Macchine a vapore e presse da stampa
13 anni fa su Youtube è stato caricato un video di meno di un minuto con alcune riprese amatoriali effettuate alla Midwest Old Threshers Reunion. Si vede una vecchia pressa da stampa che sferraglia, alcune linotype per la composizione dei testi, e una pressa da stampa che funziona grazie a una macchina a vapore.
Qui la macchina lavora a vuoto, ma in un altro filmato, che va visto per storto perché l'utente non è stato capace di ruotarlo di 90 gradi, vediamo anche un tipografo che sta mettendo i fogli sul cilindro e un'altra operatrice che sistema i fogli già stampati, dietro il cilindro.
Si vede inoltre come il cilindro non fa altro che ruotare su sé stesso mentre è il letto con i caratteri a muoversi avanti e dietro sotto di lui.
Molti di noi quando pensano alle macchine a vapore hanno in mente le locomotive, col fumo nero e sporco che si alza dalla ciminiera e con un operaio dalla faccia sporca che spala il carbone dentro una fornace, col vapore che esce da tutte le parti.
In realtà dentro la tipografia non ci doveva essere niente di tutto ciò. Il carbone che brucia non fa funzionare la locomotiva, ma è solo lo strumento che serve per scaldare l'acqua e mandarla in ebollizione. Il vapore acqueo si espande attraverso i tubi e preme sul pistone che sta nel cilindro spostandolo in avanti. Quando il cilindro si sposta, aziona una valvola che manda il vapore dall'altro lato. Il vapore così spinge il cilindro all'indietro, causando un nuovo spostamento delle valvole. Quindi abbiamo un pistone che va avanti e indietro, e tramite delle leve questo movimento viene impresso alle ruote della locomotiva diventando un movimento circolare.
Nella tipografia pure c'era un pistone, ma in questo caso è verticale. Al disotto c'era una ruota, verniciata di verde. Con una semplice cinghia, questa ruota poteva essere collegata con la pressa, mettendo in movimento tutti gli ingranaggi di quest'ultima. Nell'immagine non si vede nessuna caldaia e nessuna fornace. Qualunque cosa mandi l'acqua in ebollizione, poteva anche trovarsi in un'altra stanza e mandare il vapore al cilindro tramite tubi.
E infatti ci sono vari tubi che arrivano al cilindro, dotati di rubinetti.
Tutta la macchina a vapore era montata su una base in mattoni.
La pressa che viene inquadrata in primo piano è una pianocilindrica: la forma coi caratteri in rilievo veniva disposta in orizzontale. Azionando il meccanismo, il piano scorreva su un carrello e andava a finire sotto il cilindro, dove la pressione avrebbe trasferito l'inchiostro alla carta. L'inchiostratura dei caratteri avveniva in automatico, tra una stampa e l'altra, tramite piccoli rulli.
Credo che l'unico intervento umano doveva essere quello dell'operaio che metteva i fogli uno alla volta.
Il rullo era così grande perché questa macchina si usava per i quotidiani, e mi pare di vedere che era in grado di stampare un paio di fogli a colpo, ossia quattro pagine, sullo stesso lato
Altre inquadrature dello stesso impianto sono state filmate nella stessa esposizione sei anni fa da un altro utente.
Un altro impianto invece era stato allestito all'aperto, sempre in America. La didascalia dice Maker Faire Bay Area 2013.
Qui la piccola pressa era in funzione per stampare biglietti con l'indirizzo Kinneticsteamworks.org.
In questo caso la pressa è una platina, con il piatto con l'inchiostro in alto e i rulli che vanno a inchiostrare la forma coi caratteri che è disposta in verticale.
A differenza delle presse novecentesche, che avevano una pompa in grado di prelevare i fogli uno alla volta, qui era il tipografo che doveva posizionarli correttamente nel breve tempo tra un'impressione e l'altra, togliendo contemporaneamente il biglietto già stampato.
Qui per spiegare a un bambino il funzionamento della pressa, la velocità a cui funziona la macchina è lentissima rispetto a quella che avrebbe avuto durante le normali operazioni di stampa.
Dato che si è all'aperto, il vapore che esce dal cilindro viene rilasciato nell'aria. Il visitatore-bambino dimostra curiosità maggiore rispetto all'adulto che fa le riprese, perché chiede come funziona il tutto, e la ragazza-tipografa gli spiega che il vapore proviene da una caldaia verde che si trova là vicino. E che purtroppo non viene inquadrata.
