Alfabeto armeno

Secondo la tradizione l'alfabeto armeno fu creato nel 405 dal chierico Mesrop Mashtots per tradurre la Bibbia. 

All'epoca le sacre scritture erano disponibili in greco, persiano e siriaco, lingue che non erano parlate da gran parte della popolazione. 

Gli armeni parlavano armeno, si trovavano divisi tra l'impero persiano e quello bizantino erano pagani e non avevano nessun alfabeto in grado di riportare tutti i suoni presenti nella loro lingua. 

Mesrop prese ispirazione dall'alfabeto greco, sembra, anche se oggi le lettere armene non somigliano neanche lontanamente a quelle greche. 

In origine l'alfabeto era composto da 36 lettere, a cui se ne aggiunsero altre due nel dodicesimo secolo. 

La prima frase trascritta col nuovo alfabeto sarebbe tratta dal Libro Dei Proverbi di re Salomone: "Per conoscere la sapienza e la disciplina, per capire i detti profondi, per acquistare un'istruzione illuminata". 

Ci sono due immagini su Wikipedia che raffigurano Meshrop Mashtots. In una ha un mantello con cappuccio e sta scrivendo su un libro usando una penna di volatile intinta in un calamaio. Nell'altro, più recente, osserva un angioletto che indica le lettere dell'alfabeto su un foglio che ha in mano, mentre a terra vediamo altri libri con un calamaio e una penna. 

Wikipedia in italiano non fa una stima di quante siano oggi le persone che usano questa scrittura. 

Gli sviluppi più recenti riguardano gli anni Venti del Novecento, quando venne riformata l'ortografia nella Repubblica Socialista Sovietica Armena. Gli armeni della diaspora non accettarono la riforma per motivi politici, e continuarono a scrivere come ai vecchi tempi. 

In armeno, alfabeto si dice aybowben, e prende il nome dalle prime due lettere, ayb e ben, proprio come il termine italiano deriva dalle prime due lettere dell'alfabeto greco, alfa e beta

Wikipedia mostra alcune delle legature in uso e dedica un paragrafo ai segni di punteggiatura. 

Al posto del punto, in armeno si usano i due punti. Al posto del punto interrogativo si usa un piccolo segnetto arricciato che viene posto tra l'ultima e la penultima lettera dell'ultima parola della domanda. 

A dire la verità Wiktionary la racconta diversamente: dice che va messo sulla vocale accentata della parola su cui cade l'intonazione, o roba del genere. 

Il suo nome è paruyk

Il suo valore Unicode è U+055E. 

In Windows la scrittura armena è supportata grazie al carattere Sylfaen mentre in Linux ci sono i caratteri della famiglia DejaVu. 

Le lettere armene si trovano anche nel file del Times New Roman. 

Per avere un'idea di come appare un testo in lingua armena si può dare un'occhiata alla pagina di Wikipedia in armeno dedicata a questa forma di scrittura. 

A prima vista è qualcosa di difficile lettura, visto che gran parte delle lettere somigliano alle nostre nmu, con qualche thg qua e là. 

L'unica cosa che si riconosce nel testo sono i numeri, che sono uguali a quelli che usiamo noi, le virgolette francesi e le virgole. 

I periodi terminano coi due punti, come previsto. 

Accanto all'articolo si può vedere sia un antico manoscritto in lingua armena, sia una vecchia macchina da scrivere con le lettere armene sulla tastiera. Marca: Underwood. Lo so perché almeno il nome della marca è scritto in lettere latine. 

Più giù possiamo vedere alcune medaglie commemorative dedicate dalla Banca Centrale Armena al millesimo anniversario dall'invenzione di questo alfabeto, inclusa una collezione di 39 pezzi risalente al 2013. Ogni medaglia raffigura una diversa lettera dell'alfabeto, realizzata in maniera tale che uno dei tratti non è pieno ma è attraversato da un motivo ornamentale di ispirazione medievale. 

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