Stop!
Non parliamo qui del noto carattere tipografico disegnato da Novarese, bensì del cartello stradale. Un cartello che è importante, diverso da tutti gli altri, particolarissimo. Così particolare che è quello che è stato adottato nella stessa forma da un gran numero di Paesi al mondo... ma non da tutti!
In Europa il problema dei cartelli stradali viene discusso fin dagli albori della motorizzazione. Mentre in America, dove tutti parlavano inglese è stato scelto di produrre cartelli testuali che spiegavano a parole cosa si potesse o non si potesse fare, in Europa, dove ci sono tante popolazioni diverse che parlano lingue diverse, si è preferito puntare in gran parte sui pittogrammi: disegni stilizzati che fanno capire senza bisogno di parole qual è l'obbligo o il pericolo. Sui cartelli compaiono bambini che corrono, cervi, mucche, locomotive, massi che rotolano, traverse, curve, oppure frecce varie.
In America ancora oggi si usano parecchi cartelli testuali, che però diventano un problema a causa di una popolazione immigrata che non capisce l'inglese e che quindi provoca incidenti.
Sulla pagina di Wikipedia in italiano dedicata ai segnali americani di pericolo si possono vedere tantissimi esempi di segnali basati solo sul testo: uno dice "rough road". Significa "strada dissestata", ma se un turista non conosce la parola "rough" non riesce a reagire prontamente. Laddove noi abbiamo il cartello con le pietre rotolanti gli americani scrivono "fallen rocks", caduta massi, senza nessuna immagine.
In Italia compaiono pittogrammi in tutti i cartelli principali, tranne quelli con limiti di velocità e dimensioni e pesi consentiti. Le lettere dell'alfabeto sono usate in gran parte per le indicazioni complementari sotto al cartello.
Tuttavia c'è un'eccezione: il cartello di stop, che non solo contiene la parola "stop" scritta in lettere, ma è anche diverso da tutti gli altri per la sua forma ottagonale e lo sfondo rosso.
Fino al 1990 il cartello era un cerchio rosso con fondo bianco in cui c'era un triangolo rosso come quello del "dare precedenza" ma con la scritta "stop" all'interno.
Il cartello stop è quello su cui gran parte degli Stati del mondo hanno trovato un accordo. Quasi ovunque la forma è ottagonale e lo sfondo è rosso. E quasi ovunque c'è la scritta "stop" al centro, con una complicazione: dato che in lingue diverse lo stesso concetto si esprime in maniera diversa, possiamo leggere sul cartello una parola che non conosciamo o addirittura vedere una scritta in caratteri che per noi sono illeggibili.
Su Instagram si può vedere una tabella con 25 diversi cartelli che si usano in diverse parti del mondo.
In Messico non c'è scritto "stop" ma "alto". In altri paesi del sud America c'è scritto "pare". In Quebec, Canada, c'è scritto "arret". In Turchia il cartello dice "dur". In Malaysia dice "behrenti". In Mongolia dice "3orc", o almeno, contiene lettere della scrittura locale che somigliano a queste.
Nella regione MENA, che non so dove sia (in realtà è Medio Oriente e Nord Africa, la E sta per East), la scritta è in arabo, così come è in scrittura araba quella che compare al centro del cartello iraniano.
Sul cartello tailandese troviamo tre caratteri della scrittura locale, mentre su quello di Myanmar è difficile identificare il numero di lettere: sono linee rette che si incontrano ad angolo retto. Una lettera con un tratto discendente più un'altra con segno diacritico?
Definitivo il cartello cinese, dove c'è un solo grande ideogramma al centro. Lo stesso cartello è in uso anche a Taiwan.
In Corea del nord invece troviamo tre lettere strane di due segmenti ciascuna disposte un po' a triangolo.
Alcuni Paesi con scrittura diversa da quella latina si sono adattati, aggiungendo la scritta "stop", nella stessa dimensione o più in piccolo, al disotto delle lettere della loro scrittura: succede in Armenia, Etiopia, Cambogia, Corea del Sud.
Bangladesh e Nepal sembrano gli unici due stati che hanno tagliato la testa al toro e non hanno messo niente all'interno dell'ottagono: fondo rosso a tinta unita, e basta.
Curiosa invece la soluzione messa in atto in Israele, dove c'è un pittogramma: una mano alzata, in bianco su fondo rosso!
Anche il Pakistan ha pensato di usare una mano alzata, ma non si è conformato alla scelta dell'ottagono: usa ancora il triangolo rosso in un cerchio rosso su fondo bianco, con mano nera.
Restano col veccho schema circolare anche le Bahamas e Cuba: la prima dice "stop", la seconda dice "pare".
Abbiamo finito? No, c'è la scelta più strana di tutte, unica al mondo: quella del Giappone.
Qui il cartello è a fondo rosso, ma è triangolare. C'è la scritta in lettere giapponesi in alto, e la scritta "stop" subito sotto.
La novità delle lettere latine è stata introdotta solo da pochi anni. Non tutti i cartelli sono stati sostituiti. Ho aperto Google Street View, ho cliccato su una strada secondaria a caso di Osaka e il primo cartello di stop che ho trovato aveva solo la dicitura in giapponese.
A quanto pare queste non sono le uniche possibilità: Wikipedia mostra ad esempio il segnale di Stop in Zimbabwe che è circolare con contorno rosso e fondo bianco, ma scritta in bianco su fondo nero cruciforme!
In Bhutan invece abbiamo la scritta bianca su fondo rosso, ma anziché un ottagono hanno scelto un esagono, chissà perché!
In Zimbabwe Street View non è ancora arrivato. in Bhutan sì, ma la situazione delle strade che possiamo constatare è estremamente primitiva. Ci sono poche case, pochi incroci, giro per un po' sul sito senza riuscire a trovare nessun cartello di nessun tipo. Il Bhutan è famoso come l'unico Paese al mondo senza semafori: all'incrocio principale nella capitale c'è un vigile che dirige il traffico, tutti gli altri incroci vengono regolati dal buonsenso dei pochi automobilisti.
Inaspettato anche il cartello che si userebbe in Irlanda, su cui sarebbe scritto "stad" anziché "stop".
In Irlanda si parla inglese, ma "stad" ha tutta l'aria di essere una parola gaelica.
Davvero è così? Secondo l'AI Overview di Google cartelli del genere si troverebbero esclusivamente in regioni rurali e costiere dove la prima lingua parlata è il gaelico, come in parti del Donegal e del Kerry.
Torno su Street View, scelgo una strada a caso del Kerry, a Kenmare, e tutti gli stop che incontro dicono "stop".
Immagino che i cartelli "stad" siano una rarità, in Irlanda.
Promemoria: in Irlanda si guida sulla sinistra, così come nel Regno Unito, quindi quando ci avviciniamo a un incrocio dobbiamo cercare il cartello a sinistra, non a destra! Questo è risaputo, credo. Non tutti sanno che anche in Giappone si guida a sinistra. Quindi il cartello di stop giapponese è da quel lato della strada, ed è anche più piccolo di quanto mi aspettassi.





Commenti
Posta un commento