Maxim
Il Maxim è un carattere tipografico disegnato da Peter Schneidler nel 1956 per la Bauer.
E' un corsivo informale a lettere separate e dai tratti molto pesanti.
Fonts In Use lo collega anche alle fonderie GroupType, Neufville e Profonts, e al nome di Ralph Unger, autore della digitalizzazione del 2003, dieci anni dopo quella di GroupType.
Il sito ha raccolto anche la segnalazione di un uso, per la copertina di un album di un deejay giamaicano, nel 1976.
Tra i link si può vedere anche uno specimen in tedesco del 1956.
La pagina di qualche catalogo o rivista. In alto a destra c'è il nome del carattere, scritto nel carattere medesimo. In alto a sinistra c'è il set di maiuscole e minuscole, che include anche un paio di legature (ch e ck).
A sinistra una presentazione in tedesco, a destra alcune righe di prova, in 16-20-24-28-36-48-60 punti tipografici.
Ricordiamo che all'epoca i caratteri non erano scalabili, quindi si poteva scegliere solo tra le dimensioni scelte dal produttore. Possibile che fossero disponibili anche altre scelte oltre a quelle mostrate, ma è anche possibile che non fossero prodotte dimensioni più piccole di 16, trattandosi di un carattere pensato per usi display.
Il Maxim era commercializzato anche col nome di Maxime, su alcuni mercati.
Identifont conosce la versione digitalizzata da Group Type nel 1993 ma non è in grado di mostrarne lo specimen. La collega a quella di Unger, pubblicata da Profonts, di cui può mostrare il set, ma senza metterla in relazione con i caratteri simili.
Su MyFonts il carattere è collegato coi tag: decorative, german, 1950s, heavy, brush drawn, casual script, handwritten, heading, playful e 2003.
La descrizione però parla di un carattere chiamato Splendor e originariamente commercializzato dalla Schriftgu... non si sa che, di Dresda, originariamente disegnato dal berlinese Wilhelm Berg.
Il nome della fonderia termina con un quadratino nero ruotato di 45 gradi e con un punto interrogativo bianco al centro. Evidentemente c'è stato un problema nella conversione di una lettera tedesca.
A quanto pare c'è un errore: lo Splendor è un altro tipo di carattere, sempre un corsivo ma dai tratti più sottili e puliti, di cui pure Unger ha realizzato una digitalizzazione.
Il nome della fonderia originaria è Schriftguss: in tedesco esiste una legatura apposita per la doppia s, che è andata persa quando il testo è stato inserito su My Fonts.
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