Dinkus
Cos'è un dinkus?
A questa domanda a bruciapelo risponderei con la voce di Paolo Villaggio: "Allora... dicesi: dinkus... un tipico animale australiano... Ah no! E' un oggetto circolare che tu lo senti e fa la musichina... Si mangia? Abbia pietà non lo so..."
Il dinkus è una sequenza di tre asterischi spaziati, oppure tre punti elenco, disposti in orizzontale e allineati a centro pagina.
In pratica questo:
* * *
Il suo significato varia a seconda del contesto. Può indicare una interruzione nel testo, un salto logico a un altro argomento, una sottosezione del capitolo.
Dare una definizione è difficile, più facile intuirne il significato di volta in volta nel contesto.
Dice Wikipedia in inglese che il suo primo uso risale al 1850, e che storicamente invece di usare tre asterischi separati si poteva usare un glifo unico composto tra tre asterischi disposti a triangolo, che si chiama asterismo e che ormai è considerato obsoleto.
Faccio riferimento alla versione inglese dell'enciclopedia perché questa non è collegata a nessun articolo sulla versione italiana.
In effetti oltre alla versione inglese solo altre tre versioni di Wikipedia dedicano un articolo all'argomento: quella in francese, quella in croato e quella in indonesiano.
Non ho trovato articoli in italiano che contengono questa parola, e non c'è nessun riferimento in proposito nelle pagine di Wikipedia dedicate ad asterischi e asterismi.
Evidentemente si tratta di una combinazione che in italiano non ha un nome.
Wikipedia in inglese mostra una galleria di usi e fornisce una serie di indicazioni relative a vari contesti.
In alcuni casi, ad esempio giornali o riviste, il dinkus può essere usato anche solo per ragioni estetiche, come un ornamento.
In quel caso anziché asterischi o asterismi si può usare un fiorone o un dingbat, un ornamento tipografico attinto da quelli standard o disegnato appositamente.
Scrivendo questo post in italiano ho avuto qualche difficoltà a tradurre quello che in inglese si chiama bullet, che indica il punto grosso e centrale che si usa per gli elenchi puntati. La parola bullet può essere tradotta in italiano anche come "proiettile", ma non certo in questo caso.
Parlando genericamente di "punto" rischiavo di fare confusione col punto che si mette a fine frase.
Per fortuna Wikipedia ha un articolo italiano collegato a "Bullet (typography)" ed è intitolato "Punto elenco".
Nei programmi di videoscrittura è possibile personalizzare il punto elenco: nella versione base dovrebbe essere un cerchietto pieno, ma può essere sostituito con rombi, segni di spunta, frecce, eccetera.
Prima dell'era informatica gli elenchi si potevano fare usando gli asterischi o le lineette. E ancora oggi i word processor possono essere predisposti per queste convenzioni: ad esempio mettendo un trattino a inizio riga, alla pressione del tasto invio la riga viene disposta come se fosse la voce di un elenco e viene predisposta la voce successiva sulla riga successiva. Ogni voce dell'elenco inizia con un trattino. Invece iniziando la riga con un asterisco, alla pressione dell'invio questo si trasforma in un punto elenco, e viene predisposto anche il punto elenco alla riga successiva, indentato rispetto al testo standard.
Premendo CTRL+Z è possibile annullare questa formattazione, mentre premendo backspace si torna alla formattazione base solo sulla nuova riga, senza modificare l'elenco a cui si è lavorato fino a quel momento.
I programmi di videoscrittura possono reagire anche ad altre combinazioni di caratteri. Ad esempio digitando tre trattini su una nuova riga e andando a capo, questi vengono sostituiti da una linea orizzontale per tutta la lunghezza della pagina o della colonna.
Anche in questo caso, annullare l'ultima operazione annulla l'inserimento della linea e ripristina i caratteri singoli digitati dall'utente.
In alcuni programmi di videoscrittura mi pare che tre asterischi uniti vengono sostituiti da una linea spessa, ma non in tutti.





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