Due dettagli dal Messaggero
Due dettagli dall'edizione cartacea del quotidiano di Roma, il Messaggero, nell'edizione di ieri.
Il primo riguarda i capolettera degli articoli, che sono insolitamente grossi, ben sei righe. Ma dato che le colonne sono strette, da una trentina di battute, anche il font scelto deve essere strettissimo, per creare meno ingombro possibile. Per il disegnatore questo può creare dei grattacapi, specie in una lettera come la M che nella versione classica era una lettera quadrata, larga quanto la sua altezza. Per evitare di affollare troppo i tratti, in questo caso è stato deciso di alzare il vertice rispetto alla linea di base, fino poco sotto la mezza altezza. Ma quello che colpisce qui è che non è stato lasciato margine rispetto al testo: le grazie delle parole dell'articolo toccano l'asta del capolettera, in tutte e sei le righe.
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| Manca qualsiasi margine tra la M, strettissima, e il resto dell'articolo |
La lettera più larga dell'alfabeto moderno non è la M, ma la W, che deve avere le aste inclinate almeno un po'. Difficile trovare un articolo italiano che inizi per W, ieri non c'era, ma non è impossibile.
Provo a cercare un font con le proporzioni simili sia su What Font Is che su What The Font di My Fonts, ma il primo non riesce ad interpretare la lettera da sola e il secondo mi mostra solo anteprime di font nelle proporzioni normali.
Provo col Matcherator di FontSquirrel, che mi manda all'Alanya Regular di Adolfo, dalla piattaforma Fontzillion.
Qui questa lettera ha il vertice centrale appuntito anziché piatto, ma questo sarebbe il minimo. Le lettere usate dal Messaggero adottano le soluzioni di un normale sans mentre nell'Alanya abbiamo cose strane: A coi fianchi paralleli, Q con coda verticale, E con tratto centrale molto ribassato eccetera.
C'è da ricordare che molti font variabili o disponibili in molti stili disponibili sulle piattaforme mostrano nell'anteprima automatica solo la versione base. Bisogna cliccare su ciascuno per vedere se hanno anche una versione stretta adatta allo scopo.
Alcuni font sono stati disegnati solo in versione stretta, come il Bebas Neue di Ryoichi Tsunekawa, scaricabile gratuitamente da Google Fonts. In questo tipo di carattere la M ha una tonalità molto scura: il vertice centrale scende fino alla linea di base.
Qualcosa di estremamente stretto è il Six Caps di Vernon Adams, ma non mi pare che è da considerarsi un'alternativa rispetto a quello in uso sul Messaggero. I tratti sono troppo sottili e appiccicati uno all'altro, e anche qui il vertice centrale scende fino alla linea di base.
Il secondo dettaglio invece arriva dalle pagine sportive del quotidiano, dove i titoli sono tutti in sans serif maiuscolo stretto. Compare una lettera che sembra una specie di Q strana, con una coda eccessivamente spostata a sinistra. Ma è tutto un equivoco: è una O, il tratto aggiuntivo è l'accento sulla A sottostante.
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| E' una Q quella o una lettera straniera? No, è una normale O che deve fronteggiare l'invadenza della A accentata della riga sottostante. |
All'epoca dei caratteri in metallo o in legno una cosa del genere non poteva succedere: i tratti di una lettera non potevano sovrapporsi a quelli di un'altra lettera. E anche lo spazio vuoto poteva dare fastidio tant'è vero che all'epoca i seti di maiuscole non prevedevano le lettere accentate: sui giornali stampati prima dell'arrivo dell'informatica è facile trovare gli apostrofi usati in funzione di accenti.
Oggi i tratti di una lettera possono sovrapporsi a quelli di un'altra, ma si cerca di evitarlo. I programmi di videoscrittura regolano l'interlinea in maniera diversa a seconda del font selezionato, per cui anche quando si usano font in cui i tratti sporgono oltre i tratti superiore e inferiore, ad esempio il Papyrus, non c'è nessuna interferenza con le righe vicine.
Per ottimizzare lo spazio però si può impostare un'interlinea fissa e avvicinare le righe. Con le maiuscole di solito non ci sono problemi, dato che non hanno tratti ascendenti o discendenti. Ma quando c'è una lettera accentata, ecco che si può creare questa interferenza.







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