I compositori di Gutenberg
Partiamo dal fatto che nessuno sa di preciso come lavorava Gutenberg. L'inventore tedesco avrà pure inventato la stampa intesa come tecnica tipografica, ma all'epoca non esisteva la stampa intesa come giornalismo, quindi nessuno l'ha intervistato. Tutti quelli che possono essersi fatti raccontare qualcosa da lui non l'hanno scritto da nessuna parte. Solo parecchi anni dopo, quando ormai era chiaro che la stampa tipografica aveva rivoluzionato la società, si cercò di ricostruire quello che era successo, e le informazioni sono molto frammentarie. Fortunatamente Gutenberg finì più volte sotto processo per questioni economiche, quindi almeno abbiamo dei punti fermi nella cronologia grazie agli atti giudiziari che lo riguardano.
Ma arriviamo al dunque. Gutenberg stampava una pagina alla volta? Componeva una pagina alla volta? Quanti torchi tipografici mise in funzione?
Ho letto da qualche parte che alcuni difetti nell'allineamento delle pagine presenti sulla stessa facciata di ogni foglio fanno pensare che fossero state stampate in due momenti diversi.
Ma ho letto anche che Gutenberg iniziò con due linee di composizione in due punti diversi del volume, che poi passarono a quattro. Che non significa che i torchi al lavoro fossero nello stesso numero. Poteva benissimo avere iniziato con un torchio soltanto.
Peccato che cercando informazioni specifiche sul web questa informazione non esce, né esce qualcosa di più preciso.
Sul sito dei Testimoni di Geova c'è un articolo che venne pubblicato sulla loro rivista nel 1998 e ricostruiva la vita di Gutenberg e la storia della sua invenzione.
"Ogni pagina [della Bibbia di Gutenberg] contiene circa 2.600 caratteri. Se ipotizziamo che Gutenberg avesse sei compositori, ciascuno dei quali lavorava su tre pagine contemporaneamente, sarebbero stati necessari circa 46.000 caratteri" per far funzionare il laboratorio a pieno regime.
Non fa una piega. Ma questa ipotesi si basa su che cosa? Chi ci dice che i compositori erano sei? E perché mai avrebbero dovuto lavorare a tre pagine contemporaneamente?
L'ho chiesto all'intelligenza artificiale di Google, che racconta che qualcuno avrebbe esaminato le abbreviazioni e il modo di spaziare le parole in tutte le pagine della Bibbia di Gutenberg, identificando sei modi di fare diversi, da cui sarebbe nata l'ipotesi dei sei compositori.
Ma a parte il fatto che l'IA non dice chi e quando ha fatto questa ipotesi, c'è il fatto che sei linee di composizione non significa necessariamente sei torchi. Se per comporre e rivedere il testo di una pagina servisse il doppio del tempo che serve per stampare tutte le copie necessarie, allora l'ipotesi di due compositori per ciascun torchio potrebbe anche reggere.
Ma quanto ci voleva a comporre una pagina di 2.600 caratteri? E quanto tempo ci voleva per stamparne 180 copie, di cui almeno 30 su pergamena?
Tra l'altro l'IA è famosa perché produce un testo scegliendo parole probabili senza nessun ragionamento logico che porta alle conclusioni. La stessa intelligenza artificiale che mi ha detto che i compositori erano sei mi dice più tardi che erano 12. Se i torchi erano sei e ogni torchio era manovrato da due persone (battitore e torcoliere), c'erano 12 stampatori e quindi ci saranno stati 12 compositori.
Ma non è affatto dimostrato che i torchi erano sei: l'ipotesi iniziale era che fossero sei i compositori!
Comunque l'Ia cita un certo biografo John Man, collegato in qualche modo con l'ipotesi dei sei compositori.
Tuttavia gli articoli linkati che citano Man sono scritti molto superficialmente, e riportano questa informazione senza entrare nel merito, tra tante altre informazioni non necessariamente attendibili.
Finché si trovano articoli scritti dagli umani, le varie imprecisioni danno fastidio, ma non creano rabbia. Quante volte scrivo sciocchezze io su questo blog? La cosa deprimente è che oggi i motori di ricerca restituiscono tra i primi risultati anche prodotti realizzati con l'intelligenza artificiale, articoli ma anche video.
Bastano le prime parole per entrare nel mondo stucchevole dei testi scritti dall'Ia, e per sentirsi schifati da tutto ciò che ancora non è stato detto, ma tanto già si sa di che pasta sarà fatto.
Bastano un po' di superlativi eccessivamente entusiasti, o un attacco del tipo "Immagina un mondo in cui eccetera eccetera" e già sappiamo che nel seguito non troveremo niente di interessante o attendibile. Sempre le solite banalità trite e ritrite.
Su Makerpress troviamo almeno la testimonianza dell'artigiano che è stato ingaggiato per costruire il torchio usato nel famoso documentario di Stephen Fry, caricato su vari canali Youtube.
Dato che non è sopravvissuto nessun esemplare della pressa di Gutenberg, né ci sono i progetti originali, né una descrizione o illustrazione, si è fatto riferimento alle più antiche stampe raffiguranti tipografi al lavoro.
Che comunque risalgono a quasi mezzo secolo dopo l'invenzione.
"La Bibbia di Gutenberg così come altri dei primi libri in folio tedeschi mostrano la prova di essere stati stampati con una pressa in grado di stampare una pagina alla volta", dice l'autore dell'articolo.
Invece quelle che si vedono nelle illustrazioni sono già presse in cui viene posizionata una forma con due pagine, che devono passare una dopo l'altra sotto la platina per imprimere i loro contenuti sul foglio.
Solo che una delle tre è diversa dalle altre, perché sembra essere una pressa inizialmente costruita per stampare una pagina alla volta e poi riadattata col prolungamento del binario nella parte posteriore. Sul sito ci sono le immagini che mostrano nel dettaglio quello che l'autore spiega a parole.
E questo è il bello dei contenuti umani: i dettagli significano qualcosa. Se i piedi del torchio si estendono in avanti o indietro c'è un motivo, possiamo dedurne qualcosa, mentre l'IA monta insieme i pezzi senza minimamente riflettere sul fatto se possano funzionare o no, se risolvano un problema o no.
In uno dei filmati che ho visto durante questa ricerca, c'era un torchio tipografico con una manovella piantata da una parte. Collegata a cosa? Ma a niente! E a che poteva servire? A niente! La qualità del disegno era buona, ma non c'era nessun ragionamento logico dietro. La forma era plausibile, ma non c'era nessuna riflessione sul fatto se potesse funzionare o no.
I video deliranti prodotti dall'Ia hanno avuto un boom quest'anno. E rischiano di oscurare quello che di buono è stato prodotto in precedenza.
E rischiano di far passare alle persone la voglia di porsi le domande e di cercare risposte sul web, che poi è l'idea che sta alla base di questo blog.
Certo non guardiamo solo la parte vuota di un bicchiere mezzo pieno. Qualcosa di interessante l'abbiamo trovato, no?
Già, ma non solo la domanda iniziale resta senza risposta: non abbiamo nemmeno trovato qualcuno che si sia impegnato un po' a cercare una risposta.
Sicuramente gli studiosi hanno analizzato con cura le pagine della Bibbia di Gutenberg, considerata la capostipite di tutti i libri del mondo. Ma le loro conclusioni rimangono in ambito specialistico senza riuscire a filtrare neanche per riassunto a tutto il resto del pubblico.





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