Tutorial di graphic design

The Futur nove anni fa ha caricato su Youtube un video con qualche informazione basilare di graphic design. Dovendo impaginare una rivista le scelte grafiche sono fondamentali. Prima ancora di avere letto una sola parola, il lettore capisce qual è lo spirito della pubblicazione dal solo aspetto che hanno le pagine. La scelta dei caratteri è importante, ma è importante anche il modo in cui sono disposti. Possono esserci degli elementi obliqui, può esserci una gabbia rigida oppure scritte che sbucano fuori dai limiti imposti ai paragrafi o alle foto. Può esserci più o meno spazio bianco, possono esserci caselle con sfondi colorati, e anche la scelta dei colori è importante. 

Il video in questione è interessante perché non contiene una lezione teorica, ma un esame di esempi concreti. Vengono presentate varie proposte di layout, che vengono commentate dall'esperto Chris Do, il quale spiega cosa gli piace e cosa non gli piace di ciascuna proposta. 

In questo modo anche lo spettatore più impreparato si rende conto delle differenze. Non è vero che un carattere tipografico vale l'altro. Dopo avere visto scelte moderne, con scritte in obliquo o scritte sans serif bold tagliate ai bordi, trovarsi davanti a una testata in serif stretto appare fuori luogo, si vede subito che è una scelta che evoca un altro periodo. 

Non è detto che sia una scelta sbagliata, se fatta in maniera consapevole. Se si vuole veramente evocare un'altra epoca allora si può scegliere uno stile rétro, oppure impostare i contenuti in maniera meno dinamica, con linee di separazione come quelle che si usavano in quel periodo. L'importante è che ogni elemento sia coerente con l'effetto che si vuole ottenere. 

Chiaramente la gran parte dei lettori non si soffermerà sui dettagli, consciamente, ma inconsciamente percepirà l'aspetto complessivo della pagina e inserirà i contenuti in un contesto non espresso a parole. Se la pagina suggerisce ordine e spaziosità è un conto, se suggerisce disordine e trasgressione è un altro.

Altre scelte invece possono essere sbagliate e basta. Ad esempio fare una scritta in colori chiari su un fondo chiaro può rendere il testo oggettivamente di difficile lettura. 

Tutti i layout preparati sono accomunati dal nome della pubblicazione, Thirst, che può essere impaginato in caratteri, dimensioni e posizioni diverse, a seconda dei gusti. Le foto sono simboleggiate da rettangoli grigi, mentre i testi sono quelli di riempimento. 

Spuntano spesso testi in latino, mentre uno dei titoli è scritto in parole italiane, tratte da un assurdo elenco che chissà da dove è spuntato: "Lagane cencioni mezzi bombardoni casarecce ratini fiori farfalle pastina fiori creste alli."

All'apertura, Youtube mi propone il video in lingua italiana e con sottotitoli in arabo. E sono entrato da un browser a cui erano stati ripuliti i cookies. 

La scelta di fornire contenuti in lingua italiana solo sulla base della lingua impostata nel browser è pessima. La traduzione automatica è stata fatta con l'intelligenza artificiale, che non ha la più pallida idea di cosa sta parlando. Ad esempio si sente lo youtuber parlare con estrema serietà dei caratteri Sarah, quando in realtà nell'originale sta parlando dei caratteri serif

Secondo me la traduzione dovrebbe essere attivata soltanto su esplicita richiesta dell'utente. Diffondere l'idea che la piattaforma possa cambiare le parole dei video delle persone a loro insaputa, in futuro anche con sincronizzazione delle labbra, delegittima il sito stesso e tutti i suoi contenuti. 

Se passa l'idea che non ci si può fidare neanche delle parole dette da una persona sul suo account ufficiale dato che la piattaforma gliele ha cambiate stravolgendole, di cosa ci si può fidare?

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