La Bibbia di Gustavo Vasa

La cosiddetta Bibbia di Gustavo Vasa è la prima traduzione della Bibbia in lingua svedese ad essere stata stampata, nel 1540-41.

Era una traduzione della versione tedesca messa a punto da Martin Lutero. 

L'articolo di Wikipedia in lingua inglese è brevissimo, cita i nomi dei traduttori e del finanziatore ma non dice niente sullo stampatore. 

C'è la foto del frontespizio, in cui si vede il titolo scritto in caratteri gotici ("La Bibbia/ che è / tutta la Sacra Scrittura /in svedese"), due parole che probabilmente sono la località (Uppsala, credo), e l'anno, "1541.", scritto in numeri arabi col punto finale come si usava all'epoca. 

La scritta è inserita in una cornice illustrata con un arco, colonne, capitelli, statue di angeli e un crocifisso attorno a cui si affollano numerosi personaggi. 

Il nome Gustav Vasa non è quello dell'editore ma quello del re che regnava in quel periodo, e che diede l'impulso a stampare questa Bibbia. 

Questa traduzione rimase il testo di riferimento in svedese fino al 1917. 

L'AI Overview di Google mi dice che i font utilizzati erano in stile blackletter: per il testo si usò lo Schwabacher mentre i titoli erano in Fraktur. 

Questi stili ci fanno venire in mente la Germania, e in effetti sempre l'IA di Google ci dice che lo stampatore sarebbe il tedesco Jurgen Richolff. 

Quest'ultimo è pressoché sconosciuto nel resto del mondo: Wikipedia ne parla solo nella versione tedesca e in quella svedese. 

Mi faccio tradurre la prima dall'IA. Viene fuori che era figlio di uno stampatore che aveva il suo stesso nome (che viene chiamato "il vecchio" mentre lui è "il giovane", o "der Jungere" in tedesco). 

Dopo avere iniziato a lavorare in Germania, si trasferì in Svezia dove stampò un libro di preghiere e divenne il primo direttore della Tipografia Reale di Stoccolma.

In seguito tornò in Germania, dove pure stampò testi religiosi che avevano a che fare con la Riforma luterana. 

Tornò in Svezia per stampare la Bibbia di Gustavo Vasa, dopo che in precedenza aveva già stampato la traduzione del Nuovo Testamento, e concluse la sua carriera in Germania. 

Su Wikipedia in tedesco si può vedere la foto di una copia della sua Bibbia conservata in una teca di una chiesa svedese: è un volume monumentale, a quanto pare. 

Per chi volesse sfogliare il documento è disponibile la scannerizzazione completa su Archive.org. 

Sono 763 schermate, in ognuna delle quali si vedono quattro pagine.

A differenza della Bibbia di Gutenberg, stampata meno di cento anni prima col testo suddiviso in due colonne, qui c'è una sola colonna di testo in ogni pagina, che lascia un margine a destra dove vengono inserite delle annotazioni in un font di dimensioni minori. 

Il testo è giustificato, con prima riga di ogni paragrafo indentata. 

Il titolo del capitolo è scritto in caratteri più grandi, il nome di ogni libro è scritto in caratteri più grandi ancora. Il capolettera di ogni capitolo è alto sei righe, lettere outline circondate da facce e ornamenti floreali su un fondo grigio. 

Il capolettera di ogni libro è enorme, ben sedici righe, più astratto e coi tratti di colore molto scuro circondati da ghirigori. 

Ci sono anche illustrazioni: a pagina 469 del file per esempio vediamo una mappa del mondo conosciuto. Ci sono solo Europa, Asia e Africa, disposti più o meno a cerchio, con disegni di animali, montagne e fiumi sovrapposti alla mappa. 

Nel 1541 l'America era già stata scoperta da mezzo secolo, e già si sapeva che si trattava di un nuovo continente, ma tutto ciò è irrilevante per l'illustrazione della Bibbia. 

Diamo un'occhiata a pagina 473 del file: in fonto alle pagine del libro vengono aggiunti degli svolazzi calligrafici, mentre le ultime righe sono allineate al centro con lunghezza decrescente, una soluzione adottata anche da altri stampatori dell'epoca, tra cui l'italiano Manuzio. 

Mi pare che in ogni pagina ci entrino 54 righe, ma sono poche le pagine di solo testo: spesso ci sono i titoli che interrompono il flusso regolare.

Le pagine non sono numerate, ma possiamo riconoscere le segnature, ossia quelle indicazioni che servivano a far capire in che modo bisognava ripiegare il foglio per formare il fascicolo prima della rilegatura. 

