Geomini. FontBob
Su Google Fonts i tipi di carattere presenti sono 1942, in continua crescita.
Quello che mi dà il benvenuto aprendo la pagina oggi è il Roboto, un sans serif.
Vengono poi mostrati due progetti che immagino stiano in alto perché recenti: il Playwrite New Zealand Guides e l'Edu VIC WA NT HAND.
Il primo fa parte di una famiglia di font pensati per insegnare a scrivere in corsivo ai bambini delle scuole di vari Paesi. In questo caso oltre alle lettere vengono disegnate anche le linee orizzontali che i bambini si troveranno sui quaderni.
Il secondo è pure un corsivo monoline, con asse inclinato, ma è a lettere separate e ha qualche dettaglio originale, tipo il tratto ondulato che conclude la v e la r in alto a destra.
Troviamo poi l'Open Sans, un altro senza grazie molto popolare, e il BJCree, il primo dedicato a una scrittura non latina: qui l'anteprima mostra le tipiche lettere dell'alfasillabario in uso presso alcuni popoli aborigeni del Nord America.
Seguono altri due senza grazie. Uno è il Google Sans, l'altro è il Geomini di FontBob.
Ci sono poi parecchi sans e qualche alfabeto non latino prima di arrivare al primo serif, che è il Playfair Display.
I font dedicati alle scritture non latine sono: Noto Sans Mende Kikakui, una cosa stranissima mai vista prima; Poppins, devanagari; Noto Sans Japanese; Hibur Mono, pure molto strano; Dai Banna SIL, che credevo fosse georgiano mentre dovrebbe essere tailandese.
Comunque, diamo un'occhiata al Geomini. L'occhio medio è molto grande, e questo significa che le minuscole sono alte quasi quanto le maiuscole. La y ha il tratto discendente rettilineo. La e rimane molto aperta, come pure altre lettere: a, s, g.
L'ispirazione deriva dai cartelli stradali svedesi.
Avevo pensato ai cartelli stradali guardando la forma della e: negli Stati Uniti avevano scelto un font simile quando si erano accorti che le lettere, realizzate in materiale catarifrangente chiaro su fondo scuro, di notte illuminate dai fari generavano un alone che tendeva a chiuderle. La e diventava indistinguibile dalla o. Per cui avevano scelto un nuovo font per minimizzare il problema, che aveva l'estremità inferiore della e molto arretrata.
Il nome FontBob non è quello di una fonderia, ma di un editor online che permette di realizzare font senza bisogno di installare software.
Non serve neanche la registrazione per iniziare a provare: vado sul sito, clicco su un nuovo progetto, compare il tabellone con le lettere. Due clic su una lettera, e posso tracciarne la forma come se stessi tracciando con un pennarello su un foglio. Al volo faccio un C, una I, una A, una O, una T, una U, e in meno di un minuto ho l'occorrente per scrivere "ciao a tutti" nella casella dell'anteprima.
Chiaro che per ottenere un font professionale occorre un impegno un milione di volte maggiore, ma la semplicità del meccanismo è eccezionale.
Non solo: senza bisogno di registrazione e senza pubblicità fastidiose, posso cliccare sul pulsante Download ed ottenere istantaneamente il file, anche se ancora incompleto.
Ho scoperto questo sito solo da pochi minuti, e già ho sul mio computer un file Otf installabile, seppure con sei lettere soltanto.
E' possibile cambiare forma e dimensione del pennello, oppure disegnare poligoni aggiungendo i singoli punti del contorno.
E' anche possibile spostare ciascuno dei punti che il software ha aggiunto al contorno mentre noi tracciavamo la lettera lungo l'asse di ogni asta.
Non vedo le funzionalità avanzate che sono disponibili in un programma per la creazione di font: ad esempio la possibilità di vedere e modificare le coordinate di ogni singolo punto, o funzioni avanzate come la creazione del corsivo o del grassetto. Insomma è un programma ridotto all'osso. Ma è lo stesso sorprendente quante cose si possono fare pur avendo a disposizione solo 8 pulsanti nella scheda del disegno delle lettere: si possono allargare e restringere a piacimento le forme disegnate, o si può ruotare la figura a piacimento.
Mentre si disegna ogni lettera compare in alto la casella con una frase scritta dall'utente. In questo modo è possibile rendersi conto di come si relaziona la nuova lettera con quelle già esistenti, se è troppo alta o troppo larga, e si può regolare la spalla destra e sinistra semplicemente spostando le linee tratteggiate verticali.
La spaziatura di base comunque è calcolata in automatico dal software.
Uscendo dal sito il progetto a cui si è lavorato si perde: per conservarlo è necessario fare il log in, e questo permette di salvare in memoria diversi font.
Con la versione Pro è possibile anche importare dei font esistenti per modificarli.
La semplicità di uso del programma continua a lasciarmi a bocca aperta.
Quando ho installato il primo software per disegnare caratteri tipografici, non molti anni fa, era tutto estremamente più macchinoso.
Certo che si poteva tracciare una lettera lungo l'asse dei tratti anziché aggiungere uno a uno i punti del contorno. Solo che si otteneva soltanto l'asse: bisognava poi espanderlo eseguendo un'apposita funzione, e i tratti diversi non si fondevano tra di loro, ma restavano sovrapposti. Bisognava fonderli eseguendo un'altra funzione, e magari al momento di creare il font veniva fuori un'errore perché all'intersezione dei tratti era venuta fuori una coordinata con la virgola che contrastava con qualche opzione generale che era impostata di default. Quindi bisognava gestire l'errore, ad esempio eseguendo una funzione che arrotondasse a intero i valori.
E la spaziatura tra le lettere andava fatta a mano.
Era tutto molto più laborioso, richiedeva studio, bisognava orientarsi tra un numero spropositato di menù avanzati, e chiaramente questo scoraggiava il principiante. Il quale si chiedeva perché non fosse possibile disegnare le lettere di un font con la stessa facilità con cui si può tracciare l'alfabeto a mano su un foglio di carta.
Ecco: FontBob è molto meno traumatico per chi non ha mai realizzato un font e vuole farsi un'idea di come funziona.
Se poi si vuole ottenere un risultato avanzato si può passare ad un software più completo. In caso contrario si è comunque imparato qualcosa e si ha un proprio file Otf ottenuto a mano. Che comunque è una soddisfazione.






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