Train One
Ci sono 19 font catalogati come Inline su Google Fonts.
Il più "rilevante" secondo il sito è il Monoton di Vernon Adams, un maiuscoletto dove ogni asta è scomposta in 3 o 4 aste parallele.
Al secondo posto c'è il Bungee Inline di David Jonathan Ross, tutto maiuscolo con sottili linee bianche nelle aste in senso longitudinale.
Al terzo posto troviamo invece il Train One di Fontworks, che è dedicato alla lingua giapponese. In Giappone è distribuito col nome Railway.
Qui le aste sono composte di due tratti paralleli.
L'anteprima mostra i glifi giapponesi, ma normalmente i font di Google non lasciano vuote le posizioni delle lettere latine.
E anche in questo succede la stessa cosa: le lettere latine sono ottenute con lo stesso sistema. In pratica si realizza una sorta di versione outline del glifo, eliminando poi i segmenti che si troverebbero alle estremità dei tratti delle lettere.
Chiaramente anche la punteggiatura subisce lo stesso trattamento, con l'eccezione di due simboli speculari che non so cosa siano.
Li cerco su Witkionary e scopro che fanno parte dei simboli e della punteggiatura CJK, ossia che si usa in Cina Giappone e Corea, e che si chiamano "lenticular brackets".
Spesso usate nei dizionari per i titoli di una lista o sezione nei dizionari e nelle enciclopedie, ma anche nello slang di internet per dare enfasi a un testo.
Wikipedia in inglese dedica un breve paragrafo a queste parentesi particolari, che rappresentano una via di mezzo tra quelle tonde e quelle quadre.
Si chiamano "fangtou kkuohao in cinese e "sumitsuki kakko" in giapponese.
Su Wikipedia in italiano non vengono citate nemmeno di sfuggita, nemmeno nella tabella riassuntiva dei segni di punteggiatura esistenti.
Vengono citate solo nella pagina dedicata alla punteggiatura giapponese.
Dove noto un altro simbolo strano, il "punto a capanna", che è una linea ondulata alta che poi scende in obliquo.
Viene utilizzato per indicare l'inizio di una canzone o, in un copione teatrale, il punto in cui inizia la battuta di un altro attore.
Il suo valore Unicode è U+303D.
Tuttavia non mi sembra di vederlo nel Train One.
E infatti se lo copio da Wikipedia e provo ad incollarlo nella Preview di Google Fonts ottengo il tipico punto interrogativo all'interno di una sorta di tofu a forma di 8.
Apparentemente Fonts In Use non conosce neanche il nome del Train One.
E Identifont nemmeno.
Il font è usato soltanto su 3mila siti web.
La licenza risale al febbraio 2007, ma non sappiamo da quanto tempo è stato incluso in Google Fonts.





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