1207 visualizzazioni in in 13 anni, nessun commento.
Un'altra platina si può vedere in un magazzino in un altro filmato, caricato da Steam and Things. Qui vediamo un cilindro orizzontale, collegato a una ruota, ma il collegamento alla pressa è sempre a cinghia.
Anche qui non si vede la caldaia: non è detto che ci sia, non so se il tutto possa funzionare anche ad aria compressa.
C'è un altro filmato amatoriale con inquadratura fissa, con una pressa pianocilindrica dove il cilindro è più piccolo di quella che abbiamo già visto.
Questa sta in un magazzino con delle lavatrici. Sulla sinistra dell'inquadratura si vede quella che dovrebbe essere la caldaia, con la canna fumaria che sale verso l'alto. Dietro la caldaia si intravede la macchina a vapore, che apparentemente ha il cilindro basculante che segue il movimento della ruota. Ma come è collegata la ruota alla macchina? Non si capisce bene.
La pressa viene fatta funzionare a vuoto, quindi vediamo le stecche che dovrebbero spostare i fogli stampati ma non è chiaro quale percorso dovrebbero fare questi ultimi. Così come non c'è nessuna visione dei rulli inchiostratori e del letto orizzontale.
Carino invece il modellino che è stato ripreso in funzione da Old Steam. Qui si vede una caldaia sullo sfondo, con ciminiera in mattoni, un tubo di metallo che porta il vapore al cilindro, a sinistra. Il cilindro fa girare la ruota, la quale è collegata con una cinghia alla pressa da stampa, sulla destra.
Qui vediamo che gli unici due pezzi in movimento sono i rulli inchiostratori e la platina che preme sulla forma montata in verticale.
Una pressa così non l'ho mai vista, si suppone fosse una di quelle in cui il tipografo doveva mettere e togliere i singoli biglietti a mano.
Un altro modellino è caricato da Model Sound. Qui la pressa è alimentata con un rotolo di carta continua, e l'animazione prevede anche lo scorrimento della carta già stampata che esce dalla rotativa, mentre quella che entra è bianca.
La macchina a vapore è montata su una base di mattoni, la ruota è molto alta e grande mentre il cilindro è poggiato sulla base, in verticale.
Si vede il tubo che porta il vapore, ma la caldaia non fa parte del modellino.
Chi conosce questo blog sta probabilmente aspettando l'invettiva contro l'intelligenza artificiale.
Rant in arrivo tra 3, 2, 1...
Ovviamente qualche imbecille ha avuto l'idea di realizzare documentari con l'intelligenza artificiale dedicati alla stampa ottocentescca. C'è un video di 14 minuti caricato da Inside The Industrial Age, che ha totalizzato solo 24 visualizzazioni in 4 mesi, ma è già triste il fatto che Youtube me lo abbia proposto.
Il problema è il solito: il filmato è fatto con immagini molto suggestive che sembrano d'epoca, ma che contengono orribili deformità e insensatezze.
Le scene che vengono costruite danno solo l'impressione di essere realistiche: in realtà tutte le macchine sono assemblate in una maniera che non ha senso, e quando si va ad animare quelle scene, le persone iniziano ad essere indaffarate per finta: fanno cose che non raggiungono nessuno scopo. E lo stesso vale per le macchine, spostano carta senza motivo, i rotoli si deformano e si fondono, sembra un incubo.
Mentre la voce fuori campo parla del metodo della stereotipia, che serviva per mettere a punto le rotative che stampavano i giornali, scorrono assurde immagini di eleganti borghesi con cappello a cilindro alle prese con centinaia di boccette di liquido, segno che chi ha realizzato il filmato non ha la minima idea di cosa sta parlando.
Le macchine lavorano senza sosta, facendo schizzare fogli in maniera disordinata da tutte le parti. Il vapore sbuffa senza una logica in mezzo agli uffici. Centinaia e centinaia di persone sono intente a toccare o spostare i fogli stampati senza un perché. Sono acquirenti o operai? Che differenza fa?
La sensazione è quella di un disgusto così forte per le immagini che non mi riesce neanche di provare a seguire cosa sta dicendo il narratore per individuare eventuali errori. Ricordo solo che ogni tanto interrompe la narrazione per chiedere di iscriversi al canale.
Come mai non è vietata da tutte le leggi la produzione di questa roba?





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