Arimo

Sulla piattaforma Google Fonts sono disponibili 1942 tipi di carattere. 

Organizzando la lista per Popolarità, viene fuori che quelli più usati sono i senza grazie: al primo posto c'è l'Inter, seguito da Roboto, Montserrat, Open Sans, Google Sans, Noto Sans Japanese, Arimo e Roboto Condensed.

Il primo dei serif è il Roboto Slab. Varie posizioni più in basso troviamo il Merriweather. 

Tra i primi della lista, tutti mostrano l'anteprima in caratteri latini tranne il Noto Sans Japanese che, come dice il nome, è dedicato alla lingua giapponese. 

Il secondo che mostra un'anteprima in caratteri non latini è il Poppins, che essendo della Indian Type Foundry mostra lettere devanagari, ma ha anche tutti i caratteri necessari per scrivere in italiano. 

Un font che non mi aspettavo di trovare così in alto è l'Arimo, di Steve Matteson, che non ricordo di avere visto in uso recentemente da qualche parte. 

Il carattere è metricamente compatibile con l'Arial, dice la descrizione, e quindi anche con l'Helvetica, immagino. 

Questo significa che un utente che non dovesse avere installato sul suo sistema uno di questi due font non avrebbe nessun problema nella visualizzazione corretta del testo di un Pdf impaginato con questi font quando non embedded, dato che ogni lettera dell'Arimo occupa lo stesso spazio delle lettere del font originale. 

In caso contrario si verrebbero a creare spazi imprevisti all'interno delle parole. 

I principali sistemi operativi per Pc in commercio includono Arial o Helvetica, ma sono state messe a punto alternative compatibili che vengono incluse sugli altri sistemi operativi, ad esempio quelli dei cellulari o basati su Linux.

Fonts In Use ha solo 4 usi segnalati dell'Arimo, ma dice anche che si tratta di una versione open source dell'Ascender Sans, della fonderia Ascender che ora è stata acquisita da Monotype.

Supporta tutte le lingue europee e include gli alfabeti cirillico, greco ed ebraico. 

Fa parte dei font di sistema di Chrome Os. 

I font simili secondo il sito sarebbero Cousine, Liberation Sans e Tinos. 

Identifont invece lo mette in relazione con: System, Phonic, LL  Schema, Arteme Sans, Founders Grot., New Rail Alphabet, Theinhardt, Foundry Context, Lab Grot. e FS Koopman. 

I due font più segnalati di Steve Matteson su Fonts In Use sono i colossi Open Sans (70 usi) e Noto Sans (48), seguiti da Noto Serif (15) e Segoe (9). 

Troviamo poi 7 usi dell'Andalé Mono e 6 del Curls. 

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