Sulla prima pagina di ogni fascicolo c'è una lettera dell'alfabeto, inizialmente, poi più di una, per indicare al rilegatore l'ordine dei fascicoli. In terza pagina la lettera è seguita dal numero romano ii, in quinta dal numero iii, in settima dal numero iiii. Dopo dodici pagine, il ciclo ricomincia con la la lettera successiva. 

Il primo fascicolo è contrassegnato dalla a minuscola. Seguono le lettere maiuscole in ordine alfabetico (mancano J, U, W, Y). Si comincia poi con Aa, Bb, Cc e così via. Poi la combinazione è aa, bb eccetera. Poi arrivano le coppie di maiuscole. 

Scaricare tutte le pagine e sfogliarle è abbastanza laborioso, a computer. Salto più avanti e vedo che in alcuni tratti sono state usate combinazioni a tre lettere, come LLl, MMm e così via. Nelle pagine finali mi pare che si sia ricominciato da capo con le lettere singole. 

Al volo non trovo sul web informazioni sui fascicoli da 12 pagine. Parlando di libri antichi si parla di formati in quarto, in ottavo, in sedicesimo, che seguono le potenze di otto. C'è anche il formato in dodicesimo, che però prevede 24 pagine. 

Un'altra convenzione che possiamo osservare sulla Bibbia di Gustavo Vasa ed è ormai in disuso è quella di anticipare dopo l'ultima riga di ogni pagina le prime parole della pagina successiva, allineandole a destra. 

A differenza della Bibbia di Gutenberg che ci è arrivata in copie molto colorate perché le maiuscole venivano evidenziate in rosso da un rubricatore e i capolettera ed altri ornamenti sono stati aggiunti a mano da un miniatore, o di altri libri antichi in cui alcune parti sono state stampate in rosso, la Bibbia svedese è monocromatica: si è usato solo l'inchiostro nero per testi, titoli, capolettera e illustrazioni. 

In ultima pagina il testo è allineato al centro con righe di larghezza variabile per dargli la forma di calice, e viene aggiunto in coda il colophon, ossia le indicazioni sul luogo in cui è stato stampato il libro, nome dello stampatore e anno. 

C'è anche qualche "correctura" che sarebbe un errata/corrige. Riesco a riconoscere parole simili separate da una barra, evidentemente la versione sbagliata e giusta del testo, ma i riferimenti non li capisco. "Pa ix, bladh.i.fidhon.xxxix.radh...". Non sono numeri di pagina, non sono numeri di fascicoli. Boh. 

Per quanto riguarda il carattere usato, è facile riconoscere la forma dello Schwabacher nella lettera S, con l'estremità inferiore che va a toccare l'ansa superiore della lettera, chiudendola, a differenza del Fraktur in cui questo tratto va a sovrastare la lettera. 

Nei titoli vediamo una o a mandorla che pure è collegata più con lo Schwabacher che col Fraktur, e anche la d è abbastanza sinuosa.

Tuttavia nella S, ad esempio l'iniziale del libro di Salomone (pagine intorno alla 357), l'estremità inferiore non tocca la parte superiore della lettera ma la sovrasta. 

Insomma, mi sembra una versione intermedia tra i due stili, che pure sono molto simili fra di loro, e molto diversi da quello usato da Gutenberg nel secolo precedente, che pure è un gotico ma viene chiamato Textura. 

Nella Bibbia di Gustavo Vasa è in uso anche un terzo stile che in un primo momento passa un po' inosservato: quello romano, che possiamo vedere soltanto nei capolettera. 

Comunque, sul web nessuno si è dato da fare per analizzare i caratteri di questo libro, quindi non sappiamo nulla a proposito della loro dimensione.

Per quanto riguarda il testo, non posso dire niente, trattandosi di lingua svedese.

Le lettere si possono riconoscere a fatica. Alcune lettere hanno qualche diacritico, come la a sovrastata da un cerchietto, ma credo che le abbreviazioni e legature medievali fossero in gran parte già cadute in disuso. 

Noto che compare spesso qualche parola tipo "herren o "herranom" o "herran" composta solo di lettere maiuscole. 

Molto spesso, anche più volte per pagina.  

A quanto pare significa "Il Signore". Wikipedia in svedese dedica un articolo all'argomento, che possiamo tradurre in italiano con l'Ia e che ha un suo omologo soltanto in lingua danese. 

Commenti

Post più popolari