Ghost Font

Un utente ha segnalato su Reddit il progetto Ghost Font, che punta a creare scritte che sono leggibili dagli esseri umani ma non dall'intelligenza artificiale.

A dispetto del nome, non si tratta di un font propriamente detto: l'utente può scrivere una breve frase sul sito e ottiene in download un filmato. 

L'immagine mostra una serie di puntini neri su fondo bianco apparentemente disposti a caso. Però premendo play viene fuori che alcuni di questi puntini si muovono dall'alto verso il basso, mentre altri si muovono dal basso verso l'alto. 

L'occhio percepisce la differenza, per cui riesce a riconoscere una scritta fluttuante, che si sposta lentamente sullo schermo. 

La scritta è composta in caratteri sans serif bold all caps. 

Guardarla può dare un po' di mal di mare. 

Il sito dello sviluppatore, Mixfont, mostra in che modo reagisce l'intelligenza artificiale al tentativo di decodificare il messaggio. Nel filmato è inserito anche un messaggio nascosto che l'intelligenza artificiale riesce a leggere credendo che sia il messaggio che sta cercando, ma che non ha nulla a che vedere con ciò che dice la scritta fluttuante che solo l'occhio umano riesce a leggere. 

Chiaramente l'uso di un servizio del genere è abbastanza limitato. A chi può servire, e quando?

La home page del sito mostra il servizio principale fornito dall'azienda: la produzione di tipi di carattere personalizzati sulla base della descrizione fornita dall'utente. 

Non solo: basta fornire al sito la foto di una qualsiasi parola per derivarne un font completo.

Nell'esempio che viene mostrato, l'utente inserisce una foto della scritta "Rome" fatta a pennarello per poi scrivere, nello stesso font "Rome is my favorite city". 

Il risultato lascia un po' a desiderare per quanto riguarda la spaziatura delle lettere, dato che c'è troppo spazio dopo la f, ma comunque rappresenta una frontiera finora inesplorata. 

Chiaramente le considerazioni che possiamo fare sono le stesse che riguardano l'intelligenza artificiale generativa in qualunque settore. 

Il software si basa sui font esistenti, sui quali hanno lavorato delle persone in carne ed ossa e che non otterranno niente da questo sito. 

In un video vengono mostrati alcuni esempi. 

L'utente chiede di creare "un moderno sans serif che può essere usato per loghi di startup, brand con atmosfera moderna" e ottiene istantaneamente ciò che gli serve. 

Oppure prende lo specimen di un font esistente e ottiene subito un intero font che include anche quelle lettere. La scritta era tutta in maiuscolo, ma nel file sono incluse anche le minuscole. 

Per usare il servizio bisogna iscriversi e si può fare anche usando le credenziali di Google. 

Il sito offre alcuni font in download gratuito, senza bisogno di registrazione. 

A volte il risultato è discutibile dal punto di vista estetico, come nello Yonder Voltage Script disegnato per emulare una scrittura a lettere unite, ma le cui estremità restano separate e disallineate. 

I font scelti sono di generi diversi uno dall'altro, e c'è anche un gotico, ma non viene mostrato il prompt usato per ottenerli. 

Chiedendo a Google se esiste un servizio di IA che permette di ottenere font personalizzati, l'AI Overview del sito me ne suggerisce quattro: Creative Fabrica AI Font Generator, Lipi.ai, Google Gen Type e Calligraphr. 

Quest'ultima non è un'IA generativa classica, "ma un'ottima piattaforma che utilizza l'automazione per trasformare la tua vera grafia o i tuoi schizzi in un font digitale installabile". 

Di GenType abbiamo già parlato: permette di creare alfabeti a colori e realistici, ad esempio "lettere fatte di rami e foglie". 

Il generatore fornito da Creative Fabrica può essere usato da tutti gli utenti registrati sul sito. 

"I font per uso professionale spesso costano da 10 a 100 dollari per stile. Il nostro generatore font online gratis è disponibile per tutti gli account Creative Fabrica", dice il sito. "Scarica il tuo speciale font TTF installabile con licenze per uso personale e commerciale: puoi usarlo liberamente". 

Tutti guadagni in meno nelle tasche dei creativi da cui l'IA attinge. 

Lipi.ai invece fa solo finta di essere un servizio generativo. In realtà fornisce un semplice questionario con scelte limitatissime, e porta a risultati attinti da Google Fonts.

Gli ho chiesto un Handwritten Regular Friendly Tall x-height e ho ottenuto quello che chiedevo. Scaricandolo come Zip mi viene fornito un font col nome che gli ho dato io, "prova", ma scegliendo l'altra opzione viene fuori che non hanno fatto altro che darmi il Pacifico di Google Fonts. 

Nel Readme c'è scritto che il Pacifico è il "base font", che è sottoposto "alla sua licenza originale" e che "gran parte dei Google Fonts usa la licenza Open Font o Apache".

Insomma, non viene neanche scritto di preciso se si tratta della prima o della seconda. 

Forse il sito non fa uso di Ia, ma sicuramente adotta lo stesso stile superficiale e approssimativo.

Cosa conta la qualità? Cosa conta la realtà? Cosa contano i dettagli? Cosa conta il nome di chi lo ha disegnato? Cosa contano le leggi? Niente conta, è tutto uguale, fai quello che ti viene in mente senza capire, non esiste nessun criterio per sapere se una cosa è meglio o peggio di un'altra, se è vera oppure no. 

Per la cronaca: al Pacifico ci hanno lavorato il compianto Vernon Adams, Jacques Le Bailly, Botjo Nikoltchev e Ani Petrova. 

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