Nove anni

E così festeggiamo anche il nono compleanno di questo blog, iniziato nel maggio del lontano 2017. 

Do un'occhiata alle statistiche di Google, che però non mi dicono granché. Tutto piatto fno all'inizo del 2018, crescita moderata fino all'agosto del 2021, poi un periodo abbastanza trafficato che termina nell'autunno del 2022, alcuni mesi di bassa e poi forti scosse telluriche: si alternano momenti di picco a momenti di nulla. Se fino alla fine del 2023 sembra il profilo altimetrico di una tappa del giro d'Italia, gli ultimi mesi sembrano un terremoto. Si toccano i massimi storici, ma intervallati da crepacci. Sto combinando qualcosa di strano io oppure il pubblico? Penso che stiano pasticciando i motori di ricerca e le intelligenze artificiali. Anzi, a tratti ho l'impressione che scatti qualche meccanismo strano. Dopo che ho criticato un video fatto con l'IA l'altro giorno il traffico è sceso di colpo... Vuoi vedere che l'IA si sta vendicando?

Comunque diamo un'occhiata alla classifica dei post più visualizzati. 

Al primo posto c'è quello sui cartelli stradali. Facilissimo che la gente si ponga la domanda: chissà quale carattere è utilizzato sui cartelli? Se finiscono su questo blog è perché altrove non è stata data nessuna importanza a questo problema, a differenza di quello che succede all'estero. Ho trovato sul web articoli sulle scelte tipografiche riguardanti la segnaletica stradale americana, mentre le persone che hanno lavorato a quella britannica hanno nome e cognome e sono comparse in varie interviste. 

Al secondo posto troviamo il post su uno degli alfabeti segreti delle Giovani Marmotte, quello messo a punto dalla rivista italiana GM qualche decennio fa. Strano perché a quanto ne so non esiste un font dedicato, e al tempo in cui ho scritto l'articolo praticamente nessuno ne aveva parlato. Io ce l'ho un font che ho costruito apposta, bastava un'oretta di lavoro con FontForge, non di più, ma non l'ho mai caricato da nessuna parte. 

Comunque è uno dei primi post ad avere avuto successo su questo blog, mi ricorda quel periodo iniziale. 

Al terzo posto c'è il post dedicato al restiling di Repubblica, quando è stato lanciato il font Eugenio, tuttora in uso. In quel restyling vennero rivoluzionate un sacco di cose, e credo sia un caso da manuale perché poi bisognò tornarre indietro dato che i lettori erano spaesati e non riuscivano più a trovare la data, il numero di pagina, la sezione, o il titolo. Il carattere tipografico però è stato mantenuto, anzi, si è arricchito col tempo di un nuovo stile calligrafico. 

Al quarto posto c'è il post sul Wood Type Museum e sulle tipografie vecchio stile. Se non sbaglio è quello a cui i motori di ricerca indirizzavano chi cercava informazioni sulla pedalina di Totò e Peppino nel film La Banda Degli Onesti. Non c'era materiale su internet all'epoca, non ho controllato oggi. 

Certo che quando ho iniziato era tutto molto più semplice: se si trovava un articolo, di sicuro era stato scritto da qualcuno che era interessato all'argomento e si era documentato. Oggi con l'intelligenza artificiale si trova un sacco di spazzatura, pubblicata da gente che non capisce cosa sta facendo. Magari un sacco di informazioni saranno pure attinte da questo blog, ma magari fraintese o riferite in maniera irriconoscibile. E però se le nuove generazioni si abituano a credere a quello che dice l'IA senza andare a verificare le fonti, che senso ha mantenere un blog che non ha lettori che non siano bot?

Nella posizione successiva c'è il post sul corpo del carattere. Non lo sto rileggendo oggi, ma ricordo che era scritto in una maniera un po' ingarbugliata, oltre al fatto che è ingarbugliato l'argomento. Mentre ai tempi dei caratteri in metallo bastava misurare l'altezza del blocchetto su cui compariva la lettera in rilievo, nel mondo digitale il corpo del carattere misura la distanza da due linee immaginarie che non vengono stampate. Quindi non c'è assolutamente niente che possa essere misurato e che corrisponda esattamente al numero di punti tipografici della dimensione del testo. Bisogna fare una proporzione, ma non è detto che si conosca il rapporto preciso riferito al font usato. 

Nella classifica dei post più visti compare poi quello dedicato al font del green pass. Un post che mi ricorda ad un periodo che grazie al cielo per ora sembra lontano anni luce. 

C'era il lockdown, non si poteva uscire di casa, non si poteva entrare nei locali, assembrarsi, incontrarsi col proprio partner e parecchia gente aveva l'idea di falsificarsi il green pass per aggirare le restrizioni. Ma quale font bisognava usare?

La risposta che avevo trovato era che il carattere non aveva importanza: tutta l'autenticità del documento era basata sulle tecniche crittografiche alla base del QR Code. Il font non era embedded nel Pdf. In origine doveva essere stato usato l'Helvetica, ma aprendo lo stesso file da telefono o da pc il testo veniva visualizzato coi rispettivi font di sistema. 

Ci sono poi i tutorial su come fare un finto timbro con OpenOffice, ossia curvare una scritta, farci i cerchi intorno e fissare fra di loro i vari elementi; il post sulla scritta presente sul cancello di Auschwitz, sulla quale fino a quel momento non avevo fatto mente locale tanto da non sapere neanche se fosse serif o gotica; le osservazioni sulle micro scritte su vecchie carte d'identità cartacee; infine il deludente post sul font usato dal quotidiano La Stampa. Deludente perché non avevo trovato il nome del disegnatore o dello studio che se n'era occupato. Come è facilmente immaginabile, cercando "font stampa" viene fuori qualunque argomento tranne quello. 

Le statistiche di Blogger dicono anche da dove arrivano gli utenti: da Google.com, soprattutto, o da Google.it, qualcuno arriva da Bing. Pochi da Duckduckgo. Qualcuno da Facebook, dove evidentemente qualcuno ha condiviso il link ai miei contenuti. C'è anche Yahoo, ovviamente, ed Ecosia, "il motore di ricerca che pianta gli alberi", che non ho mai usato. 

Ma i tre quarti del traffico non provengono da altrove. 

Oltre i tre quarti del pubblico usa Chrome, ci sono molti Firefox e Safari, tutto il resto si spartisce le briciole. 

Sistemi operativi: Windows al 50%, Macintosh al 25%, il resto è dominato da Android, Linux e iPhone. 

L'Italia è il Paese più rappresentato, e per forza, dato che scrivo in italiano. Al secondo posto c'è Singapore.

Non so perché mai i singaporesi dovrebbero essere particolarmente appassionati a questo blog o alla tipografia. 

Possibile che sia un bot, oppure queste statistiche sono buggate in qualche modo. 

Diamo un'occhiata alle statistiche degli ultimi 12 mesi: il post più visto è quello dedicato ai simboli che si usavano un tempo per le note a pié pagina insieme con l'asterisco, e che non ho mai visto in uso su libri moderni dove si preferisce usare i numeri. 

Molto visitati anche il post sul font usato da Einaudi, in cui blateravo cose molto vaghe, e quello per colorare le righe di un foglio di calcolo di OpenOffice a colori alterni. 

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