Orange
Ho visto in strada un tale con una maglietta evidentemente stampata dagli organizzatori di un raduno di auto storiche dedicato alla Lancia Delta in provincia di Frosinone.
L'iniziativa si chiamava Delta Day, il nome era scritto in caratteri serif tutto in maiuscolo. Sotto c'era la foto del muso dell'iconica macchina, e ancora più sotto c'era la scritta "La Regina in Ciociaria".
Ho fatto la foto e l'ho mandata a What Font Is, e tra i risultati della ricerca ce n'erano vari con la corrispondenza esatta ma con nomi diversi.
Comunque il font è Orange, di Billy Argel Fonts, scaricabile gratuitamente per uso personale su Dafont.
La versione disponibile gratis è limitata: mancano i numeri, la punteggiatura e i simboli matematici, ma ci sono le lettere accentate.
Per scrivere una frase come quella che ho visto è più che sufficiente.
Catalogato come Script/Brush, è stato scaricato solo 7 volte ieri, 157mila in totale dal 2017, quando è stato caricato sul sito.
Il font più scaricato di Billy Argel nelle ultime ore è un altro Script, che si trova però nella categoria Calligraphy e ha i tratti molto più leggeri: Ananda.
Anche al secondo posto c'è uno script, un po' rovinato, nella sottocategoria Old School.
E c'è un Old School anche al terzo posto, ma di una categoria diversa, Fancy. Si chiama Campus, aste molto rovinate e contorno comstock.
Quello che il sito chiama Old School è il genere di font che va bene per fare le magliette sportive dei college americani o nelle università. Nel Campus la O è ottenuta solo con tratti rettilinei, con una pianta a ottagono.
Al quarto e quinto posto troviamo due font che fanno uso di mezzitoni: Ledlight (Techno/LCD) e Punkbabe (Fancy/Typewriter).
Mezzitoni significa che vengono ottenute sfumature di grigio usando lo stratagemma di suddividere l'inchiostro nero in una serie di puntini più grandi o più piccoli, che visti da lontano danno l'impressione di avere sfumature più scure o più chiare.
In prima pagina noto un font curioso: Rained, dove al posto delle minuscole ci sono le maiuscole in tinta unita, mentre al posto delle maiuscole ci sono lettere su cui si vedono gocce d'acqua sfumate, come in trasparenza su un vetro.
In ultima posizione ci finisce il Carecrash, catalogato come Script/Various.
E' un corsivo a lettere unite e asse verticale, e l'interno delle aste sembra colorato a matita in maniera un po' imprecisa.
Per tornare agli Script/Brush, i più scaricati del momento sono Tarmiles Action e Mishuka, entrambi di Mans Greback, e Broline Script di Tebaltipis Studio.
Il primo ha i tratti pesanti, l'asse inclinato, segni di pennello e non è morbido come l'Orange.
Anche gli altri due hanno un andamento abbastanza nervoso. Il Mitshuka ha pure le lettere separate.
Il Broline Script ha occhio medio molto grande, ossia le minuscole sono alte sui tre quarti delle maiuscole.
Andiamo a dare un'occhiata anche all'ultimo della lista, in 211ma pagina.
E' l'E Extrawind di Wepfont, coi tratti disegnati a penna muovendosi su e giù per aggiungere spessore.
Al penultimo posto Burnley di Nonama Type, lettere separate, pesante, asse inclinato in avanti, contrasto.
Fonts In Use conosce un font chiamato Orange, ma è un senza grazie irregolare disegnato da Timothy Donaldson nel 1995 e pubblicato da Letraset e ITC.
Ce ne sono molti altri che contengono la parola "orange" nel nome: Orange On Orange, Orange Cat, Orange Kid, Orange Gush, Orange Whip...
Il sito conosce la fonderia di Billy Argel, ma solo per sette font, di cui solo quattro hanno una segnalazione ciascuno: A Bite, Blessed Day, Nature Beauty e Psycho.
Quest'ultimo ha le lettere disegnate come se fossero acqua su una superficie lucida. E' stato usato l'anno scorso per un opuscolo di una mostra, insieme ad altri font irregolari per i titoli. Fungal (macchiato), Humansijung e Inkliquid (scrittura a mano irregolare con supporto per una scrittura asiatica, credo il coreano).
Il testo in inglese invece era scritto con un normale sans serif, a quanto pare il Pretendard.





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