Miller
E' uscito in edicola un volume monografico edito da Sprea e dedicato alla Lancia Delta.
Bella impaginazione pulita. Provo a identificare i caratteri usati con What Font Is. I titoli sembrano essere in Bodoni PT Display Bold, mentre il testo degli articoli è in Miller.
La forma della R di quest'ultimo mi ricordava del Fairfield, per via della curvatura della gamba, ma qui la Q non è in stile Baskerville, con coda zigzagante fuori, ma in stile Century, con coda ondulata che inizia nella parte interna e finisce in quella esterna.
Il Miller sembra un classico ma risulta disegnato solo nel 1997 da Matthew Carter. In realtà si tratta del revival di un carattere che esisteva già nel diciannovesimo secolo, identificato come Scotch Roman, un genere che veniva chiamato in questo modo negli Usa perché ispirato al lavoro di una fonderia di Edimburgo, in Scozia, diretta da un certo William Miller.
Fonts In Use ha raccolto 58 segnalazioni di usi del Miller, e segnala un sacco di caratteri simili, tra cui il Georgia che secondo What Font Is sarebbe il più simile.
Anche il Georgia è relativamente recente: è stato disegnato nel 1996, sempre da Matthew Carter per la Microsoft. E' quindi ottimizzato per apparire nel migliore dei modi sui monitor dell'epoca.
Come nel font che vedo in uso sulla monografia, il Georgia ha i numeri minuscoli.
Basta un dettaglio però per fare una grande differenza: il Miller ha la codina della a all'insù, mentre il Georgia no.
E dato che la a è una lettera che compare in qualsiasi testo e che il dettaglio della codina all'insù è ormai diventato molto rétro, questa differenza non è cosa da niente.
Anche per quanto riguarda la Q il Georgia si discosta dalle scelte rétro: qui la coda è solo esterna, e piega semplicemente verso destra.
Con l'apposito strumento di Identifont è possibile confrontare a vista Georgia e Miller Text. Di quest'ultimo viene mostrato sia il set di numeri maiuscoli che quello di numeri minuscoli.
Le differenze catalogate dal sito sono solo cinque: oltre alla Q abbiamo lo sperone della G, la grazia alla base del 4 e quella sul vertice della w, presenti solo nel Miller. Inoltre c'è un occhiello che si forma alla base del simbolo della sterlina, sempre nel Miller.
La gamba della R e la coda della a non rientrano nel sistema di classificazione del sito.
Le differenze col Fairfield sono solo sei, ma l'aspetto visivo si discosta di più. Il il Fairfield è caratterizzato da forme caratteristiche di alcune grazie o estremità (C, f...) e soprattutto ha un contrasto molto maggiore rispetto al Miller Text, ossia c'è maggiore differenza di spessore tra i tratti spessi e quelli sottili.
Questo farebbe pensare ad usi display, ma con la qualità di stampa di oggi il font viene spesso usato per usi text con ottimi risultati.
Per tornare al genere Scotch Roman, su Wikipedia in inglese c'è un articolo dedicato. Tra le altre cose si dice che questo genere è classificato come "moderno", pur differenziandosi notevolmente dai moderni per eccellenza, ossia Bodoni e Didot.
L'enciclopedia nomina sia Georgia che Miller come rivisitazioni moderne, oltre a Caledonia e Escrow.
Il Fairfield può essere acquistato su My Fonts, e uno dei tag che gli sono stati assegnati è appunto "scotch roman". Non c'è "modern", anche se lo meriterebbe, ma ci sono heading, elegant, legible, display, book text, personal text, book, formal e transitional.
Una rivisitazione gratuita del Fairfield è il Fanwood Text di Barry Schwartz, scaricabile gratuitamente da Google.
Anche del Miller esiste una versione gratuita con un altro nome, ma non è dichiarata quindi non so fino a che punto sia regolare e non ho verificato se sia di qualità.





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