anche font animati, della consistenza dell'acqua, delle bolle di sapone, lettere che bruciano, palazzi 3d a forma di lettere con tanto di finestre e alberelli intorno e così via. 

Le lettere fisse vengono fornite sia in formato Otf che in formato Png. 

E quelle animate? Il sito non dice niente, mi pare, ma garantisce che i file funzionano in Adobe After Effects CS5.5 e successivi. 

In evidenza il sito mette alcune categorie di font statici: ci sono quelli basati sul legno (ciocchetti, cortecce, fiammiferi), quelli in tema cibo (formaggio, banane, pomodori, ciambelle...) e quelli dedicati all'inverno (ghiaccio, neve...). 

Il sito vanta collaborazioni con moltissime aziende: Disney, Ibm, Tic Tac...

La compagnia è nata nel 2008 in Estonia. 

In effetti non solo la descrizione non parla mai di intelligenza artificiale, ma suggerisce l'idea che si ha a che fare con oggetti concreti. "Per il font Egg ci abbiamo messo almeno 3 ore e cinque dita scottate", dice la presentazione del sito. 

Credibile? Beh, ogni lettera è un uovo al tegamino con uno, due o tre tuorli. Nello specimen si vedono almeno 46 glifi. Questo significherebbe riuscire a farne uno ogni quattro minuti, senza sbagliare mai. 

E i font dedicati alla birra e all'aranciata? Quanto tempo ci hanno messo a fare i bicchieri a forma di lettere dell'alfabeto, o anche di teschio o di cuore o di stella?

E le mele a forma di lettera come le hanno ottenute?

E le lettere-mostro?

E lo Skull Font, dove ogni lettera è un teschio umano deforme?

Beh, se questo è il futuro della tipografia, è un incubo!


Uno specimen dello Skull Font, dal sito di Handmade


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